L’intervista di Meloni a Chi alla prova del fact-checking

Dal taglio delle accise alla diminuzione dei reati, abbiamo verificato sei dichiarazioni della presidente del Consiglio
ANSA
ANSA

Il taglio delle accise

«Gli ultimi decreti per cercare di abbassare il costo del gasolio rappresentano un unicum in Europa. Nessun altro governo europeo è intervenuto così»

Qui Meloni sbaglia. È vero, negli ultimi mesi il governo è intervenuto più volte per abbassare i prezzi dei carburanti. L’ultimo di questi interventi è avvenuto a fine luglio, quando è stato ridotto di 17 centesimi il prezzo del gasolio attraverso un taglio delle accise, inizialmente fino al 6 agosto, poi prorogato fino al 24 agosto.  

Non è vero però che si tratta di un caso unico in Europa. Quest’anno altri governi europei sono intervenuti sulle imposte sui carburanti per contenere i rincari. Un esempio è quello della Germania: dal 1° maggio al 30 giugno il governo tedesco ha ridotto l’imposta su diesel e benzina di circa 14 centesimi al litro. Tenendo conto anche della riduzione dell’IVA, secondo il Ministero delle Finanze tedesco, lo sconto arriva a 17 centesimi al litro, lo stesso importo di quello italiano.

Un secondo esempio riguarda invece l’Irlanda, dove ad aprile il governo ha portato a 32 centesimi al litro (IVA compresa) la riduzione delle imposte sul diesel. La misura è stata inoltre prorogata fino al 31 agosto. 

Il turismo

«Oggi, quella che un tempo si sarebbe chiamata “villeggiatura”, ovvero la vacanza estiva lunga, molto spesso al mare, è molto meno frequente che nel passato. Ora si tende a viaggiare di più anche durante l’anno, con soggiorni più brevi, ma più frequenti»

In questo caso, la ricostruzione di Meloni è imprecisa. Rispetto al passato è vero, come dice la presidente del Consiglio, che le vacanze lunghe sono diminuite. Secondo l’Istat, nel 2008 le persone residenti in Italia fecero quasi 51 milioni di vacanze di almeno quattro notti, mentre nel 2024 sono state poco meno di 28 milioni. Anche rispetto al 2019, prima della pandemia, il calo è stato del 21 per cento. 

Non trova però riscontro invece l’idea che oggi gli italiani facciano soggiorni «più brevi, ma più frequenti». Nel 2024, i residenti in Italia hanno fatto 49,3 milioni di viaggi, quasi il 31 per cento in meno rispetto al 2019. Inoltre, le vacanze brevi – quelle da una a tre notti – sono diminuite del 36 per cento rispetto al 2019, persino più di quelle lunghe, che sono calate del 21 per cento.

L’occupazione

«L’occupazione è ai massimi storici»

La presidente del Consiglio dice una cosa sostanzialmente corretta, ma con una precisazione. Secondo gli ultimi dati Istat, a giugno del 2026 in Italia si sono registrati 24 milioni e 310 mila occupati, ossia 131 mila in più rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. Mentre il tasso di occupazione tra i 15 e 64 anni è quasi al 63 per cento. Le serie storiche più aggiornate dell’Istat, con dati disponibili dal 2004, mostrano che il livello più alto è stato raggiunto ad aprile scorso, sia per numero di occupati che per tasso di occupazione. Si tratta quindi di un record raggiunto sotto il governo Meloni. 

Va fatta però una precisazione. Come abbiamo spiegato in altri approfondimenti, l’aumento degli occupati è iniziato prima dell’insediamento dell’attuale esecutivo e anche governi precedenti hanno registrato record occupazionali. Più in generale, la crescita dell’occupazione non dipende necessariamente solo dalle politiche del governo in carica, ma può riflettere tendenze già in corso o gli effetti di misure adottate in precedenza.

Gli affitti brevi

«Abbiamo regolato gli affitti brevi»

Meloni ha ragione: dal 2022 sono state introdotte delle norme per regolare gli affitti brevi. Ad esempio, a ottobre 2023 è stato introdotto il Codice Identificativo Nazionale (CIN), cioè un codice identificativo assegnato alle strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere e alle strutture destinate agli affitti brevi, con l’obiettivo di prevenire l’affitto abusivo e contrastare la concorrenza sleale. Inoltre, sono stati previsti requisiti di sicurezza più stringenti.

In generale comunque il governo non ha previsto un limite di giorni annuali per gli affitti brevi, a differenza di altre città europee. Ad esempio, Parigi ha imposto un tetto massimo di giorni per gli affitti turistici; mentre Barcellona sta lavorando per riportare oltre 10 mila appartamenti turistici a uso residenziale.

