Nella città di Vannacci il centrodestra vuole vincere nascondendo i simboli

Si tratta di Viareggio, dove Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia alle prossime elezioni comunali sostengono un ex esponente del PD, mentre l’ex generale ha scelto di non partecipare
Ansa
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Nessun simbolo di partito, ma una lista unica che riunisce al suo interno tutte le forze politiche di centrodestra in appoggio a una candidata civica con un passato di sinistra. È questa la strategia che il centrodestra sta prendendo seriamente in considerazione per provare a vincere in territori storicamente legati ai partiti di sinistra. 

L’esperimento parte dalla Toscana, da Viareggio, comune di circa 60 mila abitanti in provincia di Lucca, dove per le elezioni comunali del 24 e 25 maggio Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati – gli stessi partiti che compongono la maggioranza in Parlamento – hanno deciso di appoggiare una candidata civica, Sara Grilli. Fin qui niente di strano, se non fosse che Grilli in passato è stata iscritta al Partito Democratico e il centrodestra ha deciso di sostenerla senza mettere sulla scheda alcun simbolo di partito. E senza nemmeno avere il sostegno di Futuro Nazionale, il nuovo partito di destra fondato dall’ex generale Roberto Vannacci, che a Viareggio è di casa. 

Un modello da esportare

A credere in questa scelta sono due deputati: Riccardo Zucconi di Fratelli d’Italia ed Elisa Montemagni della Lega, entrambi eletti nella circoscrizione che comprende i territori della Versilia. Secondo Zucconi correre senza simboli di partito sarebbe un modello da esportare in tutte le realtà locali dove i partiti tradizionali di centrodestra hanno in un certo senso fallito e dove la sinistra continua a vincere. Viareggio, infatti, è un comune dove dal 1994 il centrodestra ha vinto una sola volta, nel 2008, con l’ex sindaco Luca Lunardini. Lunardini ha poi concluso il suo mandato da sindaco in anticipo, nel 2012, a seguito delle dimissioni della maggioranza dei consiglieri comunali a cui è seguito il commissariamento. «La proposta di una lista civica unitaria arriva dal gruppo consiliare di Fratelli d’Italia attualmente presente in consiglio comunale. Ma è stata vagliata sia dalla dirigenza del partito regionale sia da quella nazionale. Ed entrambi hanno dato il loro via libera apprezzando di buon grado il valore dell’operazione», ha spiegato Zucconi a Pagella Politica

L’interesse della dirigenza romana di Fratelli d’Italia è stato certificato anche da una visita a Viareggio da parte del responsabile nazionale dell’organizzazione del partito di Meloni, il deputato Giovanni Donzelli, avvenuta pochi giorni prima della conferenza stampa in cui è stata presentata la lista. «Sicuramente questo è un progetto che non è facile da spiegare a livello comunicativo. Non presentarsi con i simboli tradizionali può suscitare dei malumori tra i militanti del partito e si rischia di non essere capiti dai cittadini che si riconoscono nei valori del centrodestra», ha proseguito Zucconi. «Ma io sono convinto che se esportassimo questo modello in tutti i comuni della Toscana alle prossime regionali avremmo un risultato diverso rispetto a quello a cui siamo abituati», ha aggiunto il deputato di Fratelli d’Italia, che ha 69 anni e, oltre a essere deputato da due legislature, è anche imprenditore nel settore balneare e della ristorazione.

«Amministrare un comune significa saper gestire al meglio tutte le problematiche del territorio, dalle manutenzioni più semplici alle opere pubbliche più strategiche. Non bisogna parlare di tematiche troppo complesse, di cui lo stesso ente non ha competenza. I famosi consigli comunali dove si rimane ore ed ore a discutere della crisi energetica servono a poco. Per questi temi c’è il Parlamento. Quindi ben venga aprirsi al civismo. Se un candidato civico ha un programma condivisibile dal centrodestra allora si può rinunciare tranquillamente ai simboli», ha spiegato il deputato di Fratelli d’Italia.

