Pier Carlo Padoan  -  Padoan sbaglia, il debito in Italia non è un’eccezione

 
«Vi ricordo che in tutti gli altri Paesi il debito continua a salire. Noi siamo il Paese che c’ha l’etichetta “Paese ad alto debito”: è vero, ma è anche il Paese in cui il debito ha smesso di salire» (7’ 04’’)
  economia | Pubblicato:25.09.2017 | Origine:19.09.2017 | Fonte dichiarazione

In un incontro di presentazione degli effetti nel 2017 del cosiddetto “Piano Impresa 4.0”, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha illustrato brevemente alcuni risultati economici dell’Italia. In particolare, Padoan ha detto che i conti pubblici italiani vanno migliorando.

Sul fronte del debito pubblico, la crescita di quello italiano si sarebbe interrotta, a differenza di quanto accadrebbe negli altri Paesi. Ma davvero l’Italia è in una situazione eccezionale?

Il debito pubblico italiano

È senza dubbio vero che l’Italia sia uno dei Paesi con il più alto debito pubblico al mondo, in rapporto al Prodotto interno lordo. Tra i Paesi Ocse, l’Italia era terza nel 2015 dietro a Giappone e Grecia. Allargando lo sguardo a tutto il mondo la situazione dell'Italia non migliora di molto, venendo superata solo dal Libano secondo la classifica del Fondo Monetario Internazionale per lo stesso anno.

Come possiamo ricostruire l’andamento del debito pubblico negli ultimi anni? In numeri assoluti, il totale è fornito ogni mese dalla Banca d’Italia. Le cifre a partire dalla fine del 2015 sono riassunte nel grafico successivo (quelle contrassegnate da un asterisco sono ancora provvisorie).

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Come si vede, il totale in euro del debito pubblico italiano non mostra una curva particolarmente stabile o addirittura discendente negli ultimi mesi. Se guardiamo alla cifra grezza, il totale continua a crescere, fino a sfiorare i 2.300 miliardi di euro nei dati provvisori di luglio 2017 (gli ultimi disponibili).

Padoan, infatti, non si riferiva con ogni probabilità alla cifra totale. Il debito pubblico viene solitamente considerato non in numeri assoluti, ma in rapporto al Prodotto interno lordo. Questo è il rapporto in cui, ad esempio, il debito pubblico viene considerato nei parametri di Maastricht, secondo i quali i Paesi dell’euro devono avere un rapporto debito/Pil del 60 per cento o avvicinarsi comunque a quella cifra.

Vediamo l’andamento del debito pubblico italiano negli ultimi tempi, in percentuale rispetto al Pil. I dati vengono dal database Eurostat.

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L’andamento trimestrale degli ultimi due anni circa non mostra una traiettoria chiara, ma se si confrontano i dati del primo trimestre 2017 con quelli degli anni precedenti si vede in effetti una situazione stabile, poco sotto il 135 per cento del Pil. Questa stabilità è confermata anche se si guarda alle medie annuali, come si vede anche da una pubblicazione recente del MEF.

Fonte: MEF, Ammontare e composizione del debito pubblico al 31 dicembre 2016, p. 2.

L’Italia è un’eccezione?

Come sono andate le cose negli altri Paesi (partendo dal presupposto che Padoan faccia riferimento alle economie europee) è riassunto nel grafico successivo, che riporta i dati trimestrali per le maggiori economie UE.

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Dalla fine del 2014, come si vede, anche i principali Paesi UE hanno avuto un andamento sostanzialmente stabile. La Germania mostra addirittura un calo costante. Parziale eccezione è rappresentata dalla Francia, che ha visto il rapporto debito/Pil aumentare di circa due punti percentuali tra primo trimestre 2015 e primo trimestre 2017.

Queste osservazioni sono confermate anche guardando all’ultimo dei bollettini periodici della Commissione Europea sull’economia dell’Unione. Quello dedicato al debito pubblico notava un aumento complessivo per tutta la UE tra l’ultimo trimestre del 2016 e il primo del 2017, ma assai contenuto (89,5% contro 89,2%).

Rispetto a un anno prima, la grande maggioranza dei Paesi UE hanno visto diminuire la percentuale del debito pubblico in rapporto al Pil: ben 20 Paesi su 28. Le eccezioni - riportate nella tabella finale - sono Francia, Regno Unito (un modesto +0,4%), Portogallo e Polonia, più Slovacchia, Lussemburgo, Lettonia e Croazia.

Se allarghiamo lo sguardo agli ultimi anni, invece di concentrarci sui dati trimestrali, la situazione è riassunta nel grafico successivo.

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Le cose sono andate in modo simile in tutte le principali economie europee: un grande aumento negli anni della crisi, a cui ha fatto seguito una sostanziale stabilizzazione a partire dal 2014. La Germania, come già notato, ha invertito la tendenza molto prima ed è tornata a piegare il suo rapporto debito/Pil con costanza già dal 2012.

Il verdetto

Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha dichiarato che il debito pubblico italiano “ha smesso” di aumentare, mentre in “tutti gli altri Paesi” questo non è avvenuto. È vero che la crescita del debito italiano, in rapporto al Pil, ha subito una battuta d’arresto negli ultimi anni, mentre non è vero che l’Italia sia un’eccezione. Moltissimi Paesi - 20 su 28 nell’UE - hanno ridotto la percentuale di indebitamento nell’ultimo anno, e la dinamica italiana ha poche differenze rispetto a quelle di Spagna, Francia e Regno Unito. La dichiarazione di Padoan sottolinea con forza un’eccezione italiana che non esiste: per lui un severo “Pinocchio andante”.

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