Pubblicato: mercoledì 3 novembre 2021
Photo: Ansa
I fact-checking da leggere sulla crisi climatica

Dal 31 ottobre al 12 novembre si tiene a Glasgow, in Scozia, la ventiseiesima conferenza annuale delle Nazioni unite sui cambiamenti climatici, la cosiddetta “Cop26”. Tra le altre cose, l’obiettivo principale dell’incontro è quello di aggiornare i piani per la riduzione delle emissioni, responsabili del riscaldamento globale, che al momento non sono in linea per mantenere l’aumento medio delle temperature sotto gli 1,5°C entro la fine del secolo, rispetto al periodo pre-industriale.

In questo articolo abbiamo raccolto dieci fact-checking, tra i più significativi pubblicati da Pagella Politica negli ultimi anni, per aver un quadro il più chiaro possibile – numeri alla mano – sull’emergenza climatica che stiamo vivendo. Ci sono alcuni fact-checking dedicati al ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, approfondimenti sulle conseguenze della crisi climatica e analisi di alcune delle bufale più famose sul tema.

L’emergenza climatica può essere contenuta, ma servono misure rapide e radicali

Secondo l’ultimo rapporto dell’Ipcc sul clima, possiamo ancora «tenere sotto controllo» l’aumento delle temperature. Ma bisogna intervenire subito.

No, i social non producono il 4 per cento delle emissioni di CO2

Secondo Cingolani, i profili sui social network sono «assolutamente inutili» e inquinano, producendo «il 4 per cento» delle emissioni di anidride carbonica a livello globale. Questo dato però non sta in piedi.

No, il Mediterraneo non si scalda «20 volte» più veloce del resto del mondo

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio cita un dato completamente sbagliato, quanto – correttamente – evidenzia che il Mediterraneo sia una delle zone più colpite dai cambiamenti climatici.

In che senso bisogna “Salvare il Pianeta”

L’emergenza climatica causerà la morte del Pianeta, della vita e della specie umana? Dire che «se la Terra muore non c'è più posto per nessuno» è un messaggio efficace? Abbiamo fatto un po’ di chiarezza.

Siamo all’inizio di un’estinzione di massa?

L’attivista Greta Thunberg ha più volte ripetuto che «siamo all’inizio di un’estinzione di massa». Ma che cosa dice davvero la scienza? In passato abbiamo fatto il punto della letteratura scientifica sul tema, con stime davvero preoccupanti.

Gli errori di Franco Prodi sul clima

Il fisico, fratello dell’ex presidente del Consiglio Romano, è uno degli scienziati più citati dagli scettici sui cambiamenti climatici. Per esempio, Franco Prodi mette in dubbio che le attività umane stiano causando l’aumento delle temperature, posizione categoricamente smentita dalla letteratura scientifica. Dichiarazioni come queste danno l’idea che all’interno della comunità degli scienziati ci sia un dibattito che, nella realtà dei fatti, è alimentato da poche voci dissenzienti.

Tra politica, media e accademia: com’è fatta la rete dei “negazionisti” climatici italiani

Vi ricordate la petizione dei 500 scienziati che negano l’esistenza di un’emergenza climatica? Alla fine del 2019 avevamo indagato chi fossero i principali firmatari italiani, scoprendo quali rapporti avevano con i politici, con i sostenitori del nucleare e con alcuni giornali.

I Simpson, la Nasa e Greta: 10 bufale di successo sul riscaldamento globale

Periodicamente sui social tornano a circolare notizie false sulla crisi climatica. Qui abbiamo raccolto le dieci diventate più virali negli anni scorsi.

Perché il riscaldamento globale c’entra con l’acqua alta a Venezia

A novembre 2019 la città di Venezia è stata colpita da un eccezionale fenomeno di acqua alta. All’epoca, parlando con alcuni esperti, avevamo spiegato come quello che era accaduto nella Laguna fosse solo un assaggio di ciò che ci aspetterà nei prossimi anni.

Che freddo questo maggio? Salvini confonde meteo e clima

Diverse volte, in passato, il leader della Lega ha dato messaggi fuorvianti sui cambiamenti climatici, facendo confusione tra il meteo e le temperature di un breve periodo, e la climatologia, la scienza che studia decenni e secoli per descrivere su scala globale il clima del passato e prevedere quale sarà il suo sviluppo futuro.

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