Monica Cirinnà

Ora l’Italia è l’unico Paese europeo «occidentale» senza matrimonio omosessuale

«Anche la Svizzera introduce il matrimonio egualitario. L’Italia è adesso l’unico paese dell’Europa occidentale a essere rimasto indietro»

Pubblicato: 28 set 2021
Data origine: 26 set 2021
Macroarea questioni sociali

Il 26 settembre la maggioranza dei cittadini svizzeri ha approvato con un referendum il matrimonio tra persone dello stesso sesso, che entrerà in vigore dal 1° luglio 2022. Dopo il voto, la senatrice del Partito democratico Monica Cirinnà ha commentato favorevolmente la notizia su Facebook, aggiungendo però che «adesso l’Italia è l’unico Paese dell’Europa occidentale a essere rimasto indietro» su questo tema.

Abbiamo verificato e Cirinnà ha ragione: l’Italia è l’unico tra i Paesi europei occidentali a non permettere i matrimoni omosessuali, anche se la definizione di “Europa occidentale” è molto estesa e potrebbe includere altre nazioni che non hanno ancora introdotto il matrimonio egualitario.

I diritti delle coppie omosessuali in Italia

In Italia la regolamentazione riguardo le coppie formate da persone dello stesso sesso è stabilita da una legge di cui è autrice proprio la senatrice Pd, e che è quindi nota come “legge Cirinnà”. Questo provvedimento del 2016 ha creato l’istituto di diritto pubblico delle unioni civili, riservato alle coppie omosessuali.

Dal punto di vista economico, fiscale e previdenziale l’unione civile gode degli stessi diritti e doveri del matrimonio. Le differenze maggiori sono due: in caso di divorzio, nell’unione civile non è necessario passare un periodo di separazione; inoltre, per chi è legato tramite unione civile, non è possibile adottare un bambino o ricorrere alla procreazione assistita. Ciononostante, la legge riserva (art. 1, comma 20) la possibilità ai singoli tribunali di applicare la norma vigente sulle adozioni in casi particolari, come quello della stepchild adoption, o “adozione del configlio”. Più volte infatti la Cassazione ha ratificato il via libera all’adozione del figlio del partner nelle coppie omosessuali.

L’Italia è stata l’ultimo tra i sei membri fondatori dell’Ue a riconoscere e regolarizzare le unioni civili. Questo ritardoè valso anche una condanna da parte della Corte europea dei diritti umani di Strasburgo nel 2015, per la violazione dei diritti di tre coppie omosessuali. Al 2021, come spiega il sito della stessa Unione europea, i membri Ue che non riconoscono le unioni civili sono Bulgaria, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania e Slovacchia.

La situazione nel resto d’Europa

Il 26 settembre, con l’approvazione del referendum sui matrimoni tra persone omosessuali in Svizzera, il numero di Paesi in Europa che permettono il matrimonio egualitario è salito a 17, di cui 13 membri Ue (Grafico 1).

Grafico 1. Situazione legale delle coppie composte da persone dello stesso sesso in Europa – Fonte: Pew Research Center

Cirinnà afferma che, dopo il sì della Svizzera, l’Italia è «l’unico Paese dell’Europa occidentale a essere rimasto indietro» sui matrimoni egualitari: ma cosa si intende per “Europa occidentale”?

Così come per il concetto stesso di Europa, non esiste una definizione specifica di Europa occidentale. In senso più ampio possiamo dire che questo concetto include le nazioni europee più ricche e industrializzate e quei Paesi accomunati, almeno idealmente, da determinate caratteristiche culturali, economiche e politiche. Storicamente, possiamo raggruppare sotto la definizione di “occidentale” il complesso di Stati che si trovavano a ovest della Cortina di ferro, e quindi appartenevano al “blocco occidentale” più o meno direttamente sotto l’influenza degli Stati Uniti, come contrapposto ai paesi comunisti dell’Europa orientale.

Secondo la suddivisione per aree geografiche utilizzata dalla Commissione statistica delle Nazioni Unite (Unsd), l’organismo che si occupa delle statistiche demografiche, economiche e commerciali necessarie alle agenzie Onu. In questo caso però l’Italia non rientra nel gruppo occidentale – di cui fanno parte Austria, Belgio, Germania, Francia, Svizzera e Paesi Bassi – ma in quello dell’Europa del sud, di cui fanno parte i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo.

In ogni caso, escludendo dal conto Paesi molto piccoli come Andorra, San Marino e il Vaticano, a non aver ancora legalizzato il matrimonio egualitario figura anche la Grecia, membro Nato e quindi per certi versi ascrivibile all’Europa occidentale, nonostante geograficamente faccia parte dei Balcani – normalmente inclusi nell’Europa orientale.

Ricapitolando: i Paesi che in Europa non hanno riconosciuto la validità dei matrimoni egualitari sono principalmente quelli ex-Urss, oppure stati molto piccoli come San Marino e Città del Vaticano. Gli unici Stati dell’“Europa occidentale” «rimasti indietro» sono l’Italia e, a seconda di come la si voglia considerare, la Grecia.

Il verdetto

Il 26 settembre, commentando il risultato del referendum che in Svizzera ha approvato il matrimonio egualitario, la senatrice Pd Monica Cirinnà – già autrice del testo di legge italiano sulle unioni civili – ha affermato che adesso l’Italia è «l’unico Paese dell’Europa occidentale a essere rimasto indietro» per quanto riguarda i diritti delle coppie omosessuali.

Abbiamo verificato e Cirinnà ha ragione, anche se la definizione di “Europa occidentale” è di per sé poco chiara: per certi versi potrebbe fare parte di questo gruppo anche la Grecia, che come l’Italia non riconosce il matrimonio egualitario.

In ogni caso, possiamo affermare che la quasi totalità degli Stati europei ha legalizzato il matrimonio egualitario, a eccezione dell’Italia.

Per Cirinnà, quindi, un “Vero”.

Logo
Logo