Gli imprenditori hanno smesso di finanziare la Lega

Tra appalti e produttori dello spettacolo, nei primi mesi del 2026 le donazioni dalle aziende sono scese di cinque volte rispetto agli ultimi tre anni
ANSA
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Nelle ultime settimane uno dei principali argomenti del dibattito politico italiano è l’ascesa, almeno nei sondaggi, di Futuro Nazionale, il partito fondato a febbraio di quest’anno dal generale Roberto Vannacci. Al contrario, questo periodo non sembra essere particolarmente favorevole alla Lega, che secondo un sondaggio di Youtrend del 18 giugno sarebbe stata superata dal nuovo partito dell’ex alleato. 

Ma al di là dei sondaggi, che la Lega non sia in un buon momento è testimoniato pure dall’andamento dei finanziamenti al partito. Secondo le verifiche di Pagella Politica sui dati più aggiornati pubblicati dalla Camera dei deputati, da gennaio ad aprile di quest’anno il partito di Matteo Salvini ha registrato un netto calo delle donazioni ricevute da imprese e aziende rispetto allo stesso periodo del 2025, del 2024 e del 2023. 

Fino allo scorso anno, una parte consistente delle donazioni ottenute dalla Lega (circa il 20 per cento) era arrivata da realtà imprenditoriali di vari settori, dalla difesa all’agricoltura, passando per le infrastrutture e i trasporti. Nei primi mesi del 2026 invece i finanziamenti da queste realtà sono calati di cinque volte rispetto agli anni scorsi. Quest’anno la Lega ha raccolto finora circa 893 mila euro: quelli ricevuti dalle imprese sono stati 59 mila, mentre la maggior parte sono arrivati dagli eletti del partito in Parlamento che, come hanno confermato fonti di Pagella Politica, devono versare 3 mila euro al mese: 1.155 come donazione semplice al partito e altri 1.845 in qualità di attivista politico parlamentare. 

Insomma, più che negli anni scorsi, in questi primi mesi del 2026 la Lega ha dovuto far affidamento soprattutto alle donazioni dei propri eletti in Parlamento e a quelle di poche aziende “affezionate”, che operano in diversi settori: in mezzo c’è anche il produttore televisivo de “La partita del cuore”, un evento calcistico con finalità benefiche che si tiene ogni anno e vede sfidarsi di solito la nazionale italiana cantanti e la nazionale italiana dei parlamentari. Nel frattempo, Futuro Nazionale si sta radicando anche economicamente sul territorio, visto che nei suoi primi sei mesi di vita ha raccolto circa 300 mila euro di donazioni.

Appalti, agricoltura e produttori dello spettacolo

Per calcolare l’ammontare di finanziamenti alla Lega abbiamo fatto riferimento ai rendiconti sulle donazioni ai partiti pubblicati dalla Camera dei deputati. Abbiamo fatto riferimento alle donazioni erogate alla Lega nel 2023, nel 2024, nel 2025 e nei mesi da gennaio ad aprile 2026, ossia i dati più aggiornati pubblicamente disponibili. Per una maggiore accuratezza dell’analisi, abbiamo considerato le donazioni in base alla data precisa di erogazione, ossia quando sono effettivamente avvenute, e non in base alla data in cui sono state comunicate alla Camera. 

Veniamo ai numeri. Dal 1° gennaio al 30 aprile 2026 la Lega ha ricevuto otto donazioni da parte di imprese diverse per un totale di 59 mila euro, pari a quasi il 7 per cento dei circa 893 mila euro ricevuti nei primi quattro mesi di quest’anno. Tra le imprese, la donazione più consistente finora è stata di 25 mila euro ed è stata fatta dalla APRI S.R.L. In base a una visura camerale fatta da Pagella Politica, la società si occupa di assistenza finanziaria, ma anche di supporto alla partecipazione a bandi e gare d’appalto, ed è amministrata da Marco Natali, presidente di Confprofessioni, un’associazione di liberi professionisti. Altri 10 mila euro sono arrivati dall’Antica tenuta Palombo, una società agricola in provincia di Frosinone, controllata dalla XXI S.R.L, un’azienda attiva nel settore edile e delle infrastrutture, finanziatrice anch’essa della Lega con una donazione da 10 mila euro. L’Antica tenuta Palombo aveva già finanziato il partito di Salvini nel 2025, con una donazione da 5 mila euro. Tra le realtà che hanno continuato a finanziare la Lega c’è la Colangelo management dell’abruzzese Settimio Colangelo, un produttore dello spettacolo. Tramite la sua società, quest’anno Colangelo ha fatto una donazione da 5 mila euro alla Lega, che si aggiungono ai 25 mila euro complessivi donati lo scorso anno. La Colangelo Management ha curato lo scorso anno la produzione di alcuni programmi RAI, come “Linea Verde Tradizioni” e anche “La partita del cuore”. 

