Pubblicato: giovedì 19 novembre 2020
Photo: Pagina Facebook di Matteo Salvini
Con 1984 di Orwell, Salvini e la destra sovranista ammiccano al complottismo

Da quando l’Italia è stata travolta dall’epidemia di coronavirus, il libro 1984 dello scrittore britannico George Orwell – pubblicato nel 1949 – è diventato una delle opere più citate dalla destra italiana, e non solo, per criticare il governo.

Di recente, il leader della Lega Matteo Salvini ha fatto vedere (min. 1:34) in diretta video sui social una mascherina su cui si vede la scritta “Covid-1984”, un gioco di parole che, secondo l’ex ministro dell’Interno, ricorda «un libro che sembra scritto ieri mattina». Come vedremo, 1984 è anche uno dei riferimenti più in voga tra i cospirazionisti e tra chi ritiene che la Covid-19 sia tutta una montatura mediatica.

Nel libro di Orwell si racconta infatti di un futuro distopico ambientato sotto una dittatura, dove tutto è controllato dal Grande fratello, che ha eliminato ogni forma di dissenso e la libertà di pensiero.

Il confine tra chi utilizza 1984 per alimentare la propria comunicazione politica e le derive dichiaratamente complottiste sulla Covid-19 è molto sottile. Negli ultimi mesi, infatti, Orwell è diventato una sorta di simbolo per chi sostiene che stiamo vivendo in una sorta di “dittatura sanitaria”, dove l’emergenza coronavirus viene utilizzata come pretesto per reprimere le libertà individuali.

Ma procediamo con ordine, partendo da un esempio concreto che vede coinvolto l’ex ministro dell’Interno.

– Leggi anche: PORTI CHIUSI! Così Salvini imita la comunicazione (e non solo) di Trump

La mascherina orwelliana di Salvini

Il 18 novembre, in una diretta video pubblicata sui suoi profili social, Salvini ha annunciato (min. 1:34): «Oggi mi hanno regalato una mascherina molto carina», mostrando una mascherina nera con scritto “Covid-19”, «che diventa Covid-1984, richiamando un libro spettacolare di George Orwell che sembra scritto ieri mattina e vi invito ad andarlo a leggere».

Con la frase «sembra scritto ieri mattina», il leader della Lega lascia intendere che il contesto in cui ci troviamo a vivere ricordi il futuro distopico del libro 1984.

Già lo scorso mese il leader della Lega aveva citato Orwell per criticare il governo, cavalcando quella che si sarebbe poi rivelata essere una notizia priva di fondamento. «Non più di sei persone a casa di ciascuno... Perché sette porta sfortuna? Togliamo la Polizia dalle strade e la trasformiamo in Psico-Polizia per controllare i condomini??? Neanche George Orwell sarebbe arrivato a tanto, siamo alla follia, rileggiamoci 1984», aveva scritto Salvini il 12 ottobre su Twitter.

In quel periodo era circolata molto una falsa bozza di un Dpcm del governo, in cui si diceva che la polizia sarebbe potuta entrare nelle case per verificare se era rispettato il numero massimo consentito di persone all’interno dello stesso appartamento.

Ma proprio la mascherina mostrata da Salvini in diretta video ha un collegamento molto vicino con chi negli ultimi mesi sta supportando teorie del complotto sul coronavirus.

Un brand complottista

Una mascherina molto simile a quella pubblicizzata al leader della Lega – ma dal font più squadrato e con un trattino tra le parole “Covid” e “1984” – è infatti acquistabile su FreedomUnmasked.com, un sito web creato in Canada che commercializza online dispositivi di protezione individuale con frasi che, paradossalmente, negano l’esistenza di un’emergenza sanitaria globale.

Il suo motto (tradotto in italiano dall’inglese) è: «Costretto a indossare una mascherina? Queste sono pensate per salvaguardare la tua libertà di espressione». Oltre a quella con il riferimento orwelliano, sul sito di FreedomUnmasked.com è possibile acquistare prodotti con messaggi come: «Covid-19, molto rumore per nulla»; «Con questa mascherina non riesco a respirare» (un riferimento all’I can’t breathe di George Floyd, ucciso dalla polizia nel maggio 2020 a Minneapolis); «Questa mascherina è inutile come il dottor Fauci» (l’immunologo statunitense Anthony Fauci, tra i volti pubblici delle autorità sanitarie Usa e in cattivi rapporti con il presidente Trump); e «Mio marito non ha servito questa nazione per farmi indossare una mascherina».

