Stefano Bonaccini

Bonaccini sbaglia: l'Emilia-Romagna non è «prima» nei vaccini agli anziani

«L’Emilia-Romagna è la prima regione per vaccinazione delle persone anziane, le più a rischio (il 95% dei decessi ha riguardato in Italia persone con più di 60 anni)»

Pubblicato: 20 mag 2021
Data origine: 19 mag 2021
Macroarea questioni sociali

Il 19 maggio il presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini (Pd) ha scritto su Facebook che la sua regione è la «prima» nelle vaccinazioni delle «persone anziane», che sono peraltro «le più a rischio» considerato che «il 95 per cento dei decessi ha riguardato in Italia persone con più di 60 anni».

Bonaccini associa a queste parole un grafico con le percentuali nelle varie fasce d’età – fonte il Corriere della Sera – da cui però non si evince il primato dell’Emilia-Romagna. Una curiosità: lo stesso grafico è stato condiviso da Bonaccini su Twitter, ma senza rivendicare alcun record.

In ogni caso abbiamo verificato i dati del governo, qui raccolti dal nostro collaboratore Lorenzo Ruffino e aggiornati al 19 maggio*, e Bonaccini ha torto sul presunto primato della sua regione rivendicato su Facebook. Corretta invece la percentuale sui decessi.

Il primato che non c’è

Al 19 maggio l’Emilia-Romagna ha vaccinato con almeno una dose il 93,9 per cento dei suoi over 80, posizionandosi in quinta posizione a livello nazionale, dietro a Veneto (96,9 per cento), Toscana (96,6 per cento), Umbria (96 per cento) e Lombardia (94 per cento).

Nella fascia 70-79 anni la regione guidata da Bonaccini, con l’81,4 per cento di vaccinati con almeno una dose, si colloca sesta, dietro a Veneto (83,2 per cento), Lombardia (82,6 per cento), Puglia (82,4 per cento), Provincia autonoma di Trento (82,3 per cento) e Umbria (81,7 per cento).

Per quanto riguarda infine la fascia di età 60-69 anni, l’Emilia-Romagna con il 58,6 per cento si posiziona decima dietro a Provincia autonoma di Trento (70,5 per cento), Lombardia (70,3 per cento), Veneto (68,8 per cento), Provincia autonoma di Bolzano (68,5 per cento), Valle d’Aosta (66,1 per cento), Molise (65,9 per cento), Puglia (64,9 per cento), Campania (64 per cento) e Lazio (61,7 per cento).

Considerati i posizionamenti in queste tre categorie, è impossibile che l’Emilia-Romagna sia prima in Italia per popolazione over 60 vaccinata con almeno una dose. Ci sono infatti regioni, come il Veneto e la Lombardia, che la sopravanzano in tutte e tre le fasce d’età.

– Leggi anche: Zaia esagera sul Veneto «prima regione» per vaccini

Se guardiamo poi alla popolazione over 70 che ha ricevuto entrambe le dosi (non abbiamo dati aggregati sulla popolazione over 60), l’Emilia-Romagna arriva sesta con il 18,5 per cento (alla pari con l’Abruzzo). Sul podio troviamo invece Liguria (21,3 per cento), Marche (19,5 per cento) e Molise (18,9 per cento).

Vediamo ora la percentuale dei decessi da Covid-19 nella fascia over 60 sul totale.

I decessi da Covid-19 tra gli over 60

Bonaccini ha anche aggiunto che 95 morti da Covid-19 su 100 in Italia hanno riguardato persone con più di 60 anni.

Secondo uno studio dell’Istituto superiore di sanità (Iss), su un campione di 118.592 pazienti positivi alla Covid-19 e deceduti da inizio pandemia al 28 aprile 2021, le vittime di età superiore ai 60 anni sono state 113.258, cioè il 95,5 per cento del totale.

Dunque su questo punto Bonaccini ha ragione.

Il verdetto

Il 19 maggio il presidente dell’Emilia-Romagna ha sostenuto che la sua regione sia «la prima per vaccinazione delle persone anziane» e che il 95 per cento dei decessi sia avvenuto nella popolazione over 60.

La prima parte dell’affermazione è errata: l’Emilia-Romagna non arriva prima né nella fascia di età over 80, né in quella 70-79 anni, né in quella 60-69 anni. Essendoci regioni che la sopravanzano in tutte e tre le categorie, è impossibile che sia suo il primato.

La parte di dichiarazione di Bonaccini sul 95 per cento dei decessi che avrebbe riguardato gli over 60 è invece corretta.

Nel complesso, dunque, Bonaccini si merita un “Nì”.

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*Il database è continuamente aggiornato, pertanto i dati visibili cliccando sul link potrebbero essere diversi da quelli visionati il 19 maggio, al momento della stesura dell'articolo

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