Emanuele Fiano

No, con i governi di centrosinistra non sono diminuiti «tutti i reati»

«Con i governi di centrosinistra sono diminuiti tutti i reati»

Pubblicato: 07 feb 2020
Data origine: 07 feb 2020
Macroarea giustizia

Il 7 febbraio, in un’intervista al Corriere della Sera, il deputato del Partito democratico Emanuele Fiano ha detto che «con i governi di centrosinistra sono diminuiti tutti i reati».

Ma è davvero così? Abbiamo verificato.

Che cosa dice l’Istat

Nella scorsa legislatura, il centrosinistra – in alleanza con partiti di centrodestra – ha governato con i tre esecutivi guidati da Enrico Letta (dal 28 aprile 2013 al 21 febbraio 2014), Matteo Renzi (dal 22 febbraio 2014 al 12 dicembre 2016) e Paolo Gentiloni (dal 12 dicembre 2016 al 1° giugno 2018).

Vediamo dunque come sono cambiati i numeri dei reati tra il 2013 e il 2017, utilizzando le statistiche Istat sui delitti denunciati dalle forze di polizia all’autorità giudiziaria (che non tengono dunque conto del successivo percorso giudiziario dei fatti segnalati) [1].

Nel 2013 i delitti denunciati sono stati in totale 2.892.155, scesi a 2.812.936 nel 2014, 2.687.249 nel 2015, 2.487.389 nel 2016 e 2.429.795 nel 2017. In quattro anni c’è stato dunque un calo di 462.360 delitti denunciati, pari a un -16 per cento.

La diminuzione c’è stata anche in molte delle varie sottocategorie principali dei delitti denunciati, ma non in tutte, come vedremo tra poco.

Tra il 2013 e il 2017, gli omicidi volontari sono passati da 502 a 368 (-26,7 per cento); i tentati omicidi da 1.222 a 1.098 (-10,1 per cento); le lesioni dolose da 66.317 a 64.814 (-2,3 per cento); i sequestri di persona da 1.353 a 1.039 (-23,2 per cento); i reati di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione da 1.170 a 763 (-34,8 per cento).

Anche i furti e le rapine sono calati, passando rispettivamente da 1.554.777 a 1.265.678 (-18,6 per cento) e da 43.754 a 30.564 (-30,1 per cento), come anche i reati denunciati per associazione per delinquere (-22,8 per cento, da 792 a 611) e quelli ricettazione (-20,8 per cento, da 25.275 a 20.022).

Ci sono però delle categorie in cui i numeri sono saliti. Tra il 2013 e il 2017, le violenze sessuali sono infatti aumentate da 4.488 a 4.634 (+3,1 per cento), mentre le estorsioni sono passate da 6.884 a 8.496 (+19 per cento). Le truffe e le frodi informatiche hanno registrato un +14,3 per cento (da 140.614 a 164.157), mentre i delitti informatici un +11 per cento (da 9.421 a 10.856).

Ricapitolando: è vero che tra il 2013 e il 2017, con i governi Letta, Renzi e Gentiloni, i delitti denunciati dalle forze di polizia all’autorità giudiziaria sono scesi nel complesso del 16 per cento, con cali significativi in diverse importanti sottocategorie (omicidi, rapine, furti), ma alcuni reati hanno anche registrato degli aumenti.

Bisogna però sottolineare, come abbiamo più volte scritto in passato, che quando si parla degli effetti delle politiche pubbliche – in questo caso quelle relative alla sicurezza – correlazione non significa causazione. In sostanza, i numeri visti sopra danno una fotografia di quanto è successo in Italia tra il 2013 e il 2017, ma di per sé non possono dire – come lascia intendere Fiano – che il merito (o il demerito) sia di chi ha governato e delle misure approvate.

Il verdetto

Secondo Emanuele Fiano, «con i governi di centrosinistra sono diminuiti tutti i reati». Questa frase è imprecisa.

Da un lato, è vero che tra il 2013 e il 2017 (con i governi Letta, Renzi e Gentiloni) il numero totale dei delitti denunciati dalle forze di polizia all’autorità giudiziaria è sceso del 16 per cento; dall’altro è anche vero che nonostante la diminuzione della maggior parte delle sottocategorie di reato (dagli omicidi volontari ai tentati omicidi, passando per i furti e le rapine), alcune hanno registrato numeri in crescita (come quelli relativi alle violenze sessuali e alle estorsioni).

Inoltre è semplicistico interpretare una correlazione tra la presenza al governo del centrosinistra e il calo dei reati con un legame di causa-effetto. Il calo – o l’aumento – del numero dei reati può infatti essere in parte spiegato dalle politiche intraprese dai governi tra il 2013 e dal 2017, ma anche da altri fattori, indipendenti dalle azioni dei vari esecutivi.

In conclusione, Fiano si merita un “Nì”.


[1] Seleziona periodo: 2013-2017

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