Luca Zaia  -  Zaia ha ragione sui record nella produzione di vino

 
"Non è un caso che la più grande Fiera del vino sia in Italia e nel Veneto perché l’Italia è il primo produttore del mondo con 40 milioni di ettolitri e il Veneto è il primo produttore d’Italia con 8,5 milioni di ettolitri".
  economia | Pubblicato:19.04.2018 | Origine:15.04.2018 | Fonte dichiarazione

Luca Zaia, governatore del Veneto, ha inaugurato a Verona lo stand della regione alla fiera vitivinicola Vinitaly. Zaia è quindi intervenuto su Twitter rivendicando a quella veneta il primato della fiera “più grande”, oltre a sottolineare i record di Italia e Veneto nella produzione vinicola.

Abbiamo verificato l’accuratezza delle sue affermazioni.

La più grande? Dipende

Vinitaly è sicuramente una fiera con una storia e numeri molto rilevanti nel panorama vitivinicolo internazionale. Se sia effettivamente la più grande in assoluto, però, dipende dai parametri di giudizio usati, come numero di espositori, Paesi rappresentati, numero di operatori e così via.

Vediamo se possiamo fare una classifica, basandoci su dati che siamo riusciti a reperire sui siti delle fiere o che abbiamo chiesto direttamente ai loro addetti. I dati si riferiscono a ciascuna delle edizioni più recenti (2017 o 2018).

Maggiori ferie viti-vinicole del mondo

Vinitaly è al primo posto per quanto riguarda il numero di operatori professionali – 128.000, più di chiunque altro. Se guardiamo ad altri parametri, però, il primato di Vinitaly viene meno. La fiera veneta viene infatti superata da diverse altre manifestazioni.

ProWein in Germania, per esempio, può vantare più Paesi produttori (64 contro i 33 di Vinitaly), più espositori rappresentati (6.870 contro 4.319 della fiera veronese), e più responsabili acquisti (35.124 rispetto a 30.200 di Vinitaly).

Anche la francese Vinexpo supera Vinitaly alle voci “Paesi produttori” e “responsabili acquisti”. La fiera di Bordeaux, infatti, con 40.500 buyer - oltre 10.000 in più rispetto a Vinitaly e 5.000 in più di ProWein - vanta il maggiore numero in assoluto di operatori incaricati degli acquisti di vino. E forse questo è anche uno degli aspetti che contribuiscono a spiegare il vantaggio dell’industria francese del vino in alcuni mercati emergenti importanti come la Cina.

Va letta in questo contesto la decisione di Vinitaly di organizzare eventi fieristici collegati alla kermesse veronese negli Stati Uniti, in Russia e a Hong Kong Kong. L’iniziativa serve infatti anche a ridurre le distanze con Vinexpo, che ha già dato vita a fiere “satellite” in centri nevralgici come New York, Tokyo e Hong Kong.

A proposito di Cina, bisogna poi notare che le due maggiori fiere che si svolgono nel Paese, nate nemmeno dieci anni fa, già mostrano numeri interessanti. Le fiere di Hong Kong e Guangzhou hanno ad esempio superato il Vinitaly per numero di Paesi produttori – rispettivamente 38 e 52 contro 33 - anche se per numero di buyer sono ancora lontane dai numeri di Bordeaux, Düsseldorf e Verona.

Vinitaly, nel complesso, primeggia dunque per numero di operatori professionali ma è seconda come numero di espositori, terza come numero di buyer e solo sesta come numero di Paesi produttori rappresentati.

Il vino italiano nel mondo

Se la posizione di Vinitaly fra le fiere mondiali di settore dipende dai criteri di misurazione, la posizione dell’Italia nella classifica dei maggiori produttori mondiali di vino è invece assodata. Secondo i dati sulla congiuntura vitivinicola mondiale pubblicati dalla Organisation Internationale de la Vigne et du Vin, nel 2017 l’Italia si è confermata per il terzo anno consecutivo il primo produttore al mondo di vino, con 39,3 milioni di ettolitri, seguita dalla Francia, con 36,7 milioni di ettolitri, e dalla Spagna, con 33,5 milioni di ettolitri.

Zaia arrotonda la cifra dell’Italia a 40 milioni di ettolitri e ha sostanzialmente ragione. Da notare che tutti e tre i maggiori produttori mondiali hanno registrato dei cali abbastanza netti della produzione nel 2017 rispetto all’anno precedente, a causa delle condizioni climatiche sfavorevoli. Le flessioni vanno dal 23 per cento dell’Italia, al 19 per cento della Francia, al 15 per cento della Spagna.

