Lorenzo Ruffino si occupa di analisi di dati e ha una newsletter su Substack, in cui spiega fenomeni dell’attualità, partendo sempre dai dati e limitando le opinioni: ci si iscrive qui.
In Italia lo Stato spende davvero poco? È la convinzione che torna ogni volta che si parla di liste d’attesa negli ospedali, di stipendi degli insegnanti o di asili nido che mancano. I dati di Eurostat sulla spesa pubblica per funzione [1], aggiornati al 2024, dicono il contrario. Le amministrazioni pubbliche italiane hanno speso il 50,4 per cento del prodotto interno lordo, contro una media del 49,1 per cento nei ventisette paesi dell’Unione europea. È più della Germania, ferma al 49,4, e più della Spagna, al 45,5. Solo la Francia tra i grandi paesi dell’Ue, con il 57,3 per cento, spende sensibilmente di più.
La spesa in percentuale del PIL misura quanto pesa lo Stato sull’economia, cioè quanta parte della ricchezza prodotta in un anno passa per le casse pubbliche. È il metro più usato per confrontare paesi di dimensioni diverse e colloca l’Italia nella fascia alta del continente, anche se da sola questa misura non dice dove quei soldi finiscono, né quanto ne arrivi davvero a ogni cittadino.
Ma quanto spende davvero l’Italia per la sanità, per la scuola e per le pensioni? E quanto ne resta ai cittadini una volta tenuto conto del diverso costo della vita? Servono tre lenti diverse, che misurano cose diverse.
In Italia lo Stato spende davvero poco? È la convinzione che torna ogni volta che si parla di liste d’attesa negli ospedali, di stipendi degli insegnanti o di asili nido che mancano. I dati di Eurostat sulla spesa pubblica per funzione [1], aggiornati al 2024, dicono il contrario. Le amministrazioni pubbliche italiane hanno speso il 50,4 per cento del prodotto interno lordo, contro una media del 49,1 per cento nei ventisette paesi dell’Unione europea. È più della Germania, ferma al 49,4, e più della Spagna, al 45,5. Solo la Francia tra i grandi paesi dell’Ue, con il 57,3 per cento, spende sensibilmente di più.
La spesa in percentuale del PIL misura quanto pesa lo Stato sull’economia, cioè quanta parte della ricchezza prodotta in un anno passa per le casse pubbliche. È il metro più usato per confrontare paesi di dimensioni diverse e colloca l’Italia nella fascia alta del continente, anche se da sola questa misura non dice dove quei soldi finiscono, né quanto ne arrivi davvero a ogni cittadino.
Ma quanto spende davvero l’Italia per la sanità, per la scuola e per le pensioni? E quanto ne resta ai cittadini una volta tenuto conto del diverso costo della vita? Servono tre lenti diverse, che misurano cose diverse.