Matteo Salvini

Che cosa non torna nei numeri di Salvini sugli immigrati in carcere

«Noi abbiamo 20 mila immigrati nelle carceri italiane per droga, violenza sessuale, furto, scippo e menate del genere». (min. 49'44")

Pubblicato: 30 apr 2019
Data origine: 16 apr 2019
Macroarea giustizia

Il 16 aprile, ospite a DiMartedì su La7, il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha dichiarato (min. 49'44") che nelle carceri italiane sono detenuti 20 mila immigrati per «droga, violenza sessuale, furto, scippo» e altri reati simili. In passato il leader della Lega aveva affrontato il tema riportando dei dati scorretti.

Abbiamo verificato: il numero complessivo dei detenuti è sostanzialmente corretto, mentre la sintesi dei reati per cui si trovano in carcere è sbagliata. Vediamo i dettagli.

Stranieri in carcere

Al 31 marzo 2019, secondo i dati condivisi dal ministero della Giustizia, i detenuti stranieri in carcere erano 20.412. Circa i 20 mila di cui parla Salvini.

Di questi, 7.583 erano imputati (cioè sottoposti al processo ma non ancora condannati con sentenza definitiva), 12.769 condannati e 60 internati. La maggior parte dei detenuti stranieri era di nazionalità marocchina, rumena, albanese, tunisina e nigeriana.

I reati per cui sono detenuti gli stranieri in carcere

Sui reati commessi Salvini ha parlato, per indicare i reati per cui i detenuti stranieri si trovano in carcere, di «droga, violenza sessuale, furto, scippo».

In base ai dati contenuti nel database Istat [1], che aggrega i detenuti in base ai reati commessi [2], non è proprio così.

I reati per cui nel 2017 (ultimo anno per cui ci sono i dati di dettaglio) si trova in carcere il maggior numero di detenuti stranieri sono quelli legati alla droga (7.430 detenuti). Seguono la rapina (4.702 detenuti), i "delitti di furto" (4.644 detenuti), che comprendono anche lo scippo, le lesioni personali volontarie (3.850 detenuti), e la "violenza, resistenza, oltraggio a pubblico ufficiale" (3.019).

Le «violenze sessuali» di cui parla il ministro dell'Interno, e per cui sono in carcere 1.279 detenuti stranieri, non sono dunque tra i reati più commessi. Anzi, in questa classifica si trovano dietro, oltre ai cinque gruppi di reati già citati, anche ai reati di ricettazione, omicidio, violenza privata e "falsità in atti e persone".

Salvini, anche accettando una semplificazione che non tenga conto della grande varietà di reati per cui si trovano in carcere i detenuti stranieri, nel suo elenco omette quindi di parlare di rapine e dà un rilievo ingiustificato alle violenze sessuali.

E gli italiani?

Ma c'è una qualche specificità dei detenuti stranieri rispetto a quelli italiani? Andiamo a vedere i dati per capirlo.

I detenuti italiani presenti in carcere al 31 marzo 2019 sono 40.199.

Nel database Istat [3] vediamo che i reati per cui si trova in carcere il maggior numero di detenuti sono: rapina (12.574 detenuti), reati legati alla droga (12.363 detenuti), ricettazione (9.359 detenuti), delitti di furto (8.267 detenuti) e associazione di tipo mafioso o di criminalità organizzata (7.018 detenuti).

Anche in questo caso, dunque, i reati legati alla droga e ai furti sono tra i più commessi, insieme alle rapine. La differenza con gli stranieri, se guardiamo ai cinque reati che tengono più persone in carcere, è la presenza dei reati legati alla mafia e l'assenza di quelli di lesioni personali volontarie e di resistenza a pubblico ufficiale.

Più stranieri, più reati?

Spesso è stato ipotizzato un collegamento tra l'aumento degli stranieri in Italia (e, in particolare, degli sbarchi sulle nostre coste), con un aumento dei reati.

Il tema, spesso reso pubblico da alcuni esponenti politici di rilievo come lo stesso Matteo Salvini, Giorgia Meloni o Silvio Berlusconi, sembra essere sentito anche dagli italiani. Infatti, secondo uno studio realizzato dalla Commissione europea, i nostri connazionali sono fra i più preoccupati dall’immigrazione in tutta Europa.

In realtà i dati ci dimostrano che non è così.

Come dimostra l'Istat, tra il 2014 e il 2017 – periodo in cui nel nostro Paese sono approdati circa 625 mila migranti – il numero dei reati è rimasto sostanzialmente invariato, registrando dei leggeri miglioramenti. Ad esempio, tra il 2014 e il 2015 è stato registrato un calo del 4,5 per cento (da 2.812.936 reati denunciati e 2.687.249), e tra il 2015 e il 2016 una ulteriore diminuzione del 7,4 per cento.

Questo non significa necessariamente che gli italiani o gli stranieri commettano più o meno reati di prima: non abbiamo modo di verificarlo. Significa però che l'aumento degli sbarchi di migranti non ha avuto l'effetto di un aumento dei reati nel complesso.

Il verdetto

Matteo Salvini ha dichiarato che nelle carceri italiane sono detenuti circa 20.000 stranieri per «droga, violenza sessuale, furto, scippo e menate del genere».

Secondo i dati del ministero della Giustizia, al 31 marzo 2019 i detenuti stranieri presenti nelle carceri italiane erano 20.412, dunque il numero complessivo citato da Salvini è sostanzialmente corretto.

Per quanto riguarda i reati commessi, il ministro dell'Interno fa una sintesi scorretta: omette infatti le rapine, che si differenziano dai semplici furti per l'elemento della violenza o della minaccia, e inserisce le violenze sessuali, che non sono tra i reati per cui ci sono più persone in carcere. Oltretutto non sembra che ci sia una qualche specificità dei detenuti stranieri rispetto a quelli italiani per il tipo di reati commessi: ai primi posti di questa classifica ci sono in entrambi i casi i reati legati alla droga, la rapina e i reati legati ai furti.

In conclusione, Salvini merita un “Nì”.


[1] Percorso: Giustizia e sicurezza > Giustizia penale > Detenuti adulti presenti nelle carceri italiane > Reati + selezionare nel campo “Cittadinanza” l'opzione “Paesi esteri”.

[2] La somma dei reati è diversa, e superiore, al totale dei detenuti perché ogni detenuto può essere stato condannato per una molteplicità di reati.

[3] Percorso: Giustizia e sicurezza > Giustizia penale > Detenuti adulti presenti nelle carceri italiane > Reati + selezionare nel campo “Cittadinanza” l'opzione “Italia”.

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