Paolo Gentiloni  -  Gentiloni ha ragione sul crollo degli sbarchi, meno su quello dei m...

 
“Abbiamo ridotto dell’80% gli sbarchi e i morti in mare rispetto alla situazione precedente" (min. 22.55)
  questioni sociali | Pubblicato:15.05.2018 | Origine:06.05.2018 | Fonte dichiarazione

Durante il programma televisivo “Che tempo che fa” il presidente del Consiglio uscente, Paolo Gentiloni, ha affermato che negli ultimi mesi in Italia gli sbarchi si siano ridotti dell’80%, e così anche e i morti in mare.

Gentiloni non fa un confronto anno su anno, o governo su governo, ma parla genericamente di risultati “rispetto alla situazione precedente”. Vediamo che cosa dicono i numeri.

La situazione da inizio anno

Gli sbarchi

L'ipotesi più probabile è che Gentiloni faccia riferimento ai dati del Ministero dell’Interno sul numero di migranti sbarcati sulle nostre coste dall’inizio dell’anno ai primi di maggio, al momento della sua dichiarazione. I dati vengono forniti mensilmente oppure giorno per giorno, ma questi ultimi sono successivamente resi non disponibili. Concentriamoci dunque su quelli mensili aggiornati ad aprile incluso.

Da gennaio a fine aprile 2017 erano arrivate nel nostro Paese 37.235 persone, mentre dal 1° gennaio al 30 aprile 2018 ne sono arrivate 9.467. Dunque il calo, a fine aprile, era del 74,57%.

La percentuale così alta - vicina all'80% citato da Gentiloni - dipende almeno in parte dal fatto che la prima metà del 2017, presa come periodo di confronto, è stato il momento negli ultimi anni in cui il volume degli sbarchi è stato maggiore. Poi, nell’estate del 2017, vi è stato un accordo del governo italiano con le tribù libiche che ha portato al crollo degli sbarchi, già a partire da luglio e in modo più marcato da agosto in avanti.

Nel 2018 - considerando che al 9 maggio si contano 9.781 persone sbarcate sulle coste italiane - si può ipotizzare che, se il flusso migratorio manterrà l’andamento dei primi mesi, non si supereranno i 30 mila arrivi, contro i 119.369 del 2017 e i 181.436 del 2016.

Morti e dispersi

Riguardo ai morti e dispersi in mare, secondo i dati UNHCCR - considerando la medesima finestra temporale che abbiamo utilizzato per confrontare il numero di arrivi - sono stati 363 da inizio gennaio a fine aprile 2018, contro i 1.087 dei primi quattro mesi del 2017: una diminuzione del 66%.

Guardando ai - drammatici - numeri di morti e dispersi dunque una diminuzione c'è, anche se la percentuale è inferiore a quella data da Gentiloni. Ma se si confrontano i dati su morti e dispersi in rapporto al totale degli arrivi, scopriamo che nel 2018 la percentuale di chi non ce l’ha fatta è più elevata rispetto al 2017: il 38,6 ogni mille rispetto al 29,2 ogni mille.

Il verdetto

Gentiloni ha sostanzialmente ragione per quanto riguarda il calo degli sbarchi: il -75% di fine aprile è un dato vicino all'80% citato dal premier uscente. Sui morti e dispersi in mare la situazione è più sfumata: è vero che nei primi quattro mesi ci sia stato un calo del 66% dei morti, in numero assoluto. Tuttavia il rapporto tra numero di sbarchi e numero di morti e dispersi è peggiorato, passando dal 3% circa al 4% circa. Nel complesso Gentiloni merita comunque un “C'eri quasi”.

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C'eri quasi
«Abbiamo ridotto dell’80% gli sbarchi e i morti in mare rispetto alla situazione precedente»
Che Tempo che Fa, Rai
domenica 6 maggio 2018

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