Giorgia Meloni  -  Meloni sbaglia: non è vero che il 42% degli stupri è commesso da st...

 
«Gli stranieri in Italia [...] incidono sugli stupri per il 42 per cento [dei casi]». (min. 23:35)
  giustizia | Pubblicato:08.11.2018 | Origine:29.10.2018 | Fonte dichiarazione

La leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni – ospite di Night Tabloid su Rai 2 – ha detto (min. 23:35) che gli stranieri in Italia «incidono sugli stupri per il 42 per cento» dei casi. Già nel 2017 alcuni quotidiani, come Libero, Il Giornale e La Repubblica, avevano pubblicato articoli con titoli con un dato simile.

Ma davvero oltre quattro stupri su dieci sono fatti da immigrati? Abbiamo verificato e Meloni è inesatta e fuorviante. Vediamo perché.

Che cosa dicono i dati del ministero dell’Interno?

La leader di Fratelli d’Italia cita come fonte il Ministero dell’Interno, che in effetti a fine ottobre ha comunicato alcuni dati («statisticamente non consolidati») ad alcune agenzie stampa. Da gennaio a settembre 2018, il totale dei delitti commessi in Italia è calato di più dell’8 per cento rispetto all’anno scorso, passando da circa 1,8 milioni a circa 1,7 milioni. A questo calo, è corrisposto però un aumento del numero di cittadini stranieri arrestati o denunciati (+5,1 per cento).

In relazione al tipo di reato contestato, l’incidenza degli stranieri sul totale di denunciati/arrestati per violenze sessuali corrisponde al 42,4 per cento, un dato simile a quello citato da Meloni, che però non tiene conto di alcuni aspetti non secondari.

Che cosa dice la legge?

Stupro e violenza sessuale non sono sinonimi: lo stupro infatti è la forma più estrema di violenza sessuale, e ne è quindi un sottoinsieme – il meno diffuso, secondo i dati dell’Istituto nazionale di statistica (Istat) del 2014.

Il codice penale non fa menzione del termine “stupro”. Il reato rientra nell’ampia definizione dell’articolo 609 bis del codice penale, che punisce «chi costringe taluno a compiere o subire atti sessuali». Nel testo – introdotto con la legge n. 66 del 15 febbraio 1996, intitolata Norme contro la violenza sessuale – il legislatore ha adottato una definizione generale e onnicomprensiva, che fa riferimento a diverse tipologie di atti molto diversi da loro (l’articolo successivo del codice si occupa delle aggravanti). È stata eliminata la precedente distinzione normativa tra “congiunzione carnale” e “atti di libidine violenta”.

Quindi, generalizzare il dato sulle violenze sessuali e farlo coincidere con gli stupri rischia di dare un’impressione sbagliata del fenomeno. Come ci hanno confermato il ministero dell’Interno, l’Istat e il Ministero della Giustizia, non è possibile individuare il numero dei colpevoli per “stupro” in base alla nazionalità, neppure all’interno del casellario giudiziario.

Gli arrestati non sono per forza colpevoli

Il secondo limite del dato citato da Meloni è che fa riferimento alle denunce e agli arresti, un numero che non indica quindi chi è risultato essere realmente colpevole di aver commesso uno stupro.

Neppure le statistiche sulla popolazione carceraria sono sufficienti per inquadrare il fenomeno. Secondo i dati Istat, nel 2017 i detenuti per violenza sessuale provenienti da Paesi esteri erano 1.279 (1.257 maschi e 22 femmine), circa il 39 per cento su un totale di 3.215 detenuti per questa tipologia di reato.

Ma questi dati sui detenuti sono parziali e potenzialmente viziati da alcuni fattori. Come abbiamo spiegato in una nostra precedente analisi, i cittadini stranieri hanno, per esempio, maggiore difficoltà ad accedere a misure alternative al carcere (come la libertà vigilata), a sanzioni sostitutive (come la libertà controllata) e a quelle non detentive (come i lavori di pubblica utilità).

La popolazione carceraria, insomma, tende a essere più composta da stranieri rispetto al totale dei condannati.

Che cosa dicono i dati sulle sentenze?

Vediamo quindi i numeri sulle sentenze irrevocabili. Visto che il reato di “stupro” non è previsto nello specifico dall’ordinamento italiano, l’Istat riporta i dati più generali sulle violenze sessuali.

Per l’Istat, il concetto di “violenza sessuale” è però molto generico: a questo si riconducono infatti «tutti gli episodi in cui la donna è costretta, contro la propria volontà, ad attività sessuali degradanti e umilianti, ad avere rapporti sessuali con terzi o rapporti non desiderati perché vissuti come violenza, a subire molestie fisiche sessuali, tentati stupri, stupri, ad essere vittima di altre forme di abusi sessuali».

