Massimiliano Fedriga  -  No, la pressione fiscale slovena non è la metà di quella italiana

 
«In Slovenia abbiamo una pressione fiscale complessiva che è la metà della nostra». (min. 58'32")
  economia | Pubblicato:06.09.2018 | Origine:04.09.2018 | Fonte dichiarazione

Durante un intervento nella trasmissione televisiva In Onda, su La7, il presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga (Lega) ha parlato dell'attuale situazione economica del Paese, della pressione fiscale e della delocalizzazione delle aziende italiane all’estero. Nel fare riferimento, nello specifico, alla pressione fiscale complessiva, ha dichiarato che in Slovenia i valori sono la metà di quelli italiani.

Vediamo che cosa dicono i dati.

Di cosa stiamo parlando?

La pressione fiscale misura il totale delle risorse raccolte dallo Stato e dagli enti pubblici locali per il finanziamento della spesa pubblica. Non misura quindi la percentuale di tasse pagate dai cittadini in rapporto al proprio reddito, quanto piuttosto l’ammontare complessivo delle tasse. Si esprime di solito in percentuale rispetto al Prodotto interno lordo (Pil).

Italia e Slovenia a confronto

L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE, o OECD secondo la sigla inglese) raccoglie diverse informazioni e dati riguardo la tassazione nei suoi 36 Stati membri. Sia Italia che Slovenia ne fanno parte: possiamo quindi consultare i dati che permettono il confronto.

Iniziamo dal nostro Paese. Nel 2016, ultimo anno disponibile per entrambi i Paesi, la pressione fiscale era al 42,9%. Il dato è in lieve diminuzione rispetto ai due anni precedenti quando, rispettivamente, il valore era pari a 43,3% (2015) e 43,5% (2014). Per il 2017, i dati grezzi pubblicati dall’Istat parlano di un ulteriore, leggero calo, fino al 42,5 per cento.

Passiamo ora alla Slovenia. Nel 2016, riporta l’OCSE, la pressione fiscale si è attestata al 37%, in leggero aumento rispetto al 2015 (36,6%) e al 2014 (36,5%).

Tabella 1: Pressione fiscale Italia e Slovenia nel 2014, 2015 e 2016 - Fonte: OECD

Come è evidente, i dati non sono in linea con il rapporto di due a uno citato da Fedriga. La pressione fiscale slovena, infatti, non corrisponde alla metà di quella italiana. Al contrario, tra le due, esiste una differenza che negli ultimi anni si è aggirata intorno ai 5-7 punti percentuali.

Gli unici Paesi che, nel 2016, riportano una pressione fiscale che corrisponde alla metà (o meno) di quella italiana sono il Cile (pressione fiscale al 20,4%) e il Messico (pressione fiscale al 17,2%).

La total tax rate

C’è però un’ipotesi che permette di spiegare a che cosa Fedriga potesse voler fare riferimento.

Il governatore ha nominato la pressione fiscale all’interno di un discorso più ampio. Interrogato dal conduttore, Fedriga ha affrontato uno degli argomenti caldi degli ultimi mesi: la delocalizzazione delle imprese italiane all’estero. Ha fatto allusione ad alcune imprese (senza specificarne nome, quantità o ambito di attività) che, pur avendo la propria sede nella regione da lui amministrata, sono potenzialmente interessate a trasferirsi all’estero (e, in particolare, in Slovenia) per usufruire di vantaggi fiscali.

Come abbiamo visto, la pressione fiscale identifica la dimensione del prelievo che, complessivamente, viene fatto dallo Stato e dagli enti pubblici, in rapporto al totale del Pil. Se, come sembra voler fare Fedriga, si vuole invece ragionare sul prelievo fiscale che interessa le aziende, viene in aiuto un altro indicatore economico.

La tassazione complessiva delle imprese (total tax rate), di cui abbiamo già parlato in precedenza, identifica la percentuale di tasse e contributi sui profitti commerciali che le aziende devono versare allo Stato.

I dati, raccolti dalla Banca Mondiale, delineano lo scenario italiano e quello sloveno.

Nel 2017, anno più recente preso in analisi, il total tax rate italiano per le imprese è calcolato al 48%. Nei due anni precedenti questo stesso valore era più elevato, toccando il 62% nel 2016 e il 64,8% nel 2015. Prendiamo ora in esame, nello stesso periodo, la situazione relativa alla Slovenia. Nel 2017, così come nel 2016 e del 2015, il total tax rate si è mantenuto al 31%.

La media europea durante i tre anni presi in esame è sempre stata intorno al 40,5%. L’Italia, quindi, ha visto solo di recente un avvicinamento ai valori medi UE, che erano precedentemente a una ventina di punti di distanza. La total tax rate slovena, invece, negli ultimi tre anni è sempre stata al di sotto della media europea.

Tabella 2: Total tax rate per le imprese italiane e slovene, 2015-2017 - Fonte: Banca Mondiale

Il confronto tra i due Paesi mostra come, nel 2015 e nel 2016, le percentuali della total tax rate per le imprese slovene fossero circa la metà di quelle italiane (64,8% e 62% per il nostro Paese contro il 31% per la Slovenia).

Nel 2017, però, si assite ad un cambiamento.

Come sottolinea il comunicato stampa del rapporto Paying Taxes 2018 pubblicato dalla Banca Mondiale, l’Italia rientra tra le 32 economie che hanno registrato una diminuzione dei valori della total tax rate. La diminuzione di 14 punti percentuali rispetto ai valori del 2016 viene principalmente collegata agli «sgravi contributivi per le assunzioni a tempo indeterminato».

Quindi, nel 2017, la total tax rate slovena non equivaleva (più) alla metà di quella italiana.

Il verdetto

Massimiliano Fedriga, Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, durante la trasmissione In Onda ha dichiarato che la pressione fiscale complessiva slovena è la metà di quella italiana.

I dati forniti dall’Ocse non danno ragione all’esponente della Lega. Infatti, guardando agli ultimi dati utili per il confronto e relativi al 2016, la pressione fiscale italiana era pari al 42,9% mentre in Slovenia era al 37%. Parlando della delocalizzazione delle aziende italiane all’estero, Massimiliano Fedriga voleva forse fare riferimento alla total tax rate per le imprese (la percentuale di tasse e contributi sui profitti che le aziende versano allo Stato per finanziare la spesa pubblica). In questo caso avrebbe avuto parzialmente ragione: nel 2015 e nel 2016 i valori sloveni erano pari a circa la metà dei corrispettivi italiani. Questa tendenza, però, non vale per il 2017.

Anche se c’è una spiegazione plausibile per l’errore, il confronto della pressione fiscale è molto scorretto. “Pinocchio andante” per Massimiliano Fedriga.

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Pinocchio andante
«In Slovenia abbiamo una pressione fiscale complessiva che è la metà della nostra»
La7
martedì 4 settembre 2018

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