Quindi, sì, come ha detto Meloni sotto il suo governo sono state introdotte delle regole per disciplinare gli affitti brevi, ma l’Italia è ancora lontana da alcune città europee.

Immigrazione e reati

«Dal crollo degli sbarchi alla diminuzione degli omicidi, dei furti, delle rapine e dei femminicidi»

Parlando dei meriti del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, Meloni ha citato il lavoro fatto nell’ambito della sicurezza e dell’immigrazione, sostenendo che in questi anni siano diminuiti sbarchi, omicidi, furti, rapine e femminicidi. La presidente del Consiglio non ha specificato un range temporale, ma è probabile che facesse riferimento a un confronto tra oggi e gli anni prima dell’insediamento del governo Meloni, avvenuto a ottobre 2022.

Andando con ordine, è vero che il trend degli sbarchi è in diminuzione. Secondo i dati del Ministero dell’Interno aggiornati al 31 luglio, nei primi sette mesi di quest’anno sono arrivate sulle coste italiane 16.479 persone, un numero nettamente più basso di quello del 2025 (36.545) e del 2024 (33.480). Da quando è in carica il governo Meloni, però, il trend non è sempre stato positivo: nei primi sette mesi del 2023 infatti erano sbarcate 88.874 persone, il doppio rispetto all’anno precedente.

Per quanto riguarda gli omicidi volontari, secondo i dati del Ministero dell’Interno nel 2022 in Italia erano stati 328, che nel 2025 sono scesi a 295. Per quanto riguarda furti e rapine – dove nel primo caso si intende la sottrazione di un bene senza la violenza, al contrario del secondo caso in cui la sottrazione avviene minacciando o picchiando la vittima – Meloni non la racconta giusta. Nel 2022 in Italia c’erano stati 963.032 furti, che nel 2024 (anno più recente per cui sono disponibili i dati) sono leggermente cresciuti, superando il milione.
Pagella Politica
Le rapine invece erano state circa 25.642, e sono diventate 28.709.
Pagella Politica
Guardando l’andamento nel tempo, sia per le rapine che per i furti dal 2014 (primo anno per cui sono disponibili i dati) alla pandemia c’è stata una progressiva diminuzione. Dal 2020 in poi, invece, il trend è cambiato e quei reati sono tornati a crescere. Resta da vedere se i dati del 2025, che dovrebbero essere diffusi nei prossimi mesi, invertiranno la tendenza.

Un discorso a parte va fatto per i femminicidi. Prima di tutto bisogna sottolineare che oggi il dipartimento di pubblica sicurezza del Ministero dell’Interno nel proprio report periodico inserisce una sezione dedicata ai femminicidi. Questi dati sono disponibili solo dal primo trimestre 2026, cioè subito dopo l’entrata in vigore del reato di femminicidio, avvenuta nel dicembre 2025. Per fare un confronto nel tempo bisogna quindi basarsi sui dati delle donne uccise in ambito familiare o affettivo, che è quello in cui si verificano la maggior parte dei femminicidi. Al netto di leggere variazioni, quel dato è sostanzialmente stabile negli anni. Come spiega l’Istat, se da un lato nel tempo c’è stata una diminuzione degli omicidi di uomini, «per le donne si conferma un quadro stabile in cui le morti violente avvengono soprattutto all’interno della coppia».

Il divieto dei social per i giovani

«In Parlamento si discute la proposta di vietare i social ai minori di 16 anni»

L’idea di vietare i social ai minori di 16 anni è tornata d’attualità diverse volte in questi mesi, in particolare da quando a dicembre 2025 l’Australia è stato il primo Paese al mondo ad approvare una legge che ne vietasse l’uso per gli under 16. Recentemente poi, a luglio di quest’anno, la Francia è stata la prima in UE a vietare i social ai giovani sotto i 15 anni. 

Anche in Italia si è parlato di introdurre questa possibilità, ed è vero, come ha detto al presidente del Consiglio, che il Parlamento sta discutendo di introdurre questo divieto nel nostro Paese. In questa legislatura sono stati presentate diverse proposte con quell’obiettivo però, al momento, nessuna è stata approvata.

La regola del gioco sta per cambiare, arrivaci preparato.

È uscita la nostra guida sulla legge elettorale, riservata ai sostenitori.
Sostienici per accedere a tutte le guide esclusive, newsletter riservate, video e molto altro.
INIZIA AD INFORMARTI MEGLIO
In questo articolo
Newsletter

Politica di un certo genere

Ogni martedì
In questa newsletter proviamo a capire perché le questioni di genere sono anche una questione politica. Qui un esempio.

Ultimi articoli