Sindaci per sempre

Vincenzo De Luca sarà sindaco di Salerno per la quinta volta dal 1993, ma non è l’unico ad aver aggirato il limite dei due mandati consecutivi
ANSA
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Le elezioni del 24 e 25 maggio hanno avuto tra i risultati più rilevanti la vittoria del centrodestra a Venezia, unico capoluogo di regione chiamato alle urne, con Simone Venturini. Ma il voto ha riportato l’attenzione anche su un altro tema: la possibilità per alcuni amministratori locali di tornare alla guida della stessa città dopo avere già svolto due mandati consecutivi. Vincenzo De Luca, infatti, è diventato sindaco di Salerno per la quinta volta, mentre Matteo Biffoni è sindaco di Prato per la terza volta.

L’ex presidente della Regione Campania ha vinto con circa il 58 per cento dei voti, staccando di quasi 40 punti i suoi due principali sfidanti; mentre il consigliere regionale della Toscana ha conquistato il suo terzo mandato da sindaco con oltre il 54 per cento dei voti. Ma nella storia della Repubblica italiana non sono gli unici sindaci ad aver aggirato il vincolo dei due mandati.

Chi sono i due protagonisti

Vincenzo De Luca è nato a Ruvo del Monte, in Basilicata, nel 1949, ma la sua carriera politica è legata soprattutto a Salerno. Qui è stato eletto sindaco per la prima volta nel 1993, in una delle prime elezioni dirette dei sindaci che si sono tenute in Italia, con il 57,9 per cento dei voti al ballottaggio. Nel 1997 è stato rieletto al primo turno con il 71,3 per cento. 

Come stabilito dalla legge, dopo i primi due mandati consecutivi, De Luca non poteva ricandidarsi immediatamente alla guida del Comune. Così, nel 2001 si è dimesso poco prima della fine della consiliatura ed è stato eletto alla Camera dei deputati, tornando però sindaco della città nel 2006 e nel 2011, quando ha ottenuto circa il 74,5 per cento dei voti. Nel 2015 ha lasciato Salerno per candidarsi alla presidenza della Regione Campania, venendo poi eletto per la prima volta come presidente. Anche in questo caso De Luca ha poi fatto due mandati, fino al limite consentito dalla legge, per tornare a candidarsi a Salerno. L’unica sconfitta elettorale subìta da De Luca risale al 2010, quando fu candidato dal centrosinistra alla elezioni regionali ma perse contro Stefano Caldoro.

Matteo Biffoni, invece, è un avvocato e ha iniziato la sua carriera politica come consigliere comunale a Prato nel 2004. Nel 2014 è diventato sindaco e ha guidato la città toscana per due mandati consecutivi fino al 2024. Nel mezzo, il comune è stato commissariato a causa degli scandali che hanno investito la sua successora, la sindaca del Partito Democratico Ilaria Bugetti, per cui la Direzione distrettuale antimafia di Firenze ha chiesto il rinvio a giudizio per il reato di corruzione. Lo scorso anno Biffoni si è candidato alle elezioni regionali in Toscana, raccogliendo oltre 21 mila preferenze, risultando il più votato nella lista del Partito Democratico. 

Ora entrambi sono di nuovo sindaci delle loro città dopo una pausa che ha permesso loro di ricandidarsi.

Cosa prevede la norma sull’elezione dei sindaci

L’articolo 51 del Testo unico degli enti locali (TUEL), infatti, stabilisce che, nei comuni con oltre 15 mila abitanti, chi ha ricoperto la carica di sindaco per due mandati consecutivi non sia immediatamente ricandidabile per un terzo mandato. La norma non vieta però di tornare a guidare la stessa città in un momento successivo, a patto che tra il secondo mandato e la nuova candidatura ci sia un’interruzione. In precedenza il divieto di fare più di due mandati consecutivi valeva anche per i sindaci dei comuni tra i 5 mila e i 15 mila abitanti, mentre per i sindaci dei comuni con meno di 5 mila abitanti il limite saliva a tre.

A febbraio 2024, con il decreto “Elezioni” il governo Meloni ha allentato questi vincoli per i comuni, facendo sì che i sindaci dei comuni tra i 5 mila e i 15 mila abitanti possano fare fino a tre mandati ed eliminando ogni limite per i comuni con meno di 5 mila abitanti.

Oltre alle modifiche che sono state apportate al Testo unico degli enti locali con il decreto “Elezioni”, prima dell’approvazione definitiva, la Lega aveva presentato degli emendamenti per abolire il vincolo dei due mandati per i comuni sopra i 15 mila abitanti e per i presidenti di regione. La modifica sarebbe andata incontro alle richieste di alcuni rappresentanti del partito, come l’ex presidente del Veneto Luca Zaia e l’attuale presidente della Lombardia Attilio Fontana, ma che ha trovato la contrarietà di Fratelli d’Italia. Tra l’altro, proprio Vincenzo De Luca, quando era presidente della Campania, aveva modificato la legge elettorale regionale per estendere la possibilità di fare un terzo mandato consecutivo, ma il testo è stato dichiarato incostituzionale dalla Corte Costituzionale dopo l’impugnazione da parte del governo Meloni.

Altri sindaci plurimandatari

Il fenomeno che oggi vediamo a Salerno e a Prato non è affatto nuovo. La politica locale italiana, trasversalmente a destra e a sinistra, ha prodotto nel corso degli anni una serie di sindaci che hanno superato di gran lunga i tradizionali due mandati consecutivi.

Tra le file del centrodestra c’è Roberto Dipiazza a Trieste. Nel 1996 è stato eletto sindaco di Muggia, diventando poi sindaco di Trieste nel 2001. Dipiazza è stato sindaco del capoluogo del Friuli-Venezia Giulia fino al 2011, per due mandati consecutivi, poi costretto alla pausa obbligatoria. Nel 2013 è diventato consigliere regionale, ma nel 2016 è tornato a candidarsi a sindaco di Trieste vincendo il ballottaggio con il 52,6 per cento, riprendendo in mano la città. Nel 2021, dopo essersi nuovamente candidato, è stato rieletto con il 51,3 per cento. Le prossime elezioni sono previste nel 2027 e, vista l’attuale normativa, non potrà ricandidarsi. 

Ancora più lungo è il percorso di Leoluca Orlando a Palermo. Eletto sindaco per la prima volta nel 1985, quando i sindaci erano ancora scelti dal consiglio comunale, Orlando è stato eletto direttamente dai cittadini nel 1993 con il 75 per cento dei voti per essere confermato nel 1997 con il 58,5 per cento. Dopo un periodo di pausa in cui è stato sconfitto alle elezioni per la presidenza della Regione Sicilia da Salvatore Cuffaro, è tornato nel 2012 a candidarsi a sindaco di Palermo dove ha vinto al ballottaggio con il 72 per cento di preferenze, rimanendo sindaco fino al 2022. Nel complesso, Orlando è stato circa 22 anni alla guida della città, diventando così il sindaco più longevo nella storia di Palermo. Oggi è un parlamentare europeo di Alleanza Verdi-Sinistra.

Tra i vari, spicca poi Enzo Bianco a Catania. Sindaco per la prima volta nel 1988, eletto dal consiglio comunale, prima che fosse introdotta l’elezione diretta dei sindaci, Bianco ha guidato la città dal 1993 al 2000, per poi diventare ministro dell’Interno sotto il secondo governo D’Alema e il secondo governo Amato. Bianco è stato rieletto sindaco di Catania nel 2013, completando il mandato fino al 2018. In totale, quindi, è stato in carica per quattro mandati. Oggi il sindaco di Catania è Enrico Trantino.

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