In questi primi mesi del 2026, altri 3 mila euro sono stati donati alla Lega dalla M.T.R S.R.L una società con sede nella zona di Napoli e attiva nel settore della difesa e delle infrastrutture, amministrata da Massimiliano Scotto Di Vetta. Il partito di Salvini ha poi beneficiato di una donazione di 3 mila euro da una società chiamata “Barberini S.R.L”. In questo caso, nel registro delle imprese dell’Unione delle Camere di commercio ci sono diverse aziende con questo nome e la Camera dei deputati non fornisce altre informazioni a riguardo. Con tutta probabilità, la società è legata sempre a Massimiliano Scotto di Vetta, che secondo le verifiche di Pagella Politica risulta come amministratore unico anche di un’azienda chiamata “Barberini S.R.L” specializzata nella produzione di impianti elettrici e industriali. Finora il partito di Salvini ha inoltre ricevuto 2 mila euro da Tema sistemi S.P.A, un’azienda che si occupa di impianti antincendio, e mille euro dallo studio di architettura, ingegneria e design SH.ARCH, di proprietà di Marco Paolucci, Francesco Gabriele e Davide Massimo.

Un netto calo

Al di là dei singoli soggetti, quest’anno ciò che emerge di più dall’analisi delle donazioni alla Lega è, come anticipato, il netto calo delle imprese finanziatrici rispetto al 2025, al 2024 e al 2023. 

Se tra gennaio e aprile 2026 la Lega ha ricevuto otto donazioni da diverse imprese per un totale di 59 mila euro, nello stesso periodo del 2025 le donazioni da parte degli imprenditori erano state 42, per un totale di circa 279 mila euro raccolti, cinque volte di più. Nel 2024 erano state 29, per un totale di 409 mila euro, mentre nei primi quattro mesi del 2023 erano state 28 per un totale di 176 mila euro. Il calo delle donazioni da parte delle aziende si nota meglio facendo un confronto percentuale. Nei primi quattro mesi di quest’anno, i finanziamenti al partito di Salvini da parte delle imprese hanno costituito meno del 7 per cento del totale delle donazioni raccolte, mentre nello stesso periodo degli anni precedenti sono stati sempre intorno al 20 per cento, con una punta del 32 per cento nei primi quattro mesi del 2024. 

Lo scorso anno la Lega ha ricevuto donazioni da imprese per quasi 1,05 milioni di euro, pari al 23 per cento dei circa 4,6 milioni di donazioni ricevute. Nel 2024 le donazioni delle aziende alla Lega erano state più basse, circa 750 mila euro, ma pur sempre il 20 per cento di tutte quelle ricevute due anni fa. Nel 2023 i finanziamenti degli imprenditori avevano invece portato nelle casse del partito circa 940 mila euro, il 19 per cento dei 4,8 milioni di euro ricevuti dal partito di Salvini. 

Negli ultimi anni diverse aziende che un tempo avevano finanziato la Lega sembrano aver smesso di supportarla. In passato la Lega aveva ricevuto diversi finanziamenti da Vaporart, un’azienda specializzata nel commercio di liquidi per sigarette elettroniche, e non a caso Salvini aveva criticato l’approvazione di norme più severe contro questo tipo di sigarette e in generale contro lo “svapo”. Ma già nel 2025 non compaiono più finanziamenti da questo nome.

Lo stesso discorso vale per alcune realtà legate all’istruzione privata, come Scuola Radio Elettra e l’Università E-Campus, che nel 2023 avevano finanziato il partito, ma che negli anni successivi sono scomparse dai donatori della Lega.

La regola del gioco sta per cambiare, arrivaci preparato.

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