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No, la revoca a vita della patente non c’è nella riforma del codice della strada

| 26 aprile 2024
La dichiarazione
«Nella riforma del codice della strada c’è il cosiddetto “ergastolo della patente” e poi c’è il codice penale [...]. Nei casi gravi di reiterazione tu la patente non la puoi più vedere»
ANSA
ANSA
Verdetto sintetico
La dichiarazione del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti è scorretta.
In breve
  • La riforma del codice della strada, approvata dalla Camera e ora all’esame del Senato, non introduce il cosiddetto “ergastolo della patente”, ma inasprisce comunque le sanzioni per chi guida sotto l’effetto di alcol e non solo. TWEET
  • Già oggi, chi viene condannato per omicidio stradale può vedersi revocata la patente per un massimo di 30 anni. TWEET
Il 24 aprile, ospite a Cinque minuti su Rai 1, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha commentato la riforma del codice della strada, che al momento è all’esame del Senato. Durante l’intervista, il conduttore Bruno Vespa ha citato (min. 4:18) l’incidente stradale avvenuto il 6 aprile in provincia di Salerno. Una donna, ora indagata per omicidio stradale e risultata positiva all’alcol e a sostanze stupefacenti, ha travolto con il suo SUV l’auto di due carabinieri in servizio, poi morti. «In quel caso c’è il ritiro della patente a vita» con il nuovo codice della strada?, ha chiesto Vespa a Salvini, che ha risposto così: «C’è il cosiddetto “ergastolo della patente”: nei casi gravi di reiterazione tu la patente non la puoi più vedere».

Abbiamo controllato che cosa c’è scritto davvero nella riforma del codice della strada e non è vero che contiene l’ergastolo della patente.

Le regole sull’omicidio stradale

L’articolo 589-bis del codice penale punisce il reato di omicidio stradale con la reclusione in carcere da due a sette anni. Se l’omicidio viene commesso in stato di ebbrezza alcolica o di alterazione psicofisica dovuta all’assunzione di sostanze stupefacenti, la pena aumenta e si rischia una reclusione fino a 12 anni. 

Il reato di omicidio stradale è stato introdotto dal Parlamento con una legge approvata a marzo 2016. In precedenza, questo reato era comunque punito dal codice penale come un caso di omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme stradali. A settembre 2023 il Parlamento ha modificato l’articolo 589-bis del codice penale, introducendo l’omicidio nautico, ossia quello commesso alla guida di un’imbarcazione. 

Otto anni fa, la legge che ha introdotto l’omicidio stradale ha modificato anche l’articolo 222 del codice della strada, che contiene le «sanzioni amministrative accessorie all’accertamento di reati». La modifica ha stabilito che chi è condannato per omicidio stradale subisce la revoca della patente, che a seconda della gravità del reato non può più essere conseguita per un certo periodo di anni. La revoca dura di base cinque anni, ma può arrivare fino a 12 anni se chi ha commesso il reato è fuggito dopo l’incidente e non ha prestato soccorso. 

Le pene sono più severe per chi commette un omicidio stradale sotto effetto di alcol o di sostanze stupefacenti. In questo caso la revoca della patente dura di base 15 anni, ma può scendere a dieci anni se all’incidente ha concorso anche la vittima con una condotta colposa, dovuta per esempio a negligenza o imperizia. La revoca della patente può arrivare fino a 20 anni se chi ha commesso il reato è già stato condannato in passato per guida in stato di ebbrezza media o grave o se, in questo stato, ha causato un incidente. Discorso analogo vale per la guida sotto effetto di sostanze stupefacenti. La revoca della patente può arrivare a durare fino a un massimo di 30 anni nel caso in cui chi ha commesso l’omicidio stradale sotto l’effetto di alcol e di droghe si sia dato alla fuga o non abbia prestato soccorso. 

A differenza della sospensione, dopo una revoca della patente per ottenerla di nuovo bisogna rifare l’esame.

Il dibattito sull’ergastolo della patente

La legge sull’omicidio stradale è stato il risultato di un articolato dibattito in Parlamento, iniziato con l’unione di vari disegni di legge. Tra gli altri, due di questi avevano proposto di introdurre la revoca a vita della patente come pena per chi veniva condannato per omicidio colposo. Questa ipotesi, chiamata in gergo giornalistico “ergastolo della patente”, è stata poi scartata durante l’esame della legge in Commissione Giustizia del Senato. 