Nessuna novità

Non è la prima volta che i partiti di centrodestra si presentano senza simboli. È accaduto già in passato in comuni sicuramente più piccoli ma sempre limitrofi a Viareggio: Forte dei Marmi e Pietrasanta. «All’ultima elezione di Forte dei Marmi abbiamo partecipato senza il nostro simbolo, appoggiando il candidato civico che è attualmente sindaco. Il risultato? Abbiamo due nostri assessori in giunta», ha ricordato Zucconi. 

A ricordare invece l’esperienza di Pietrasanta è la deputata della Lega Elisa Montemagni. Anche lei sposa la linea del centrodestra civico quando le condizioni lo necessitano. «Nelle elezioni del 2015, a Pietrasanta, il centrodestra si presentò senza simboli e con una lista unica risultando vincente. Non c’è una strategia che può essere applicata in serie, ogni elezione e ogni territorio è una storia a parte. Certamente noi siamo sempre stati aperti nei confronti del civismo e continuiamo a esserlo. Infatti è così che, in Toscana, siamo riusciti a vincere e ben amministrare quasi tutti i capoluoghi di provincia». Montemagni ha fatto riferimento anche alle ultime elezioni tenutesi a Lucca nel 2022, ma in quel caso, l’attuale sindaco Marco Pardini, è stato appoggiato dai partiti di centrodestra con l’utilizzo dei simboli.

Anche secondo la rappresentante della Lega in Parlamento il discrimine importante rimane il programma e non bisogna avere timore a rinunciare al proprio simbolo. «I cittadini votano quello che ritengono migliore per la città, in termini di proposte e progetti e tutto questo si trova nel programma. Sono molto preparati e attenti sui temi del territorio che abitano e vivono. E in quello che è stato proposto per Viareggio, c’è anche molto del centrodestra».

Dal PD al centrodestra

Sara Grilli è un’avvocata, classe 1982, che ha iniziato la sua carriera politica diventando consigliera di Viareggio nel 2020 con il Partito Democratico. In seguito a un rimpasto nell’amministrazione comunale, però, il partito ha tolto l’appoggio al sindaco e tutti i consiglieri eletti tra le sue file sono passati all’opposizione, tranne Grilli, che per questo è stata espulsa dal PD. «Come PD Viareggio – racconta il segretario comunale Filippo Ciucci – abbiamo semplicemente rispettato il regolamento. A prendere il provvedimento è stata la commissione di garanzia del partito». 

Dopo la rottura con il centrosinistra, la giunta di cui faceva parte Grilli si è avvicinata progressivamente ad ambienti del centrodestra viareggino, includendo nella maggioranza i consiglieri di Lega e Fratelli d’Italia. Così, dopo questa collaborazione non prevista si è delineato l’assetto politico che ora ha scelto Grilli come candidata di centrodestra.

L’assenza di Vannacci

Chi invece non ci sarà alle elezioni di Viareggio è Futuro Nazionale, il partito fondato dal parlamentare europeo Roberto Vannacci che ha deciso di non presentare alcuna lista nonostante Viareggio sia la città in cui l’ex generale vive quando non è a Bruxelles. L’europarlamentare infatti è nato a La Spezia ma è ormai viareggino d’adozione e difficilmente manca agli eventi di quella che è conosciuta come la Perla del Tirreno. Soprattutto la sua presenza si è fatta notare più volte durante il tradizionale tuffo di inizio anno, momento molto sentito che raccoglie centinaia di adesioni.

Lo stesso Vannacci in una dichiarazione rilasciata a margine dell’inaugurazione della sede provinciale a Firenze, tenutasi il 28 marzo scorso, ha espressamente detto che Futuro Nazionale non avrebbe preso parte a nessuna competizione elettorale nel 2026, se non per appoggiare candidati civici che si riconoscono nei suoi principi, ma senza l’utilizzo del simbolo. Questo, però, a Viareggio non è successo. «Ho parlato con Massimiliano Simoni, coordinatore nazionale di Futuro Nazionale, ma non erano interessati a correre per le elezioni comunali», ha spiegato Zucconi. 

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