Se invece della quantità in ettolitri di vino prodotto, però, si guarda al valore in euro dello stesso vino venduto, è invece la Francia a guidare la classifica mondiale. Secondo le stime de “I numeri del vino”, un blog specializzato, il fatturato dei vini francesi venduti nel mondo nel 2016 è ammontato complessivamente a 25,6 miliardi di euro. L’Italia, che è seconda nella classifica del fatturato, ha ricavato dalle proprie vendite poco più della metà della Francia, vale a dire 13,9 miliardi di euro.

Se si guarda alla media dei fatturati annuali del decennio 2006-2016, emerge chiaramente che il maggiore fatturato dei produttori francesi costituisce una tendenza consolidata che i loro concorrenti italiani non sono ancora riusciti a scalfire, nonostante l’Italia abbia superato la Francia per volumi di vino prodotto. Il ricavo medio dei vini francesi risulta infatti di 23,1 miliardi di euro l’anno, più del doppio rispetto ai 10,5 miliardi di euro dell’Italia e oltre quattro volte i 5,3 miliardi di euro degli Stati Uniti, terzi nella classifica del valore.

Il vino veneto in Italia

Per quanto riguarda la produzione vitivinicola su scala regionale, secondo i dati Istat, citati da “I numeri del vino” e riferiti al 2016, ultimo anno per il quale sono disponibili cifre ufficiali complete, il Veneto ha primeggiato in Italia con 10,14 milioni di ettolitri prodotti, seguito dalla Puglia e dall’Emilia Romagna, rispettivamente con 8,79 e 7,03 milioni di ettolitri.

Il volume di 8,5 milioni di ettolitri citato da Zaia si riferisce a stime per il 2017, non ancora confermate, e che a seconda delle fonti variano da 8,37 milioni a 8,9 milioni di ettolitri.

Il Veneto vanta non solo la maggiore produzione quantitativa di vino in Italia, ma anche la maggiore redditività della propria produzione. Secondo la “Indagine sul settore vinicolo” da poco pubblicata da Mediobanca, infatti, il rendimento del capitale investito (ROI) delle aziende vitivinicole venete è del 9,4 percento, il più alto fra le 155 aziende con oltre 25 milioni di euro di fatturato ciascuna censite, seguito dalle aziende toscane e del Trentino Alto Adige, con ROI rispettivamente dell’8,7 percento e del 7,2 percento.

Anche nel caso del contributo che il Veneto dà alla produzione vinicola italiana, le dichiarazioni di Zaia possono considerarsi sostanzialmente corrette.

Il verdetto

Le dichiarazioni su Twitter del governatore del Veneto Luca Zaia, in conclusione, sono sostanzialmente corrette per quanto riguarda i dati sulla produzione vitivinicola: l’Italia è in effetti il primo produttore mondiale e il Veneto la regione con la produzione quantitativamente più importante. Più discutibile invece la parte di dichiarazione sul primato di Vinitaly fra le maggiori fiere del vino in ambito internazionale, che dipende dai parametri che si sceglie di adottare. Nel complesso, comunque, Zaia merita un “C’eri quasi”.

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Bibliografia per la tabella delle maggiori fiere vitivinicole mondiali

Vinitaly: tutti i dati citati, meno l’anno di fondazione, sono presenti a questo link

Vinexpo: numero di espositori, paesi produttori e buyer sono presenti a questo link. Il numero di operatori professionali è contenuto in questo PDF.

ProWein: numero di espositori e paesi produttori sono presenti a questo link. Il numero di operatori professionali e di buyer è stato da noi calcolato in base a dati comunicati a noi dalla fiera.

Interwine: il numero di espositori, paesi produttori e operatori professionali è presente a questo link. Il numero di buyer, come indicato in tabella, non è disponibile.

Hong Kong International Wine and Spirits Fair: il numero di espositori e paesi produttori è presente a questo link. Il numero di buyer si trova in fondo a questa pagina del loro sito. Il numero di operatori professionali, come indicato in tabella, non è disponibile.

Japan Gourmet & Wine: tutti i dati citati, meno l’anno di fondazione, sono presenti a questo link. Il numero di buyer, come indicato in tabella, non è disponibile.

London Wine Fair: il numero di paesi produttori è presente a questo link. Gli altri dati ci sono stati comunicati dall’ufficio stampa della fiera.

Fenavin: il numero di operatori professionali è presente a questo link. Il numero di espositori si può trovare in questo PDF. I buyer si possono calcolare sommando i numeri di buyer internazionali invitati (1.022) + buyer internazionali andati di loro iniziativa (3.105) + buyer spagnoli (13.773) = 17.900, indicati anche in questo comunicato stampa.

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domenica 15 aprile 2018

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