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È vero che i mondiali in Qatar inquinano come otto Islande?

| 24 novembre 2022
La dichiarazione
«La quantità di emissioni di CO2 equivalente dei mondiali in Qatar è pari al consumo annuale dell’Islanda per otto»
Fonte: Camera dei deputati | 23 novembre 2022
Pagella Politica
Verdetto sintetico
Il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra ha fatto confusione.
In breve
  • Secondo la Fifa, tra il 2011 e il 2023 le attività legate ai mondiali di calcio in Qatar, dai trasporti all’accoglienza, produrranno 3,6 milioni di tonnellate di CO2 equivalente. In un anno l’Islanda produce circa 2,8 milioni di tonnellate di CO2 equivalente. TWEET
  • La ong Carbon watch market ha contestato le stime della Fifa, dicendo che le emissioni legate agli stadi (una delle tante voci prese in considerazione) sono in realtà otto volte più alte rispetto a quelle calcolate dalla federazione internazionale. La ong però non cita mai l’Islanda e si limita a contestare in particolare il dato sugli stadi. TWEET
Il 23 novembre, durante un question time alla Camera, il deputato Marco Grimaldi (Alleanza Verdi-Sinistra) ha criticato l’organizzazione dei mondiali di calcio maschile in Qatar, sostenendo, tra le altre cose, che le emissioni di CO2 dell’evento sportivo sono pari a quelle prodotte in un anno dall’Islanda, moltiplicate per otto. 

È davvero così? Abbiamo verificato e questa dichiarazione, circolata molto nelle ultime settimane, sembra essere frutto di un’incomprensione.

Le emissioni di CO2 dei mondiali in Qatar

Durante il suo intervento alla Camera, Grimaldi ha citato una stima della Fifa, la federazione internazionale che organizza i mondiali di calcio, secondo cui la competizione in Qatar «genererà 3,6 milioni di tonnellate di CO2 equivalente». Questa unità di misura è usata per mettere insieme tutti i gas serra, tra cui l’anidrice carbonica (CO2), che contribuiscono con un peso diverso al riscaldamento globale. 

La stima citata da Grimaldi è contenuta in un rapporto pubblicato a giugno 2021 dalla Fifa, che stima le emissioni di CO2 equivalente prodotte dalle attività legate all’organizzazione dei mondiali lungo l’arco di oltre 12 anni, da aprile 2011 a giugno 2023. Ricordiamo che le partite dei mondiali si terranno tra il 21 novembre e il 18 dicembre 2022, un periodo lungo meno di un mese.

Secondo il rapporto della Fifa, nei 12 anni presi in considerazione le emissioni prodotte in relazione ai mondiali di calcio avranno un valore pari a oltre 3,6 milioni di tonnellate di CO2 equivalente (circa 300 mila tonnellate in media ogni anno). Di questi, la voce principale è quella composta dai trasporti, responsabili dell’emissione di circa 1,9 milioni di tonnellate di CO2 equivalente.

Secondo i dati del Global carbon project raccolti da Our world in data, un progetto a cui collabora l’Università di Oxford, nel 2021 l’Islanda ha emesso 3,4 milioni di tonnellate di CO2, una cifra simile a quella del rapporto Fifa, che però parla di tonnellate di CO2 equivalente. Secondo i dati più recenti, nel 2019 le emissioni di CO2 equivalente dell’Islanda erano state pari a 2,8 milioni di tonnellate. Per avere un ordine di grandezza, in quell’anno le emissioni dell’Italia erano state pari a circa 376 milioni di tonnellate di CO2 equivalente, quelle mondiali a quasi 49,8 miliardi.

C’è però chi ha contestato l’affidabilità delle stime della Fifa. L’organizzazione non governativa Carbon market watch ha calcolato, in un’analisi pubblicata a maggio 2022, che i dati contenuti nel rapporto della Fifa sono molto probabilmente una sottostima di quelli reali. In particolare, Carbon market watch contesta il metodo di calcolo sulle emissioni prodotte dalla costruzione degli stati per i mondiali. Secondo l’organizzazione, il dato reale non sarebbe 0,2 milioni di tonnellate di CO2 equivalente, come sostenuto dalla Fifa, ma almeno 1,6 milioni di tonnellate, un numero «otto volte» più grande. Da nessuna parte però il rapporto di Carbon market watch – come ha confermato anche l’ufficio stampa della ong a Pagella Politica cita l’Islanda o sostiene che le emissioni di CO2 complessive generate dai mondiali tra il 2011 e il 2023, il periodo esaminato dalla Fifa, siano otto volte i 3,6 milioni di tonnellate stimati dalle federazione internazionale, dunque in totale quasi 29 milioni di tonnellate di CO2 equivalente.

Molto probabilmente l’errore, in cui sono caduti anche alcuni quotidiani italiani, oltre a Grimaldi, è stato quello di estendere la controstima fatta da Carbon market watch sulle emissioni prodotte dagli stadi a tutte le attività legate ai mondiali. Ma questo “salto” non viene mai fatto dall’organizzazione non governativa.

In generale, Carbon market watch mette in dubbio che i mondiali in Qatar raggiungeranno il promesso obiettivo della cosiddetta “neutralità carbonica”, in cui ogni emissione generata dalle attività umane sarà riassorbita o compensata.

Il verdetto

Secondo Marco Grimaldi, i mondiali di calcio in Qatar produrranno emissioni di CO2 pari a quelle «prodotte in un anno dall’Islanda, moltiplicate per otto». Il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra ha fatto confusione.

Secondo la Fifa, tra il 2011 e il 2023 le attività legate ai mondiali di calcio in Qatar, dai trasporti all’accoglienza, produrranno 3,6 milioni di tonnellate di CO2 equivalente. In un anno l’Islanda produce circa 2,8 milioni di tonnellate di CO2 equivalente.

La ong Carbon watch market ha contestato le stime della Fifa, dicendo che le emissioni legate agli stadi (una delle tante voci prese in considerazione) sono in realtà otto volte più alte rispetto a quelle calcolate dalla federazione internazionale. La ong però non cita mai l’Islanda e si limita a contestare in particolare il dato sugli stadi.

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