Quali poteri ha ora il Parlamento

Che cosa potranno fare la Camera e il Senato dopo la scelta di Mattarella di sciogliere le camere
ANSA/FABIO FRUSTACI
ANSA/FABIO FRUSTACI
Nel tardo pomeriggio di giovedì 21 luglio, dopo un incontro con i presidenti della Camera e del Senato, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il decreto di scioglimento delle camere. Le elezioni anticipate si terranno il prossimo 25 settembre.

Ma quali saranno i poteri del Parlamento fino a quella data? Quali saranno gli atti che potrà adottare?

Il Parlamento resta in carica…

In caso di scioglimento anticipato delle camere, il Parlamento rimane comunque in carica fino all’insediamento delle nuove camere. «In questo periodo, il Parlamento dovrà rimanere in carica perché è un organo permanente e al pari del governo si occuperà di sbrigare gli affari correnti, dando prima di tutto la precedenza alla conversione in legge dei decreti-legge che saranno varati dal governo dimissionario», ha spiegato a Pagella Politica Alfonso Celotto, professore di Diritto costituzionale all’Università Roma Tre. 

Il mandato delle camere sarà in ogni caso ridotto. «Il Parlamento sarà costretto a svolgere l’ordinaria amministrazione, perché una volta sciolto è di fatto delegittimato rispetto a un Parlamento nel pieno dei suoi poteri», ha aggiunto a Pagella Politica Mauro Volpi, professore di diritto costituzionale all’Università di Perugia.

… ma la precedenza va alle urgenze

Secondo gli esperti, le camere sciolte faranno più fatica a esaminare i disegni e i progetti di legge. «Nessuna norma vieta al Parlamento sciolto di continuare a esaminare i progetti di legge attualmente in esame, ma è chiaro che le conferenze dei capigruppo di Camera e Senato, l’organo che stabilisce il calendario dei lavori, daranno la precedenza ai provvedimenti più urgenti», ha spiegato Celotto a Pagella Politica.

Dal canto suo, Volpi è convinto che il Parlamento non sarà in grado di completare l’esame di progetti di legge che hanno già creato divisioni tra i partiti, come per esempio la riforma della cittadinanza (il cosiddetto “ius scholae”) o il testo sulla parziale depenalizzazione della produzione di cannabis

Al di là di questi provvedimenti, lo scioglimento delle camere potrebbe avere effetti negativi anche sull’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), finanziato dall’Unione europea per rilanciare l’economia italiana. «Temo sarà molto difficile che il Parlamento, una volta sciolto, possa per esempio portare a termine l’esame del disegno di legge annuale sulla concorrenza, fondamentale per l’attuazione del Pnrr», ha detto Celotto a Pagella Politica. L’approvazione di questa legge è tra i 55 obiettivi che l’Italia deve portare a termine entro la fine dell’anno per poter richiedere la terza rata dei fondi, da circa 19 miliardi di euro. Tra le altre cose, il testo contiene la messa a gara delle concessioni balneari e la proposta di modernizzare il settore dei trasporti non di linea, tra cui rientrano i taxi, che nelle scorse settimane hanno creato divisioni tra i partiti della maggioranza di governo.
Se il Parlamento non riuscirà a concluderne l’esame, i provvedimenti rimasti in sospeso decadranno alla fine della legislatura in corso. «Tutti gli atti di cui non è stato concluso l’esame decadono automaticamente a fine legislatura, a eccezione dei decreti-legge in fase di conversione, delle proposte di legge di iniziativa popolare e delle leggi che il presidente della Repubblica ha rinviato al Parlamento», ha spiegato Celotto a Pagella Politica

In caso di decadenza, dunque, i testi di proposte di legge come quella sullo “ius scholae” e quella sulla depenalizzazione della cannabis dovrebbero essere ripresentati nella prossima legislatura e il loro esame ripartirebbe dall’inizio, ossia dall’esame nelle commissioni.
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