Una proposta alla Camera vuole fermare i continui ritardi della legge di Bilancio

È stata avanzata da 11 deputati, di diversi partiti. Il suo obiettivo è anticipare le scadenze della presentazione di alcuni documenti economici
ANSA/ANGELO CARCONI
ANSA/ANGELO CARCONI
Nel corso degli ultimi anni, i governi italiani hanno accumulato sempre maggiori ritardi nella presentazione al Parlamento dei disegni di legge di Bilancio, con deputati e senatori che, di volta in volta, sono stati costretti ad approvare la manovra finanziaria in tempi stretti.

Per far fronte a questi ritardi, alla Camera un gruppo di deputati – appartenenti a vari partiti, da Liberi e uguali a Fratelli d’Italia – ha avanzato una proposta di legge, che il 1° marzo ha iniziato il suo percorso di esame alla Commissione Bilancio.

I tempi della manovra

La legge di Bilancio è la legge che fissa il bilancio annuale dello Stato e, secondo le regole europee e italiane, deve essere approvata dal Parlamento entro la fine di ogni anno, altrimenti il Paese entra nel cosiddetto “esercizio provvisorio”. In questo caso, la spesa pubblica è permessa per dodicesimi: si prende la previsione di spesa fatta dal governo nella legge di Bilancio dell’anno precedente e la si divide per dodici mesi. Il risultato rappresenta il tetto di spesa mensile per un massimo di quattro mesi.

Come tutte le leggi ordinarie, per essere approvato il disegno di legge di Bilancio deve ottenere il via libera da parte di entrambe le camere, che lo esaminano e propongono eventuali modifiche. Sia la Camera che il Senato devono comunque approvare lo stesso testo. Per garantire questi passaggi, vista l’importanza del provvedimento, la legge n. 196 del 31 dicembre 2009 stabilisce (art. 7) che il governo deve trasmettere il disegno di legge di Bilancio al Parlamento per la sua approvazione entro il 20 ottobre di ogni anno. Tra le altre cose, la legge stabilisce anche la scadenza per la presentazione alla Camere del Documento di economia e finanza, noto con la sigla “Def” (10 aprile di ogni anno), e della Nota di aggiornamento al Def, chiamata più comunemente “Nadef” (27 settembre). Il Def è il principale strumento di programmazione economica e fissa la strategia dello Stato per almeno un triennio, mentre la Nadef è il documento con il quale il governo aggiorna le previsioni contenute nel Def.

I ritardi del governo

Nonostante le varie scadenze, dal 2016 – anno in cui le regole per la stesura della legge di Bilancio sono cambiate – i tempi di presentazione del disegno di legge di Bilancio alle camere si sono via via allungati. Per esempio, nel 2017 il testo è stato presentato al Senato il 29 ottobre (9 giorni dopo la scadenza), nel 2018 alla Camera il 31 ottobre (11 giorni dopo), nel 2019 al Senato il 2 novembre (13 giorni dopo), nel 2020 alla Camera il 18 novembre (29 giorni dopo), mentre nel 2021 è stato presentato al Senato l’11 novembre (22 giorni dopo).  I ritardi di questi ultimi anni non hanno comportato l’“esercizio provvisorio”, che comunque, nella storia dell’Italia repubblicana, dal 1948 a oggi, è scattato già 33 volte. In compenso hanno ristretto di molto, se non addirittura azzerato, il dibattito parlamentare sulla manovra.

Per quanto riguarda l’anno 2020, va precisato che il forte ritardo era stato dovuto all’aggravarsi dell’epidemia di coronavirus. A inizio novembre, infatti, l’approvazione del cosiddetto “decreto Ristori” aveva costretto il governo a ritardare la presentazione della manovra finanziaria. 

Il ritardo più recente, quello del 2021, ha suscitato la protesta di diversi parlamentari. Il 27 dicembre 2021, giorno in cui il disegno di legge di Bilancio 2022 è passato alla Camera dopo l’approvazione del Senato, la Commissione Finanze di Montecitorio non ha espresso alcun parere sul testo della legge, lamentando uno scarso margine di tempo per l’esame.

La proposta di riforma

Per far fronte ai crescenti ritardi degli ultimi anni, l’11 gennaio, undici deputati appartenenti a vari partiti, da Liberi e uguali fino a Fratelli d’Italia, hanno presentato una proposta di legge che punta a ridurre i termini per la presentazione in Parlamento del disegno di legge di Bilancio e della Nadef da parte del governo. 

Più nello specifico, il testo della proposta di legge anticipa di una settimana il termine ultimo per la presentazione della Nadef, fissandolo al 20 settembre di ogni anno (anziché il 27), e anticipa di 10 giorni quello della legge di Bilancio, fissandolo al 10 ottobre (anziché il 20). In più, se il governo non dovesse rispettare la scadenza fissata per la presentazione del disegno di legge di Bilancio, il presidente del Consiglio dei ministri sarebbe obbligato a riferire alle camere i motivi del ritardo. 

Al momento, la proposta di legge è al vaglio della Commissione Bilancio della Camera: l’esame del testo è iniziato il 1° marzo, per poi proseguire il giorno successivo e infine l’8 marzo, giorno in cui è stato rinviato a una nuova data. Il percorso di approvazione della proposta di legge è comunque ancora lungo: dopo il via libera della Commissione Bilancio della Camera, il testo dovrebbe essere approvato dall’assemblea e successivamente passare all’esame del Senato. 

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