Pubblicato: venerdì 15 ottobre 2021
Photo: Ansa
Numeri e sfide ai ballottaggi nei capoluoghi

Il 17 e 18 ottobre 65 comuni italiani voteranno al ballottaggio per decidere il nuovo sindaco e il nuovo consiglio comunale. Oltre a questi, altri 11 comuni tra Sicilia, Sardegna e Trentino-Alto Adige andranno al voto tra il 24 e il 25 ottobre.

In totale i comuni al ballottaggio sono 76, tra cui tre capoluoghi di regione e altri sette capoluoghi di provincia. Come abbiamo spiegato in una precedente analisi, anche ai ballottaggi – come già al primo turno – donne e i giovani sono in netta minoranza tra i candidati sindaco in tutte le città al voto.

Ma quali sono le sfide principali nei dieci capoluoghi al ballottaggio? Quali sono i candidati per ora in vantaggio e qual è l’orientamento politico delle amministrazioni uscenti? Abbiamo fatto il punto della situazione (qui le nostre elaborazioni).

– Leggi anche: Zero donne e un solo giovane: la parità di genere per il voto dei sindaci è un miraggio

Il centrodestra è in vantaggio in metà dei capoluoghi

Ai ballottaggi del 17-18 ottobre andranno alle urne tre capoluoghi di regione: Roma, Torino e Trieste; e sette capoluoghi di provincia: Cosenza, Benevento, Caserta, Latina, Savona, Varese e Isernia. Il centrodestra è presente al ballottaggio in nove città, il centrosinistra senza il Movimento 5 stelle in otto, con il M5s in due (il M5s da solo non è presente in nessun ballottaggio). In un capoluogo, Benevento, al ballottaggio andrà un candidato indipendente: il sindaco uscente Clemente Mastella, sostenuto da un’ampia alleanza che va da Forza Italia fino a liste di area socialista (Grafico 1).

Grafico 1. L’orientamento politico dei candidati sindaco nei 10 capoluoghi al ballottaggio – Fonte: Ministero dell’Interno

Dopo il primo turno il centrodestra è in vantaggio in cinque dei dieci capoluoghi (Cosenza, Trieste, Latina, Roma e Isernia), il centrosinistra in tre (Torino, Caserta e Savona), l’alleanza tra Pd e M5s a Varese mentre l’indipendente Mastella è in vantaggio a Benevento contro il candidato del centrosinistra Luigi Diego Perifano (Grafico 2).

Grafico 2. Le formazioni in vantaggio nei 10 capoluoghi al ballottaggio – Fonte: Ministero dell’Interno

A Roma, Caserta, Varese, Isernia e Torino i vantaggi dei candidati in testa al primo turno sono comunque minimi, pari a un massimo di cinque punti percentuali di distacco.

In particolare, nella Capitale il candidato del centrodestra Enrico Michetti al primo turno ha ottenuto poco più del 30 per cento ed è in vantaggio su Roberto Gualtieri del centrosinistra, che ha superato di poco il 27 per cento. La situazione è opposta a Caserta. Qui Carlo Marino, candidato del centrosinistra, è in testa con il 35 per cento. Leggermente più indietro il candidato del centrodestra Giampiero Zinzi, intorno al 30 per cento.

Anche a Isernia e Torino i distacchi sono ridotti. A Isernia è in vantaggio il centrodestra per poco più di un punto percentuale, mentre a Torino Stefano Lo Russo del centrosinistra è in vantaggio su Paolo Damilano del centrodestra di circa cinque punti. A Varese, infine, il centrosinistra alleato con il M5s è in testa con poco più di tre punti di vantaggio sul centrodestra.

Il M5s non governerà più a Roma e Torino

Per quanto riguarda le amministrazioni uscenti, dal 2016 il centrodestra ha governato in tre città (Cosenza, Trieste e Savona), il centrosinistra in due (Caserta e Varese), così come anche il M5s (Roma e Torino), i candidati indipendenti a Benevento e Latina, mentre a Isernia ha governato una coalizione di destra guidata da Fratelli d’Italia (Grafico 3).

Grafico 3. Le amministrazioni uscenti dei 10 capoluoghi al ballottaggio – Fonte: Ministero dell’Interno

Rispetto a cinque anni fa è sicuro che il M5s perderà sia Torino che Roma. Infatti, a Torino la sindaca del M5s Chiara Appendino non si è ricandidata, mentre a Roma Virginia Raggi non ha superato il primo turno.

Dunque dei dieci comuni capoluogo al ballottaggio, il M5s di sicuro non ne conquisterà nessuno (se non in quanto alleato del centrosinistra).

Considerando anche i risultati del primo turno, che scenari si potrebbero quindi verificare dopo i ballottaggi?

I 5 Stelle non governeranno da soli in nessun capoluogo

Guardando ai risultati dei primi turni, il M5s che governava in due città (Roma e Torino), ora è certo che da solo non amministrerà nessuno dei dieci capoluoghi al ballottaggio.

Il centrosinistra, che ne governava sette, potrebbe al massimo – se vincesse tutti i ballottaggi – arrivare a dieci, considerando anche le città in cui è alleato con il M5s.

Il centrodestra che amministrava in sei città, dopo i ballottaggi potrebbe arrivare a governare al massimo otto capoluoghi.

Per il resto, gli indipendenti governavano in tre capoluoghi (Benevento, Latina e Napoli), mentre ora potrebbero riconfermarsi solo a Benevento.

In conclusione

Il 17 e 18 ottobre 65 comuni italiani andranno al ballottaggio per eleggere il nuovo sindaco e un nuovo consiglio comunale. Tra queste città i capoluoghi di provincia sono sette, mentre i capoluoghi di regione sono tre.

In questi dieci capoluoghi, il centrodestra è al ballottaggio in nove città ed è in vantaggio a Cosenza, Trieste, Latina, Roma e Isernia. Il centrosinistra è al secondo turno in otto città ed è in vantaggio a Torino, Caserta e Savona. L’alleanza Pd-M5s è avanti a Varese mentre un candidato indipendente, Clemente Mastella, è in vantaggio a Benevento.

Se i risultati del primo turno venissero riconfermati – considerando anche le città già conquistate il 3-4 ottobre – il centrosinistra otterrebbe al massimo dieci capoluoghi, mentre il centrodestra nove. Per quanto riguarda i civici, Mastella verrebbe rieletto a Benevento mentre è sicuro che il M5s perderà sia Roma che Torino.

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