I risultati delle elezioni comunali, in due grafici e una mappa

In attesa dei ballottaggi, nei capoluoghi il centrosinistra ha confermato diversi sindaci, ma il centrodestra ha vinto in città importanti
ANSA
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Domenica 24 e lunedì 25 maggio 6,2 milioni di elettori sono stati chiamati a votare in 743 comuni delle regioni a statuto ordinario, del Friuli-Venezia Giulia e della Sicilia. Tra questi, 118 sono comuni “superiori”, ossia con più di 15 mila abitanti, dove se nessun candidato supera il 50 per cento è necessario un secondo turno di ballottaggio tra i due più votati. Al momento, in 34 comuni superiori ha vinto un candidato sostenuto dal centrosinistra o civico vicino a questo schieramento; i candidati di centrodestra o civici legati a quest’area politica hanno vinto invece in 26 comuni superiori, mentre in altri 17 ha vinto un candidato non legato a nessun partito; altri 41 comuni superiori dovranno andare al ballottaggio, che si terrà il 7 e l’8 giugno.
Tra i comuni più grandi al voto c’erano anche 18 città capoluogo: il centrosinistra ha vinto in sette di questi, il centrodestra in tre, mentre in due casi hanno vinto candidati civici indipendenti. Sei capoluoghi, ossia Arezzo, Agrigento, Trani, Chieti, Lecco e Macerata, andranno invece al secondo turno tra due settimane. 

Dunque, il centrosinistra ha confermato i propri sindaci nella maggior parte dei capoluoghi più popolosi, vincendo per esempio a Prato, Salerno, Andria, Mantova e Crotone, e strappando Pistoia al centrodestra. Il centrodestra ha vinto a sorpresa a Venezia al primo turno e ha strappato Reggio Calabria al centrosinistra, dove ha vinto il deputato di Forza Italia Francesco Cannizzaro con il 66 per cento dei voti. L’affluenza complessiva a queste elezioni è stata pari al 60 per cento, in calo rispetto alle 64,9 delle precedenti consultazioni. A Venezia ha votato il 56 per cento degli aventi diritto, in linea con il 57 di Pistoia e il 56 di Prato, mentre a Mantova l’affluenza si è fermata al 53. Nei comuni più piccoli del Mezzogiorno la partecipazione è stata più alta, con punte di oltre il 70 per cento ad Avellino e in diversi comuni della Campania settentrionale. È la conferma di una geografia del voto consolidata da anni, con l’affluenza alle amministrative che scende nelle città grandi del Centro-Nord e tiene meglio nei comuni piccoli del Sud, dove il legame personale fra elettori e candidati pesa ancora.

Venezia al centrodestra

A Venezia hanno votato 113 mila elettori su 202 mila aventi diritto, pari al 56 per cento. L’assessore uscente Simone Venturini, candidato del centrodestra, è stato eletto al primo turno con il 51 per cento dei voti. Il candidato del centrosinistra Andrea Martella, senatore del PD ed ex sottosegretario del secondo governo Conte, si è fermato al 39 per cento. Il distacco è di 13 mila voti, circa 12 punti percentuali. Il risultato è arrivato a sorpresa, visto che tre dei quattro sondaggi usciti prima del voto davano Martella in vantaggio.
La lista civica personale del candidato, “Simone Venturini Sindaco”, ha raccolto da sola il 30 per cento. È la prima lista per valore assoluto a Venezia, davanti al PD che si è fermato al 25 per cento. Dentro la coalizione di centrodestra Fratelli d’Italia ha ottenuto il 13 per cento, la Lega il 4,7 per cento, Forza Italia il 2,5 per cento, l’Unione di Centro lo 0,8 per cento e il Partito dei Veneti lo 0,5 per cento. Le liste di partito complessivamente valgono meno del 24 per cento, mentre la sola lista personale di Venturini vale appunto il 30 per cento.

Nella coalizione di centrosinistra il PD ha superato ampiamente i propri alleati. Alleanza Verdi-Sinistra ha preso il 5,2 per cento, la lista civica “Terra e Acqua” il 2,7 per cento, il Movimento 5 Stelle il 2,6 per cento, la lista Avanti-PSI con Più Europa e Italia Viva l’1,4 per cento, la lista “Venezia è Tua” l’1,3 per cento mentre Rifondazione Comunista lo 0,9 per cento.

Il candidato sindaco Michele Boldrin, economista dell’Università di Saint Louis e segretario del movimento ORA!, si è fermato al 3,4 per cento con 3.795 voti. È l’unico candidato oltre ai due principali ad aver superato la soglia di sbarramento del 3 per cento. Gli altri cinque candidati sono rimasti sotto il 2,2 per cento ciascuno: Giovanni Andrea Martini al 2,1 per cento, Claudio Vernier sostenuto da Volt all’1,8 per cento, Roberto Agirmo di “Resistere Veneto” all’1,3 per cento, Luigi Corò allo 0,7 per cento e Pierangelo Del Zotto allo 0,4 per cento.

