Carlo Calenda

Quanti infermieri e medici mancano in Italia?

«In Italia mancano 8.000 medici e quasi 60.000 infermieri».

Pubblicato: 22 ott 2019
Data origine: 17 ott 2019
Macroarea questioni sociali

Il 17 ottobre 2019 l’europarlamentare ed ex ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda, ospite di Otto e mezzo su La7, ha denunciato (min. 2:29) la mancanza di personale sanitario in Italia. Calenda ha dichiarato che nel nostro Paese mancano 8.000 medici e quasi 60.000 infermieri.

Ciò che ha detto Calenda corrisponde alla verità?

Abbiamo controllato.

Quanto personale sanitario manca all’appello?

Il problema della carenza di personale medico in Italia è stato spesso, negli ultimi anni, oggetto di attenzione da parte dei media, che hanno esposto le possibili motivazioni dietro la situazione e le prospettive di un suo ulteriore aggravamento nel prossimo futuro.

Ma che cosa dicono i dati?

Purtroppo non abbiamo trovati fonti terze e imparziali che ci dicano quale sarebbe il numero corretto - in base a parametri oggettivi, come la popolazione e l’età media - di medici e infermieri in un Paese.

Possiamo quindi fare affidamento solo su uno studio pubblicato nel settembre 2019 dal sindacato medico Anaao Assomed (Associazione Nazionale Aiuti Assistenti Ospedalieri).

I numeri del sindacato

Secondo lo studio pubblicato da Anaao Assomed «la limitazione della spesa per il personale sanitario, [...] ha determinato nel 2017, come si deduce dai dati del Cat [il Conto Annuale del Tesoro], una carenza nelle dotazioni organiche di circa 8 mila medici, 2 mila dirigenti sanitari e 36 mila infermieri.»

Abbiamo contattato Anaao per avere dei chiarimenti sui fattori presi in considerazione nella formulazione della stima, e il sindacato ci ha spiegato che il numero di 8.000 medici e 36.000 infermieri “mancanti” è da intendersi in relazione alle «dotazioni organiche del personale dipendente del SSN indicate nel Conto annuale dello Stato tra il 2009/2010 e il 2017».

In parole povere, i medici e gli infermieri che “mancano” sono quelli in meno nel 2017 rispetto al 2009/2010.

Non abbiamo dunque modo di determinare se ci sia attualmente una reale carenza di personale sanitario, o se invece ce ne fosse in precedenza un esubero.

Le ragioni della riduzione di organico

Riguardo le motivazioni dietro la riduzione dell’organico, nello stesso studio l’Anaao menziona la crisi economica che ha investito l’Italia nel 2009, portando a una riduzione dei finanziamenti destinati al Sistema Sanitario Nazionale.

In effetti, la principale decurtazione dei fondi è arrivata con la finanziaria del 2010, come si può leggere sul sito della Camera dei Deputati: quella e successivi provvedimenti stabilirono come spesa massima per il personale sanitario quella del 2004, peraltro ridotta dell’1,4 per cento.

L’Anaao aggiunge poi che, ad oggi, «il decreto legge 35/2019 (c.d. Decreto Calabria), come convertito dalla Legge 60/2019, statuisce che, a decorrere dal 2019, la spesa per il personale non possa superare quella del 2018, potendo aumentare solo del 5% del totale incremento del fondo sanitario regionale rispetto all’esercizio precedente».

Con il cosiddetto Decreto Calabria è dunque stato previsto uno sblocco delle risorse per il personale sanitario, ma a detta dei principali sindacati queste sarebbero comunque insufficienti a rimediare alla mancanza di personale.

Il grafico

In un grafico fornito dalla Anaao si può notare come la spesa destinata al personale medico si sia costantemente abbassata dal 2010 al 2016, per poi risalire nel 2017, ultimo anno di cui vengono riportati i dati.

Grafico: Andamento del personale medico e della spesa in Italia dal 2004 al 2017 – Fonte: Anaao

Nello stesso grafico si può osservare il conseguente calo del personale sanitario che si è registrato nel medesimo periodo di tempo, che ha portato la categoria a contare da 112.700 unità nel 2009 a 105.554 unità nel 2017.

Le possibili conseguenze

Ma quali sono le conseguenze future di questa carenza di personale medico in Italia?

Come avevamo già scritto, in uno studio realizzato nel 2018 dalla Anaao e dalla Fimmg (Federazione italiana medici di famiglia) si stima che i pensionamenti dei medici di famiglia «nei prossimi cinque-otto anni priveranno 14 milioni di cittadini di questa figura professionale».

Questi dati erano già stati verificati e, con una stima riferita all’anno 2022, lo scenario delineato dai due sindacati era risultato corretto: il numero di nuovi medici non risultava sufficiente a coprire l’ammanco causato dal pensionamento dei vecchi.

Il verdetto

Calenda ha sostenuto che in Italia manchino ottomila medici e quasi sessantamila infermieri.

Il numero che riporta Calenda sembra provenire da uno studio di un sindacato di categoria, che ha calcolato la riduzione del personale sanitario nel 2017 rispetto al 2009/2010.

In base a questo studio mancherebbero oggi ottomila medici e trentaseimila infermieri. Dunque Calenda riporta correttamente il numero sui medici ma è impreciso circa gli infermieri.

Nel complesso, per Calenda un “C’eri quasi”.

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