Gian Marco Centinaio

L’agricoltura esporta sempre più?

«A livello di export l’agricoltura è quella che negli anni è sempre cresciuta».

Pubblicato: 09 apr 2019
Data origine: 01 apr 2019
Macroarea economia

Il 1° aprile 2019, in occasione del 30° Congresso Nazionale della Federazione Italiana Cuochi, il ministro per le Politiche Agricole Gian Marco Centinaio ha parlato dell’export italiano. Secondo il ministro e senatore della Lega, tra le merci esportate, la quota di prodotti italiani legati all’agricoltura «è sempre cresciuta» negli anni.

Ma è davvero così? Le esportazioni di prodotti agricoli sono sempre cresciute?

Esportare, esportare, esportare

Partiamo da una buona notizia. Negli ultimi quindici anni, il volume totale delle esportazioni italiane è aumentato in modo costante. Infatti, se nel 2003 il nostro Paese esportava prodotti per un valore pari a 264,6 miliardi di euro, nel 2018 il valore dell’export ha raggiunto la cifra di 462,9 miliardi di euro. Una crescita pari a circa il 53,3 per cento.

L’unica battuta di arresto si è avuta nel periodo 2009-2010, a causa della crisi economica. Nel 2009, l’export si è ridotto del 20,9 per cento. Negli anni successivi l’export italiano è sempre cresciuto di almeno un punto percentuale rispetto all’anno precedente, ad eccezion fatta per il 2013 (anno in cui la crescita è stata zero).

graph

Grafico 1: Valore delle esportazioni italiane tra il 2003 e il 2018 - Fonte: Istat e Ministero dello Sviluppo economico

Non solo.

Dal 2012 ad oggi, il saldo della bilancia commerciale italiana - cioè la differenza tra le esportazioni e le importazioni - è sempre risultato positivo. Ciò vuol dire che le economie del resto del mondo hanno consumato più prodotti italiani di quanto noi abbiamo consumato prodotti di origine straniera.

Grafico 2: Confronto tra il valore delle esportazioni e delle importazioni italiane per il periodo 2009-2018 (dati in milioni di euro) – Fonte: Ministero dello Sviluppo economico

Export agricolo: bene ma non benissimo

Veniamo all’«agricoltura» di cui parla Centinaio. Le esportazioni dei prodotti agricoli italiani hanno seguito negli anni un trend che riflette, almeno in parte, quello dell’export complessivo del nostro Paese.

Infatti, così come avvenuto per il totale delle esportazioni, anche la vendita dei prodotti agricoli verso l’estero è calata considerevolmente nel 2009. La battuta di arresto è però stata minore rispetto a quella subita dall’export italiano totale (-13,8 per cento per i prodotti agricoli contro il -20,9 per cento subito dal totale delle esportazioni).

Tabella 1: Interscambio commerciale dell’Italia nel settore dell’agricoltura per il periodo 2007-2016 (valori in milioni di euro) – Fonte: Ministero dello Sviluppo economico

Al contrario dell’export generale però, la crescita delle esportazioni di prodotti agricoli è diminuita anche in anni seguenti alla crisi del 2009. Ad esempio, nel 2014, si è registrata una decrescita rispetto all’anno precedente pari allo 0,8 per cento. Al calo del 2014 si aggiunge poi quello ben più consistente del 2018. Secondo le elaborazioni su dati Istat dell’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (Ismea), l’export dell’agricoltura sarebbe calato nel 2018 del 4,9 per cento [1] rispetto all’anno precedente.

Ad ogni modo, anche se il valore non è sempre cresciuto rispetto agli anni precedenti, l’export italiano mostra un trend di crescita positivo dal 2009 al 2018. Sempre secondo l’elaborazione realizzata da Ismea, il valore dei prodotti agricoli venduti all’estero dall’Italia è passato, in questo lasso di tempo, da 4,614 miliardi di euro a 6,764 miliardi di euro [1] (+31,8 per cento).

Gian Marco Centinaio sottolinea la crescita dell’export agricolo, come se esso sia almeno in parte un’eccezione. In realtà, l’export di prodotti agricoli ha mostrato nel corso degli anni una tendenza stabile al rialzo, ma non è un comportamento che spicca: la tendenza è uguale anche nell’export in generale.

Le importazioni pesano

Il sistema agroalimentare non comprende i soli prodotti agricoli. Sono infatti inclusi in questa categoria sicuramente i prodotti di natura animale o vegetale (cereali, pollami, frutti, ecc.), ma, parlando di agroalimentare, si fa riferimento anche ai prodotti lavorati che derivano dalla produzione agricola (alcolici, formaggi, olii, ecc.).

Abbiamo già visto come l’export nel settore agricolo sia, in genere, in crescita da diversi anni. Ma bisogna notare un aspetto molto importante, per avere un quadro completo della situazione: nell’agricoltura, il saldo commerciale degli ultimi anni è sempre stato negativo. In altre parole, continuiamo a importare molti più prodotti (agricoli o agroalimentari) di quanti ne esportiamo.

Vediamo quali sono le cause di questo squilibrio. Mentre nel 2018 l’import dei soli prodotti agricoli era circa il doppio [1] del suo export, il rapporto importazioni/esportazioni nella più ampia categoria dei prodotti agroalimentari era di 1,1 [1], in netto recupero rispetto al 2011.

Grafico 3: Differenza del valore delle esportazioni e delle importazioni agroalimentari italiane per il periodo 2007-2018 (valori in milioni di euro) – Fonte: Ministero Sviluppo economico

Le difficoltà del saldo commerciale dei prodotti agroalimentari, insomma, sono dovute in particolare allo squilibrio che esiste tra export e import di prodotti agricoli. Invece che fare da traino, la sovra-importazione di prodotti agricoli rispetto alle esportazioni porta il saldo commerciale agroalimentare ad essere negativo.

Il verdetto

Il ministro per le Politiche agricole Centinaio ha dichiarato che l’export dell’agricoltura è sempre cresciuto negli anni. In realtà, oltre al calo ciclico avvenuto nel 2009, l’export agricolo ha subito due rallentamenti nel 2014 (-0,8 per cento rispetto al 2013) e, in maniera più consistente, nel 2018 (stimato nel -4,9 per cento rispetto al 2017). Nel complesso, comunque, il valore delle esportazioni di prodotti agricoli è aumentato dalla crisi del 2009 a oggi del 31,8 per cento. Insomma, pur non avendo registrato una crescita di segno più anno per anno, il trend generale dell’export agricolo italiano è positivo.

Gian Marco Centinaio merita quindi un “C'eri quasi”.


[1] Consultare pag. 3 del report (qui scaricabile).

Logo
Logo
Logo
Logo