Fino a poco tempo fa, la mascherina “Covid-1984” era disponibile anche su Etsy, uno dei portali statunitensi di e-commerce più famosi al mondo, dedicato alle manifatture artigianali. Sul suo sito, Freedom Unmasked (il cui shop su Etsy ha base in Kansas, negli Stati Uniti), ha denunciato di aver subito una censura, perché Etsy ha deciso di rimuovere alcune mascherine dall’e-commerce, classificandole come «articoli o inserzioni recanti misinformazione in grado di mettere in pericolo la salute o la sicurezza del pubblico». Già a inizio marzo Etsy aveva deciso di intervenire, eliminando dal portale migliaia di prodotti che sfruttavano l’emergenza Covid-19 per fare profitto o per diffondere informazioni mediche false.

La mascherina “Covid-1984” è uno dei molti esempi che mostrano come quello basato sul classico di George Orwell sia un messaggio piuttosto diffuso nel campo del negazionismo del coronavirus. Molti riferimenti a 1984 si sono visti nelle manifestazioni no-mask tenutesi a Londra, Berlino, Monaco di Baviera, Oslo, Madrid, Varsavia e San Diego.

In Italia i manifestanti con cartelli e magliette “Covid-1984” erano presenti alla “Marcia della Liberazione” organizzata il 10 ottobre a Piazza San Giovanni, a Roma, mentre dei manifesti che paragonavano il presidente del Consiglio Giuseppe Conte al Grande Fratello di Orwell (ancora una volta con la scritta “Covid-1984”) sono stati affissi l’11 novembre sulle vetrine di alcune attività commerciali a Lecce.

Lega, Orwell e non solo

In generale, negli ultimi mesi la comunicazione social di molti esponenti della Lega è piena di riferimenti a Orwell e al coronavirus. Sempre per criticare un Dpcm dell’esecutivo, come abbiamo visto prima per Salvini, il 25 ottobre scorso l’ex sottosegretario all’Economia Massimo Bitonci ha pubblicato una foto, mentre tiene tra le mani una copia di 1984, con scritto: «Sto studiando il nuovo Dpcm di Conte & Co.: George Orwell, 1984».

«Non più di 6 persone in casa e tutti con la mascherina. Una storia simile l’ho già sentita, l’ho già letta», aveva invece commentato su Facebook il 13 ottobre il deputato leghista Virginio Caparvi. «Ecco, ci sono! Il Grande Fratello che spia tutti, sospetta tutti e interviene dappertutto grazie alla psicopolizia. George Orwell, 1984».

A luglio, con la proroga dello stato d’emergenza, l’europarlamentare della Lega Antonio Rinaldi aveva detto che «ormai siamo in pandemocrazia, dove tutto è giustificato in nome della pandemia. Neanche Orwell sarebbe riuscito a descrivere quello che sta succedendo!». Altri esempi di riferimenti orwelliani tra i parlamentari leghisti sono visibili qui, qui e qui.

La “passione” per lo scrittore britannico si è diffusa anche tra i politici italiani di altri schieramenti, come Forza Italia – anche se la deputata Federica Zanella ha annunciato di voler passare alla Lega – e Fratelli d’Italia. Ad aprile scorso, per esempio, la leader di FdI Giorgia Meloni aveva criticato la scelta del governo di creare una task force dedicata alla disinformazione – e di cui ha fatto parte inizialmente anche il direttore di Pagella Politica Giovanni Zagni, prima di dimettersi a luglio 2020 – paragonandola al Ministero della Verità presente in 1984.

Anche i due famosi espulsi dal Movimento 5 stelle Davide Barillari e Sara Cunial – spesso protagonisti nella diffusione di disinformazione sul coronavirus – hanno utilizzato uno stile di comunicazione simile, ma decisamente più complottista rispetto a quello della destra sovranista.

In conclusione

Il 18 novembre il leader della Lega Matteo Salvini ha annunciato in diretta social di aver ricevuto «una mascherina molto carina», con scritto “Covid-1984”, presentando il classico di Orwell come «un libro che sembra scritto ieri mattina».

Non è la prima volta che un esponente della Lega – e in generale della destra sovranista italiana – fa riferimento alla celebre distopia di 1984 per criticare il governo.

L’utilizzo dell’espressione “Covid-1984” non è però un atto neutro, dal momento che la formula è diventata uno degli slogan delle manifestazioni no mask in tutto il mondo.

La mascherina “Covid-1984” mostrata da Salvini, in particolare, è inoltre molto simile a quella venduta dal sito web negazionista Freedom Unmasked, che nel suo catalogo presenta prodotti con slogan creati per negare l’esistenza di un’emergenza sanitaria globale (pur vendendo allo stesso tempo mascherine, ovvero il primo e più semplice strumento per combatterla). Mentre Salvini ha mostrato senza problemi la mascherina durante una diretta Facebook, il sito di e-commerce Etsy ha rimosso prodotti con lo stesso slogan, considerati «articoli o inserzioni recanti misinformazione in grado di mettere in pericolo la salute o la sicurezza del pubblico».

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