«Siamo qui non per fare una nuova corrente né per tenerci quelle di prima ma per superarle con un’onda di partecipazione». Così la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein scriveva nella mozione da lei presentata a febbraio 2023 in vista del congresso del suo partito, che l’ha vista poi vincitrice. In quella mozione, Schlein puntava a cancellare, o quantomeno a indebolire, il potere delle cosiddette “correnti del PD”, ossia gli storici raggruppamenti interni in cui si suddividono gli esponenti del partito, a seconda delle diverse inclinazioni e opinioni politiche, che negli anni oltre a costituire una ricchezza dal punto di vista del dibattito interno hanno anche causato spaccature e crisi interne. Ebbene, in questi oltre tre anni in cui Schlein è alla guida del PD, diversi osservatori hanno fatto notare come le correnti del partito non siano state in realtà superate, tanto che negli ultimi mesi sono usciti diversi esponenti contrari alla linea della segretaria, tra cui la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno, che ha fondato un proprio movimento politico, e la deputata Maria Anna Madia, passata a Italia Viva.
Se le correnti non si sono fatte da parte, in questi anni nel PD è scomparso invece qualcosa di più materiale: i finanziamenti degli imprenditori. Fino al 2023, e in particolare nel 2022 in vista della campagna elettorale per le elezioni politiche di quell’anno, il partito guidato da Schlein aveva beneficiato di diverse donazioni da parte di aziende, soprattutto del settore sanitario. Negli ultimi tre anni invece i finanziamenti di queste e altre realtà imprenditoriali sono scomparsi e il PD riceve donazioni per lo più dai propri deputati, senatori e parlamentari europei, che sono chiamati a versare al partito un contributo di almeno 1.500 euro al mese.
Se le correnti non si sono fatte da parte, in questi anni nel PD è scomparso invece qualcosa di più materiale: i finanziamenti degli imprenditori. Fino al 2023, e in particolare nel 2022 in vista della campagna elettorale per le elezioni politiche di quell’anno, il partito guidato da Schlein aveva beneficiato di diverse donazioni da parte di aziende, soprattutto del settore sanitario. Negli ultimi tre anni invece i finanziamenti di queste e altre realtà imprenditoriali sono scomparsi e il PD riceve donazioni per lo più dai propri deputati, senatori e parlamentari europei, che sono chiamati a versare al partito un contributo di almeno 1.500 euro al mese.