Luigi Di Maio

Qual è il problema con l’olio tunisino

"Con i voti favorevoli di Alessia Mosca (Pd), Goffredo Bettini (Pd) e dei gruppi Ppe, S&D e Alde la Commissione Commercio Internazionale del Parlamento europeo ha approvato l'importazione senza dazi di una quota annua di 35.000 tonnellate di olio d'oliva dalla Tunisia. Questa ulteriore quota si aggiunge alle 56.700 tonnellate annue già previste dall'accordo di associazione UE-Tunisia e sarà in vigore per due anni".

Pubblicato: 31 gen 2016
Data origine: 25 gen 2016
Macroarea economia

In un post di Facebook dal tetro incipit “Oggi muore il Made In Italy”, il deputato italiano Luigi Di Maio ha dato notizia di un aumento delle importazioni di olio d’oliva dalla Tunisia votato a livello europeo. Ha aggiunto che si tratta di “un aumento del 40% di importazione di olio” che “distruggerà la produzione olivicola pugliese, siciliana e non solo”. Due giorni dopo la notizia è stata ripresa, sempre su Facebook, anche dal collega deputato Alessandro Di Battista.

Nei giorni scorsi anche il leader della Lega Nord ha citato più volte il caso dell’olio tunisino come un esempio delle politiche europee che strangolano le agricolture nazionali. Proviamo a capire come stanno le cose.

L’olio tunisino

Già in difficoltà per l’instabilità politica seguita alla rivoluzione del 2011, nel corso del 2015 l’economia tunisina è stata duramente colpita in uno dei suoi settori più importanti, quello del turismo. Gli attacchi terroristici al museo del Bardo a marzo e al resort di Sousse a giugno, insieme alla comparsa dell’Isis nella regione, hanno scoraggiato molti stranieri.

Nello stesso anno, tuttavia, in Tunisia c’è stato un raccolto record di olive, mentre in Spagna e in Italia la produzione è andata male, causando un rialzo dei prezzi a livello internazionale. Le esportazioni di olio d’oliva tunisino, che conta per circa il 10% dell’export del Paese, sono passate da 58 tonnellate nel 2013/2014 a oltre 300 mila nel 2014/2015 da (dati scaricabili qui).

Che cosa ha fatto l’Unione Europea

L’aumento delle importazioni è stato deciso dall’Unione Europea già diversi mesi fa. A settembre 2015, infatti, la Commissione Europea ha adottato “una proposta legislativa che offre temporaneamente ulteriore accesso all’olio d’oliva tunisino per il mercato Ue”, con l’obiettivo dichiarato di “aiutare a sostenere la ripresa della Tunisia nel periodo difficile attraversato dal Paese”.

In concreto, la Commissione Europea ha proposto di offrire alla Tunisia, dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2017, una quota ulteriore di 35 mila tonnellate di olio d’oliva esportabili nell’Unione senza dazi aggiuntivi, oltre alle 56.700 tonnellate annue attualmente fissate dall’Accordo di Associazione Ue-Tunisia, in vigore fin dal 1995.

La proposta era stata subito criticata dagli europarlamentari italiani del Movimento 5 Stelle, che sottolineavano il periodo difficile per l’olio d’oliva italiano, tra epidemia di Xylella e scandalo degli oli extravergine irregolari.

L’immagine condivisa da Alessandro Di Battista su Facebook il 27 gennaio 2016.

Nonostante l’opposizione, il 25 gennaio 2016 la commissione dell’Europarlamento sul commercio internazionale ha approvato la proposta, con l’aggiunta di una clausola che prevede una revisione dell’aumento dopo un anno. I risultati del voto mostrano che hanno votato a favore, come dice Di Maio, 31 eurodeputati tra cui i membri di Alde, Ppe e S&D (fanno parte di quest’ultimo Goffredo Bettini e Alessia Mosca). I tre eurodeputati del M5S presenti nella commissione (Beghin, Borrelli e Corrao) hanno votato contro, come ha fatto Matteo Salvini (altro membro della commissione) e altri tre eurodeputati. La misura deve ancora avere il via libera definitivo dal Parlamento Europeo.

Il verdetto

Di Maio riporta con precisione il contenuto della decisione, i numeri coinvolti e il voto in commissione, anche se tace sulle circostanze specifiche che l’hanno causata. “Vero” per l’esponente del Movimento 5 Stelle.

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