Che cos’è e come funziona il congelamento degli ovuli in Italia

È una pratica di preservazione della fertilità, che una proposta di Italia Viva vuole rendere più accessibile
ANSA
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Si riprende mentre si somministra le iniezioni necessarie alla stimolazione ovarica per il congelamento degli ovuli e poi posta il video sui social. È la deputata americana Alexandria Ocasio-Cortez, che a 36 anni ha deciso di ricorrere alla tecnica dell’egg freezing, o crioconservazione degli ovuli, per provare a preservare la propria possibilità di avere dei figli in futuro.

Dopo quei video il leader di Italia Viva Matteo Renzi ha pubblicato un lungo tweet in cui sostiene che «consentire alle giovani donne che vogliono farlo di ricorrere all’egg freezing è un fatto di giustizia sociale». Nel tweet Renzi spiega di aver avanzato delle proposte nel suo prossimo libro Quando c’era lei (edito da Solferino e in uscita l’1 settembre) per dare a più donne la possibilità di congelare i propri ovuli. «Mettetevi nei panni di una ventenne che studia all’università. Vuole affermarsi nella professione come è giusto che sia. Sta spendendo tanti soldi per le tasse universitarie e l’affitto del posto letto. Ha davanti a sé anni prima di conquistare la tranquillità economica. E magari quando ha possibilità o voglia o l’occasione di fare un figlio non riesce più perché la natura non glielo consente. Congelare gli ovuli può darle una opportunità in più domani e una tranquillità in più oggi», ha aggiunto Renzi nel suo tweet.

Ma che cos’è l’egg freezing? E come funziona in Italia?

Che cos’è la crioconservazione

La crioconservazione degli ovuli (o ovociti) o egg freezing è una tecnica di preservazione della fertilità che consente di posticipare una gravidanza. Viene usata soprattutto nei casi in cui la donna ha un tumore e deve sottoporsi a chemioterapia o radioterapia, che potrebbero causare problemi di fertilità o infertilità. Qualsiasi donna però, anche single, può decidere di congelare i propri ovuli, in questo caso si parla di social freezing.

Il processo è composto da una serie di fasi. Dopo una visita preliminare, ci sono gli esami pre-operatori, a cui segue un ciclo di stimolazione ormonale, il prelievo, la vitrificazione in laboratorio. Infine, nel momento in cui la paziente desidera una gravidanza è previsto lo scongelamento. In questo caso gli ovociti però possono essere utilizzati solo a determinate condizioni, stabilite dalla legge sulla procreazione medicalmente assistita (PMA) del 2004. In particolare, in Italia possono accedervi solo le «coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, entrambi viventi». La pratica quindi esclude le coppie omosessuali e le persone single.

Con l’avanzare dell’età diventa sempre più difficile rimanere incinta, per questo congelare gli ovuli da giovani aumenta le possibilità di riuscirci in futuro. Secondo gli esperti, l’ideale è congelare gli ovociti prima dei trent’anni, in seguito più avanza l’età e più si valuta caso per caso.

Il congelamento degli ovuli deve essere fatto in un centro di procreazione medicalmente assistita. Secondo l’ultima relazione del Ministero della Salute sullo stato di attuazione della legge n. 40 del 2004, quella che regolamenta la PMA, nel 2023 in Italia erano attivi 316 centri di PMA, di cui 202 privati, 96 pubblici e 18 privati convenzionati. Fanno parte di questi centri strutture di primo, secondo e terzo livello, suddivise così in base ai servizi che offrono. La crioconservazione si esegue nei centri di secondo e terzo livello, che nel 2022 erano 200 su tutto il territorio nazionale. I centri non sono distribuiti in modo omogeneo sul territorio: si passa da un unico centro per regione in Basilicata, Molise e Valle d’Aosta ai 29 centri della Campania o del Lazio.

I limiti e i vantaggi della crioconservazione

La crioconservazione ha comunque dei limiti. Prima di tutto, congelare gli ovuli non assicura al 100 per cento la possibilità di avere una gravidanza in futuro. Come si legge sul sito dell’ospedale San Raffaele, che è provvisto di un Centro Scienze della Natalità, i dati dimostrano che congelare gli ovuli non assicura una successiva gravidanza, ma anzi questa dipende da molti fattori, tra cui l’età della donna.

Al netto della buona riuscita, l’ostacolo più grande per molte persone riguarda l’accesso alla pratica. In Italia infatti la crioconservazione degli ovuli è gratuita solo per le donne con cancro o tumore, salvo diverse disposizioni regionali. Il costo varia da centro a centro, ma in generale si parla di qualche migliaio di euro iniziali a cui segue un costo di mantenimento di qualche centinaio di euro annuali.

Per far fronte al problema del costo, la proposta di Italia Viva prevede di stanziare 100 milioni di euro nella prossima legge di Bilancio. Negli anni sono state avanzate diverse proposte e iniziative per estendere la gratuità della PMA, tra cui una petizione di novembre 2025, ma al momento nessuna ha avuto gli effetti sperati. Secondo fonti stampa, però, il dibattito da settembre potrebbe riaprirsi con proposte da tutti i principali schieramenti politici.

Gli esperti, comunque, concordano nel sostenere che la crioconservazione degli ovuli non può essere proposta come unica soluzione al contrasto della denatalità, ma può rappresentare uno degli strumenti da mettere in campo in un Paese che ha raggiunto il tasso di fecondità più basso di sempre: 1,14 figli per donna.

La regola del gioco sta per cambiare, arrivaci preparato.

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