Renato Brunetta

Debito pubblico: una "doccia fredda" per Matteo Renzi?

“Povero Matteo Renzi, altra doccia fredda: nuovo record per debito pubblico Italiano. E adesso come la mettiamo?”.

Pubblicato: 27 mag 2015
Data origine: 14 mag 2015
Macroarea economia

Renato Brunetta attacca la politica economica del governo Renzi, evidenziando come il debito pubblico abbia raggiunto un nuovo record. Ma sarà vero?

La parola ai numeri

Sul sito di Bankitalia è possibile seguire la progressione storica del nostro debito pubblico. Effettivamente è vero, se osserviamo l’andamento del debito dall’Unità d’Italia ai giorni nostri possiamo notare che, almeno per quanto riguarda il valore nominale, non esistono attenuanti: il debito pubblico italiano è al suo record storico come ribadito anche nell’ultimo supplemento al Bollettino Statistico (marzo 2015, pag. 12). 2.184 miliardi di euro è una cifra “astronomica”.

Debito delle amministrazioni pubbliche

Il verdetto

A differenza di quanto si possa pensare, la dimensione globale del debito pubblico, o il fatto che semplicemente ogni anno si produca del deficit, di per sé, non è segnale di una gestione particolarmente sbagliata dei conti pubblici. Vi sono moltissimi indicatori che indicano la “salute” di un’economia e che sarebbe saggio mettere a confronto, come per esempio l’andamento del debito rispetto a grandezze come il Pil, oppure considerarne il solo incremento, il deficit. L’Europa, ad esempio, si focalizza proprio su queste due grandezze, e non su valori assoluti, per giudicare la situazione di un’economia in fatto di stabilità finanziaria.

Anche basarsi solo su valori nominali e assoluti, può essere fuorviante: un debito di grandi dimensioni può essere più sicuro rispetto a uno di piccole, semplicemente perchè la sua economia è più reattiva e capace di "pagare" attraverso la tassazione o, ancora, perchè la struttura dei pagamenti è migliore e più orientata al lungo che al breve termine. Infine, paradossalmente, grossi debiti in mano a piccoli investitori possono perfino essere più sicuri di piccoli debiti esposti alla speculazione (in mano a fondi di hedge o a portafogli speculativi): è infatti difficile che questi acquistino repentini oscillazioni di prezzo senza che le istituzioni se ne accorgano e varino manovre correttive.

Insomma, parlare di un'unica grandezza, senza relazionarla ad altri fattori, è forse superficiale: vale come "scoop", ma non è una critica molto profonda.

Il dato citato da Brunetta, per quanto opinabile nel suo significato “economico”, è però indubbiamente corretto. Un “Vero” meritato, anche se forse strumentale alla polemica politica.

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