Francesco Zaffini

Dire che non bisogna vaccinare i giovani perché il vaccino non blocca i contagi è una panzana pazzesca

«[I minori] non hanno necessità di essere vaccinati, perché il vaccino Pfizer, quello individuato, non copre circa la possibilità di trasmettere l’infezione»

Pubblicato: 24 giu 2021
Data origine: 23 giu 2021
Macroarea questioni sociali

Il 23 giugno il senatore di Fratelli d’Italia Francesco Zaffini ha sostenuto, nel suo intervento al Senato sulle comunicazioni del presidente Mario Draghi circa il Consiglio europeo del 24-25 giugno, che i minori «non hanno necessità di essere vaccinati», in quanto il vaccino Pfizer che gli verrebbe inoculato «non copre circa la possibilità di trasmettere l’infezione».

Come abbiamo scritto ancora di recente, la decisione se sia opportuno o meno vaccinare i più giovani è estremamente complessa, i dilemmi etici sono molto grandi e ogni opinione in proposito è legittima.

Tuttavia sostenere che i vaccini, e in particolare il vaccino Pfizer, non abbia effetti sulla trasmissione del virus è un messaggio sbagliato e fuorviante. Andiamo a vedere i dettagli.

Chi si vaccina, quanto si contagia?

Per prima cosa diciamo che in base agli studi – anche molto recenti e basati su casi concreti, come quello di Israele – il vaccino Pfizer ha un’efficacia superiore al 90 per cento nell’evitare qualsiasi forma di infezione del virus Sars-Cov-2, anche asintomatica.

Quindi per prima cosa possiamo stimare che su mille vaccinati, saranno 100 – anche meno in base agli studi, ma arrotondiamo – quelli che potrebbero contrarre il virus (trattandosi poi di giovani, il rischio di casi gravi è pressoché nullo anche tra i contagiati).

Immagine 1: su 1.000 soggetti che ricevono il vaccino Pfizer, il 10 per cento corre il rischio di essere contagiato

Già questo elemento sembra sufficiente a smontare la tesi secondo cui non ha senso vaccinare i giovani per prevenire i contagi di altri soggetti: se non li vaccino, ho potenzialmente 1.000 soggetti su 1.000 esposti al rischio di contagio e dunque di trasmissione. Se li vaccino, ne ho 100 (arrotondando per eccesso) su 1.000 che potrebbero infettarsi e diffondere il virus. Un decimo.

Ma c’è dell’altro.

Chi, vaccinato, si contagia, ha molte meno chance di infettare gli altri

Chi si contagia nonostante sia vaccinato, è vero che potrebbe comunque trasmettere l’infezione. Ma non con le stesse percentuali di rischio di chi non è vaccinato.

Numerose evidenze indipendenti suggeriscono che i vaccini siano ampiamente capaci di ridurre la trasmissione di Sars-CoV-2, di un fattore tra il 70 e l’85 per cento.

Quindi, se applichiamo questa percentuale all’esempio numerico che abbiamo fatto poco sopra, possiamo dire che dei 100 su 1.000 che si sono vaccinati e hanno contratto il virus, al massimo 30 potrebbero in effetti essere contagiosi per gli altri.

Immagine 2: su 100 soggetti che ricevono il vaccino Pfizer e nonostante questo si contagiano, il 30 per cento di loro (cioè il 3 per cento del totale di 1.000 vaccinati) rischia di trasmettere il virus

Insomma, possiamo dire che se prendiamo una popolazione di 1.000 persone e le vacciniamo con il vaccino Pfizer, il 3 per cento (arrotondando tutte le stime per eccesso) rischia di trasmettere l’infezione.

Se non le vacciniamo, il rischio è nettamente superiore, anche considerato che non solo gli asintomatici possono essere contagiosi – come avevamo scritto in questa analisi – ma è pressoché impossibile distinguere nelle fasi iniziali del contagio se la persona sia asintomatica o pre-sintomatica (cioè non ha ancora i sintomi ma li avrà successivamente). Questa seconda categoria è particolarmente pericolosa per la diffusione del virus.

Il verdetto

Il 23 giugno il senatore di FdI Francesco Zaffini ha sostenuto che i minori «non hanno necessità di essere vaccinati», in quanto il vaccino Pfizer che gli verrebbe inoculato «non copre circa la possibilità di trasmettere l’infezione».

Questa affermazione è errata e fuorviante.

Vaccinare – i giovani o meno – comporta un drastico calo della possibilità di trasmettere l’infezione. Non solo perché previene al 90 per cento l’infezione – che dunque, se non ho, non trasmetto – ma anche perché riduce, nel 10 per cento che potrebbe essere comunque infettato, il rischio di trasmissione del 70-85 per cento.

Nel complesso per Zaffini una “Panzana pazzesca”.

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