Cottarelli vuole obbligare i partiti a dire come finanziano i programmi elettorali

Il senatore eletto con il Partito democratico ha presentato un disegno di legge per «aumentare la trasparenza» ed «evitare una marea di promesse» in campagna elettorale
ANSA
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Il 16 febbraio, in una conferenza stampa al Senato, il senatore Carlo Cottarelli, eletto in Parlamento nelle liste del Partito democratico, ha presentato i contenuti di un disegno di legge che punta a introdurre l’obbligo per i partiti di specificare nei programmi elettorali le loro coperture economiche. Detta altrimenti, Cottarelli vuole obbligare i partiti a specificare come intendono finanziare le loro promesse elettorali. «Lo scopo di questo disegno di legge è aumentare la trasparenza dei programmi ed evitare che questi contengano una marea di promesse che, una volta arrivati al governo, i partiti non mantengono perché si dice che mancano i soldi», ha spiegato Cottarelli durante la conferenza stampa.

Il tema della sostenibilità finanziaria dei programmi elettorali ritorna spesso nel dibattito politico. Durante la campagna elettorale per le elezioni politiche del 25 settembre 2022, Pagella Politica aveva verificato che più di nove promesse elettorali su dieci, contenute nei programmi dei principali partiti, non avevano coperture economiche.
Il testo del disegno di legge è stato consegnato da Cottarelli all’Ufficio legislativo del Senato il 14 febbraio per le ultime revisioni e al momento non è ancora pubblicamente disponibile. Pagella Politica è comunque riuscita a prenderne visione. Il testo propone di modificare il decreto del presidente della Repubblica del 30 marzo 1957, che impone ai partiti che intendono partecipare alle elezioni di depositare al Ministero dell’Interno il simbolo della propria lista, il proprio statuto e il programma elettorale. 

Più nel dettaglio, la proposta di Cottarelli è quella di obbligare i partiti a inserire una serie di informazioni aggiuntive nei loro programmi elettorali, tra cui una relazione tecnica per specificare i costi di ogni proposta che prevede una nuova spesa per lo Stato e un’altra che individua le coperture economiche.

Oltre alle relazioni tecniche, i programmi dovranno contenere due tabelle: la prima con le previsioni dei partiti sugli obiettivi di finanza pubblica, come per esempio le previsioni sull’andamento del debito pubblico; la seconda con un riassunto del cosiddetto “quadro economico” alla base delle previsioni della tabella precedente, con le stime per esempio sulla crescita del Prodotto interno lordo (Pil).

In base al testo del disegno di legge, una volta ricevuti i programmi, il Ministero dell’Interno dovrà inviarli all’Ufficio parlamentare di bilancio, un organismo indipendente che valuta l’impatto economico delle leggi approvate dal Parlamento. L’Ufficio parlamentare di bilancio valuterà ogni programma e pubblicherà un resoconto sull’attendibilità delle stime contenute in ogni programma almeno 21 giorni prima dalla data delle elezioni. 

Oltre che da Cottarelli, finora il testo è stato sottoscritto da quattro senatori del Partito democratico. «In attesa della pubblicazione ufficiale del testo mi metterò in contatto anche con altri colleghi senatori per raccogliere il loro appoggio, si tratta di una proposta che va oltre gli schieramenti e che penso possa essere utile per restituire credibilità alla politica», ha spiegato Cottarelli a Pagella Politica

Come per tutti i disegni di legge, per diventare legge a tutti gli effetti il testo presentato da Cottarelli dovrà prima ottenere il via libera in commissione e poi quello dell’aula del Senato nello stesso identico testo. Nella scorsa legislatura solo l’1 per cento delle proposte di legge presentate dai parlamentari alla fine è diventata legge.

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