Per esempio in una seduta del 24 marzo 2015, l’allora presidente della commissione Francesco Nitto Palma (Forza Italia) aveva sottolineato che la «revoca a tempo indeterminato della patente» rischiava di essere incostituzionale. In una seduta del 21 aprile 2015, lo stesso dubbio era stato sottolineato dal relatore del disegno di legge, il senatore del Partito Democratico Giuseppe Cucca, secondo cui la revoca permanente della patente non era «difendibile sul piano della legittimità costituzionale» a causa della «definitività dei suoi effetti». In altre parole, la possibilità di punire il reato di omicidio stradale con la revoca a vita della patente era stata scartata all’epoca perché questa sanzione rischiava di essere giudicata incostituzionale. Tra gli altri, l’articolo 27 della Costituzione stabilisce che le pene «devono tendere alla rieducazione del condannato». Per questo motivo si è optato per una revoca della patente fino a un massimo di 30 anni, a seconda della gravità del reato commesso.

Ricordiamo che in Italia chi è stato condannato al carcere con l’ergastolo può essere ammesso alla libertà condizionale dopo aver scontato almeno 26 anni di pena.

Che cosa prevede la riforma del codice della strada

Il disegno di legge per riformare il codice della strada presentato in Parlamento a settembre 2023 dal ministro Salvini non contiene la revoca a vita della patente. Il testo è stato approvato dalla Camera a fine marzo, con alcune modifiche, e ora deve essere esaminato in Senato prima di diventare legge. Se saranno introdotte altre modifiche, il testo dovrà tornare alla Camera.

Il disegno di legge era stato approvato in «via preliminare» dal Consiglio dei ministri a giugno 2023: in quell’occasione Salvini aveva tenuto una conferenza stampa per presentare il contenuto della riforma, senza però mai citare l’introduzione dell’ergastolo della patente. La revoca a vita della patente non era nemmeno indicata nelle slide della presentazione pubblicata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per annunciare quanto previsto dalla riforma del codice della strada. Lo stesso discorso vale per l’annuncio fatto dal ministero a settembre 2023, con l’approvazione definitiva del testo da parte del Consiglio dei ministri. 

In ogni caso, l’ergastolo della patente non compare né nel testo presentato in Parlamento dal governo né in quello approvato dalla Camera, ora all’esame del Senato. Un’ulteriore prova è data dal fatto che un dossier pubblicato dalla Camera con gli «elementi per la valutazione degli aspetti di legittimità costituzionale» della riforma non nomina mai la revoca a vita della patente, una delle misure che rischierebbero di essere incostituzionali. 

È vero comunque che la riforma del codice della strada voluta da Salvini contiene un inasprimento delle pene che riguardano la guida in stato di ebbrezza e non solo. Le norme dell’articolo 222 del codice della strada viste sopra, però, non sono modificate e quindi al massimo una patente potrà essere revocata fino a 30 anni, il limite già oggi in vigore. 

Una delle novità più contestate riguarda la guida sotto effetto di droghe. L’attuale codice della strada prevede già la sospensione della patente da uno a due anni per chi guida «in stato di alterazione psicofisica dopo aver assunto sostanze stupefacenti». Se la riforma discussa in Parlamento sarà approvata, per ritirare la patente basterà dimostrare che un conducente ha assunto sostanze stupefacenti, anche giorni prima, e non che si trova «in uno stato di alterazione» dovuto al consumo. Un’altra novità riguarda l’introduzione della cosiddetta “sospensione breve” della patente per alcune infrazioni, come la guida con il cellulare, e del cosiddetto “alcolock”. Quest’ultimo è un dispositivo che impedisce di accedere l’auto se il guidatore ha un tasso alcolemico superiore a zero.

Il verdetto

Secondo Matteo Salvini, la riforma del codice della strada che ha presentato in Parlamento introduce il cosiddetto “ergastolo della patente”, ossia la revoca a vita della patente. Abbiamo controllato e non è vero. 

La riforma del codice della strada, approvata dalla Camera e ora all’esame del Senato, non introduce l’ergastolo della patente, ma inasprisce comunque le sanzioni per chi guida sotto effetto di alcol e non solo. 

Già oggi, chi viene condannato per omicidio stradale può vedersi revocata la patente per un massimo di 30 anni.

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