Prendiamo l’anno più recente per cui si hanno dati, e cioè il 2016. Secondo l’Istat, nel corso di quell’anno, i condannati con sentenza irrevocabile per violenza sessuale sono stati 1.449 (1.432 maschi e 17 femmine). Di questi, 616 (circa il 42,5 per cento) provenivano da Paesi esteri. Negli ultimi quindici anni, questi dati mostrano un aumento della componente “autore straniero” tra i condannati con sentenze definitive, passata dal 21 per cento del 2000 a oltre il 40 per cento nel 2016.

Perché la nazionalità c'entra meno di quello che sembra

Sul tema della violenza di genere, il presidente dell’Istat Giorgio Alleva ha presentato alcune cifre a settembre 2017, in un’audizione alla “Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere” (qui l’allegato statistico). Le elaborazioni contenute nell'audizione provengono da un'indagine dell'Istat del 2014, condotta con interviste e questionari su un campione di circa 25 mila donne, italiane e straniere.

Le sole statistiche giudiziarie non restituiscono infatti un quadro chiaro e completo del fenomeno, dato che molte vittime non sporgono denuncia dopo aver subito violenze.

L’indagine ha concluso che, nel corso della loro vita, 4 milioni e 520 mila donne tra i 16 e i 70 anni hanno subito violenza sessuale, e di queste 1 milione e 157 mila hanno subito stupri (652 mila) o tentati stupri (756 mila). Secondo l'indagine, gli autori sono «prevalentemente italiani per tutte le tipologie di violenza» – un’osservazione confermata anche dalle elaborazioni contenute in un articolo del 2017 del Sole 24 Ore.

Gli stupri, dice l’indagine, sono commessi in oltre tre quarti dei casi da persone con cui la vittima ha una relazione affettiva o amicale. Essi infatti sono stati commessi nel 62,7 per cento dei casi da partner (attuali o precedenti), nel 3,6 per cento da parenti e nel 9,4 per cento da amici. Quelli subiti dalle donne italiane «sono stati commessi da italiani in oltre l’80 per cento dei casi (81,6 per cento), da autori stranieri in circa il 15 per cento dei casi (15,1 per cento)».

Per quanto riguarda le vittime straniere di violenza sessuale, gli autori sono connazionali nella metà dei casi, esclusi i casi meno gravi di violenza, nei quali l’autore è «prevalentemente italiano». Gli stupri subiti dalle donne straniere sono stati commessi prevalentemente da connazionali (nel 73,2 per cento dei casi), da italiani nel 18 per cento dei casi e dal altri stranieri nel 10,9 per cento dei casi.

La questione delle denunce

Nell’audizione, il presidente Alleva ha sottolineato un dato, a suo dire, «interessante» sulle denunce delle donne vittime di stupro, che evidenzia la complessità dell’argomento e il cosiddetto problema del “sommerso”, ossia delle violenze non rilevate.

Secondo l’Istat, il comportamento di denuncia delle italiane cambia molto quando l’autore della violenza è straniero. Solo il 4,4 per cento delle donne che hanno dichiarato di essere state vittima di stupro da parte di un italiano ha sporto denuncia, mentre se l’autore è straniero la frequenza della denuncia è sei volte maggiore: 24,7 per cento.

Oltre nove italiane su dieci, insomma, dichiarano di non aver denunciato il proprio stupratore quando era italiano.

Le differenze sono ancora più marcate per gli stupri tentati e non commessi: in questo caso, spiega Alleva, «la quota di donne che denunciano, nel caso di un autore straniero, è dieci volte più alta rispetto al caso in cui l’autore sia un italiano».

Il verdetto

La leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ha detto che gli stranieri in Italia «incidono sugli stupri per il 42 per cento dei casi». Questo dato, di provenienza del Ministero dell’Interno, fa però riferimento ai denunciati/arrestati per violenze sessuali. Gli stupri sono un sottoinsieme (minoritario) delle violenze sessuali, peraltro non definito con chiarezza dalla legge. Inoltre, i denunciati e gli arrestati non sono i colpevoli.

Ma soprattutto, i numeri “giudiziari” non mostrano la vera entità del fenomeno, caratterizzato da alti livelli di mancata denuncia. Un’ampia indagine Istat, di recente, ha concluso che le violenze maturano nella stragrande maggioranza dei casi nell’ambito delle relazioni, della famiglia o della cerchia delle conoscenze e che, nel caso in cui il colpevole sia straniero, il tasso di denuncia è molto più alto rispetto a quando il colpevole è un italiano.

Per tutti questi motivi, insomma, i dati sulle sentenze irrevocabili – che fanno comunque riferimento alle violenze sessuali in generale – sono molto parziali e incompleti. “Nì” per Giorgia Meloni.

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«Gli stranieri in Italia [...] incidono sugli stupri per il 42 per cento [dei casi]»
Night Tabloid
lunedì 29 ottobre 2018

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