Pistoia, Salerno, Reggio Calabria, Messina

Tra le altre città, a Pistoia il professore universitario Giovanni Capecchi, scelto dal centrosinistra attraverso le primarie di coalizione, ha vinto al primo turno con il 54 per cento contro il 43 della vicesindaca uscente Anna Maria Celesti, candidata del centrodestra in continuità con il sindaco Alessandro Tomasi. Il distacco è di 11 punti, pari a oltre 4.700 voti. La città, in mano al centrodestra dal 2017, torna così al centrosinistra senza bisogno di andare al ballottaggio.

A Salerno l’ex presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca è stato eletto sindaco con il 58 per cento dei voti. Gli altri sette candidati sono rimasti tutti sotto il 16 per cento, a partire da quello di centrodestra Gherardo Maria Marenghi al 15 per cento e dal civico Francesco Lanocita, sostenuto da Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra, al 14 per cento. De Luca aveva già amministrato la città tra il 1993 e il 2001 e tra il 2006 e il 2015.

A Reggio Calabria il deputato di Forza Italia Francesco Cannizzaro è stato il candidato più votato con il 66 per cento. Domenico Battaglia, sindaco facente funzioni del centrosinistra dopo le dimissioni di Giuseppe Falcomatà, si è fermato al 25 per cento. La città passa quindi dal centrosinistra al centrodestra, con un margine di oltre 36 mila voti.

A Messina è stato confermato con il 58 per cento dei voti il sindaco uscente Federico Basile, del partito Sud chiama Nord di Cateno De Luca. Basile si era dimesso a febbraio per poi ricandidarsi. Al secondo posto è arrivato il candidato del centrodestra Marcello Scurria, con il 28 per cento e poi al terzo posto Antonia Russo, candidata del centro-sinistra, con il 12 per cento.

A Prato il centrosinistra si è confermato con Matteo Biffoni, già sindaco dal 2014 al 2024 e richiamato dopo l’esperienza commissariale, eletto al primo turno con il 55 per cento. Gianluca Banchelli di Fratelli d’Italia si è fermato al 29 per cento. Ad Andria la sindaca uscente Giovanna Bruno ha conquistato un secondo mandato con il 77 per cento dei voti, oltre 50 punti di distacco sul candidato del centrodestra Sabino Napolitano. A Mantova Andrea Murari, candidato unitario di PD, Alleanza Verdi-Sinistra e Azione, ha vinto con il 70 per cento contro il 24 di Raffaele Zancuoghi del centrodestra, in linea con quanto previsto dai sondaggi.

Chi va al ballottaggio

Come anticipato, tra i comuni superiori, 41 andranno al ballottaggio. Tra questi, ad Arezzo il quadro è frammentato, con Marcello Comanducci del centrodestra al 44 per cento, Vincenzo Ceccarelli del centrosinistra al 32 per cento e Marco Donati sostenuto dal centro e da Azione al 20. Il ballottaggio si giocherà fra Comanducci e Ceccarelli, ma la collocazione dei voti di Donati sarà determinante. A Chieti invece Giovanni Legnini del centrosinistra è al 47 per cento, Cristiano Sicari di Forza Italia e Fratelli d’Italia al 27 per cento e il civico Mario Colantonio sostenuto dalla Lega (che ha rotto con la coalizione di centrodestra) e dall’Unione di Centro al 17 per cento.

A Macerata Sandro Parcaroli, sindaco uscente di centrodestra, è arrivato a un soffio dal primo turno con il 49,96 per cento, mancando l’elezione diretta per pochi voti. Il suo sfidante al ballottaggio, Gianluca Tittarelli del centrosinistra, si è fermato al 42 per cento. A Lecco il centrodestra di Filippo Boscagli è in vantaggio al 49 per cento contro il 43 per cento del sindaco uscente Mauro Gattinoni del centrosinistra, e il ballottaggio aprirebbe la possibilità di un cambio di colore politico. A Trani il quadro è il più aperto: il candidato del centrosinistra Marco Galiano si è fermato al 41 per cento e sfiderà al secondo turno Angelo Guarriello del centrodestra, che ha ottenuto il 30 per cento, e saranno decisivi i voti del candidato civico Giacomo Marinaro, che ha conquistato il 22 per cento delle preferenze al primo turno. 

Ad Agrigento il ballottaggio sarà invece tra il candidato del centrosinistra Michele Sodano, che ha ottenuto il 39 per cento dei voti, e il candidato del centrodestra Dino Alonge, che si è fermato a poco meno del 35 per cento.

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