C’è un detto secondo cui “chi trova un amico trova un tesoro”. E in Forza Italia lo stanno applicando alla lettera. Come hanno confermato a Pagella Politica fonti interne al partito guidato da Antonio Tajani, da tempo Forza Italia ha adottato una sorta di “convenzione” con i propri parlamentari: se un deputato o un senatore porta un imprenditore amico a finanziare il partito, il deputato o il senatore è esentato dalla donazione mensile di 900 euro che deve versare nelle casse del movimento. L’obiettivo della convenzione è allargare la base dei finanziatori di Forza Italia e, allo stesso tempo, evitare casi di parlamentari morosi, cioè che non danno il proprio contributo economico al partito. Al momento, sembra che la strategia stia portando i suoi frutti.
Secondo le verifiche di Pagella Politica sui dati più aggiornati pubblicati dalla Camera dei deputati, da gennaio a maggio 2026 circa il 40 per cento delle donazioni a Forza Italia è arrivata da imprese e aziende di diversi settori, da quello immobiliare a quello delle bevande. Quest’anno la percentuale di finanziamenti da parte degli imprenditori al partito di Tajani è la più alta dal 2022, ossia da prima dell’ultimo anno in cui il partito è stato guidato dal fondatore Silvio Berlusconi, morto a giugno 2023.
Fino allo scorso anno, i finanziamenti a Forza Italia da parte delle imprese erano stati circa il 30 per cento del totale. Nei primi mesi del 2026 i finanziamenti da queste realtà sono aumentati di oltre 10 punti. Tra gennaio e maggio Forza Italia ha raccolto circa 1,2 milioni di euro di donazioni, di cui quasi 500 mila sono arrivati dagli imprenditori, mentre gli altri 700 mila sono arrivati dalle quote degli eletti del partito e da privati cittadini. A proposito di imprenditori, quest’anno nel conto dei finanziamenti mancano ancora le donazioni dei cinque figli di Berlusconi, del fratello Paolo Berlusconi e della deputata Marta Fascina, l’ex compagna del fondatore di Forza Italia, che sono soliti donare ciascuno 100 mila euro all’anno al partito in unica soluzione, ma che per il 2026 non risultano ancora versati.
Secondo le verifiche di Pagella Politica sui dati più aggiornati pubblicati dalla Camera dei deputati, da gennaio a maggio 2026 circa il 40 per cento delle donazioni a Forza Italia è arrivata da imprese e aziende di diversi settori, da quello immobiliare a quello delle bevande. Quest’anno la percentuale di finanziamenti da parte degli imprenditori al partito di Tajani è la più alta dal 2022, ossia da prima dell’ultimo anno in cui il partito è stato guidato dal fondatore Silvio Berlusconi, morto a giugno 2023.
Fino allo scorso anno, i finanziamenti a Forza Italia da parte delle imprese erano stati circa il 30 per cento del totale. Nei primi mesi del 2026 i finanziamenti da queste realtà sono aumentati di oltre 10 punti. Tra gennaio e maggio Forza Italia ha raccolto circa 1,2 milioni di euro di donazioni, di cui quasi 500 mila sono arrivati dagli imprenditori, mentre gli altri 700 mila sono arrivati dalle quote degli eletti del partito e da privati cittadini. A proposito di imprenditori, quest’anno nel conto dei finanziamenti mancano ancora le donazioni dei cinque figli di Berlusconi, del fratello Paolo Berlusconi e della deputata Marta Fascina, l’ex compagna del fondatore di Forza Italia, che sono soliti donare ciascuno 100 mila euro all’anno al partito in unica soluzione, ma che per il 2026 non risultano ancora versati.