Matteo Salvini

Salvini sbaglia di molto sui «4 milioni» di sfratti bloccati

«Ci sono 4 milioni di italiani proprietari di un appartamento o di un negozio che non si vedono pagare l’affitto, e non c’entra niente con il Covid, da anni»

Pubblicato: 03 mar 2021
Data origine: 01 mar 2021
Macroarea questioni sociali

Il 1° marzo, ospite a Quarta repubblica su Rete 4, il leader della Lega Matteo Salvini ha chiesto (min. 20:22) al nuovo governo – di cui il suo partito fa parte – di allentare il blocco degli sfratti, introdotto dal precedente esecutivo per limitare i danni della crisi causata dal coronavirus.

Secondo l’ex ministro dell’Interno, in Italia sarebbero «4 milioni» i proprietari di un appartamento o di un negozio che, al di là dell’emergenza degli ultimi mesi, «non si vedono pagare l’affitto da anni». Pochi secondi dopo Salvini ha poi ribadito la cifra dei «4 milioni» – riportata in virgolettati anche da testate come La Repubblica e Fanpage – specificando però che «bloccare gli sfratti solo per le vittime economiche del Covid dell’anno scorso è sacrosanto».

Al di là del giudizio politico del leader della Lega su cosa sia giusto o meno fare in relazione agli sfratti, abbiamo verificato che cosa dicono i numeri sugli affitti e gli sfratti. Salvini sbaglia di parecchio.

Di che cosa stiamo parlando

Prima di entrare nel dettaglio delle cifre, vediamo brevemente che cos’è il blocco degli sfratti e come siamo arrivati al dibattito di oggi.

Con il decreto “Cura Italia” di marzo 2020 il governo Conte II aveva sospeso per circa quattro mesi «l’esecuzione dei provvedimenti di rilascio degli immobili, anche a uso non abitativo». Detta in altri termini, aveva vietato fino al 30 giugno 2020 tutti gli sfratti – sia di abitazioni che di negozi o uffici – per non peggiorare le conseguenze sociali ed economiche della crisi. Il blocco valeva anche per procedimenti avviati prima dello scoppio dell’epidemia.

Nella conversione in legge del “Cura Italia”, arrivata ad aprile, il blocco era stato prorogato fino al 1° settembre 2020, scadenza ulteriormente spostata al 31 dicembre 2020 dal decreto “Rilancio”, convertito in legge a luglio dell’anno scorso. A fine 2020 il governo Conte II ha poi approvato il decreto “Milleproroghe”, che ha esteso il provvedimento fino al 30 giugno 2021 (proroga non modificata dalla conversione in legge, avvenuta il 25 febbraio 2021 con la nuova maggioranza).

Il “Milleproroghe” ha però introdotto delle novità rispetto a quanto previsto dal “Cura Italia”. In base alle disposizioni oggi in vigore – da alcuni considerate incostituzionali – rimangono vietati gli sfratti per “morosità”, ossia quelli per mancato pagamento dell’affitto, ma non quelli dovuti per esempio alla scadenza di un contratto di affitto.

È vero, come dice Salvini, che «da anni» in Italia «ci sono 4 milioni di italiani proprietari di un appartamento o di un negozio che non si vedono pagare l’affitto»? La risposta, in breve, è no.

I dati del Ministero dell’Interno sugli sfratti

Orientarsi tra i dati degli sfratti non è semplice, in particolare se si vuole tenere conto anche degli effetti della crisi economica causata dalla Covid-19, su cui non ci sono ancora statistiche aggiornate. Neppure le relazioni tecniche del “Cura Italia” e del “Milleproroghe” contengono stime che provano a quantificare l’impatto del blocco degli sfratti su chi affitta un’immobile.

Per avere un’ordine di grandezza sul fenomeno degli sfratti, possiamo però guardare i dati più aggiornati del Ministero dell’Interno sulle «procedure di rilascio di immobili a uso abitativo» (quelli a uso non abitativo non sono disponibili, ma ci torneremo tra poco) pubblicati a settembre 2020 e relativi al 2019.

Nell’anno precedente all’emergenza coronavirus erano state avanzate circa 100 mila richieste di esecuzione di sfratto per diversi motivi, dalla morosità alla fine del contratto di locazione. Stiamo parlando di una cifra 40 volte inferiore a quella indicata da Salvini in tv.

Nel 2019 era stato emesso un provvedimento di sfratto per circa la metà delle richieste avanzate, mentre ne erano stati eseguiti quasi 26 mila. Se si guarda ai dati degli ultimi anni, si scopre che i numeri sono in continuo calo. Nel 2016, per esempio, le richieste di sfratto erano state quasi 160 mila, i provvedimenti emessi quasi 62 mila, e gli sfratti eseguiti oltre 35 mila (Grafico 1).

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Grafico 1. Dati sui provvedimenti sfratto emessi dal 2016 al 2019 – Fonte: Ministero dell’Interno

I «4 milioni» citati dal segretario della Lega (sebbene parli anche di affitti non ad uso abitativo) sono dunque ben distanti da queste cifre. Molto probabilmente Salvini ha fatto confusione con un altro dato, parlando di «proprietari di un appartamento o di un negozio che non si vedono pagare l’affitto».

I dati sui proprietari di immobili in affitto

Secondo i dati più aggiornati del Ministero dell’Economia (Mef) e dell’Agenzia delle Entrate, contenuti nel rapporto Gli immobili in Italia del 2019, in Italia nel 2016 il totale dei proprietari che avevano dato in affitto un immobile erano 4,3 milioni, un numero di poco superiore ai «4 milioni» indicati da Salvini.

Naturalmente, non è per nulla plausibile che siano tutti nella situazione di non ricevere gli affitti «da anni». L’errore del leader della Lega è stato forse quello di equiparare il numero dei locatori nel nostro Paese con quello di chi non paga l’affitto ai legittimi proprietari.

Finora non ci siamo occupati dei dati specifici sui negozi, una delle categorie di immobili a uso non abitativo. Una stima di quanti siano è contenuta sempre nel rapporto Gli immobili in Italia. Qui si legge che nel 2016 in Italia erano oltre 6 milioni il totale degli immobili dati in affitto, un numero più elevato rispetto ai 4,3 milioni visti sopra perché alcuni proprietari danno in affitto più immobili.

Di questi 6 milioni di immobili, quasi 3,4 milioni erano abitazioni, mentre oltre 800 mila erano negozi o botteghe, l’altra categoria citata da Salvini in tv. Sommando questi dati arriviamo anche qui a una cifra non molto superiore ai «4 milioni». Ma ancora una volta stiamo parlando del totale degli affitti di un certo tipo, non di chi «da anni» non paga l’affitto e rischia lo sfratto.

Le famiglie che vivono in affitto

L’esagerazione dell’ex ministro dell’Interno è evidente anche se si guardano le statistiche sulle famiglie che vivono in affitto.

Secondo i dati Istat più aggiornati – non confrontabili con quelli del Mef per la diversa metodologia utilizzata – a fine 2019 le famiglie residenti nel nostro Paese erano circa 25,7 milioni, di cui il 18,4 per cento viveva in abitazioni in affitto. Stiamo dunque parlando di circa 4,7 milioni di famiglie. Di nuovo, è implausibile che siano tutte indietro di anni con i pagamenti.

Nel 2019 oltre 726 mila famiglie erano in condizioni di povertà assoluta, ossia quelle potenzialmente più esposte all’impossibilità di rispettare un contratto di affitto. Anche ipotizzando – senza avere dati a sostegno – che tutte queste famiglie nel 2020 si fossero viste recapitare un provvedimento di sfratto o fossero indietro nei pagamenti “da anni”, stiamo parlando di un numero molto più basso di «4 milioni».

Il verdetto

Il leader della Lega Matteo Salvini ha chiesto al nuovo governo di allentare il blocco degli sfratti, dicendo che «da anni» nel nostro Paese, al di là dell’emergenza coronavirus, «ci sono 4 milioni di italiani proprietari di un appartamento o di un negozio che non si vedono pagare l’affitto». Abbiamo verificato e questo dato è sbagliato.

Molto probabilmente Salvini ha confuso il numero di quanti in Italia affittano uno o più immobili di loro proprietà (circa 4,3 milioni) o delle famiglie che affittano una casa (circa 4,7 milioni) con quello di chi non paga regolarmente l’affitto e rischia lo sfratto.

Secondo i dati più aggiornati, nel 2019 sono state avanzate circa 100 mila richieste di sfratto per immobili a uso abitativo e quasi la metà di queste richieste è stata confermata in un provvedimento, mentre gli sfratti eseguiti sono stati quasi 26 mila. Questi dati sono in continuo calo negli ultimi anni.

Anche guardando altre statistiche – come il totale degli immobili affittati per uso non abitativo e quelli affittati da famiglie povere – è evidente l’esagerazione fatta dal leader della Lega.

In conclusione, Salvini si merita un “Pinocchio andante”.

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