Meno post sui social e più prudenza sui tempi di costruzione. Da almeno tre mesi il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini sembra aver adottato una strategia comunicativa sul ponte sullo Stretto di Messina diversa rispetto ai toni più trionfali di qualche tempo fa. Negli ultimi anni la creazione del collegamento stabile tra Calabria e Sicilia era diventata uno dei cavalli di battaglia del segretario della Lega, che da ministro si è impegnato per consentire la ripartenza del progetto, ma a circa un anno e mezzo dalla fine della legislatura l’inizio dei lavori sembra ancora lontano.
Alla fine di ottobre 2025 la Corte dei Conti ha bocciato la delibera con cui ad agosto il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (CIPESS) aveva dato parere positivo al progetto definitivo del ponte sullo Stretto. Come precisato dalla stessa Corte dei Conti, le motivazioni dietro la bocciatura riguardano la regolarità delle procedure adottate dal governo per l’approvazione del progetto, e non una valutazione negativa sull’idea di costruire l’opera in sé. Alcuni mesi più tardi, a febbraio, il governo ha quindi approvato un decreto-legge – poi depositato in Parlamento a marzo –, per rifare da capo il percorso amministrativo per l’approvazione del progetto e arrivare a una nuova delibera del CIPESS, allineandosi alle richieste dei magistrati contabili. Il decreto-legge, ridenominato come “decreto Commissari”, è al momento all’esame del Senato e dovrà essere convertito in legge entro il 10 maggio, pena la sua decadenza.
A tre anni e mezzo da quando Salvini è diventato ministro dei Trasporti, l’approvazione del progetto del ponte sullo Stretto è ancora in forse. E negli ultimi mesi anche il segretario della Lega sembra essere diventato più cauto sull’effettiva realizzazione dell’infrastruttura, nonostante a parole si dica ancora convinto di farcela.
Alla fine di ottobre 2025 la Corte dei Conti ha bocciato la delibera con cui ad agosto il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (CIPESS) aveva dato parere positivo al progetto definitivo del ponte sullo Stretto. Come precisato dalla stessa Corte dei Conti, le motivazioni dietro la bocciatura riguardano la regolarità delle procedure adottate dal governo per l’approvazione del progetto, e non una valutazione negativa sull’idea di costruire l’opera in sé. Alcuni mesi più tardi, a febbraio, il governo ha quindi approvato un decreto-legge – poi depositato in Parlamento a marzo –, per rifare da capo il percorso amministrativo per l’approvazione del progetto e arrivare a una nuova delibera del CIPESS, allineandosi alle richieste dei magistrati contabili. Il decreto-legge, ridenominato come “decreto Commissari”, è al momento all’esame del Senato e dovrà essere convertito in legge entro il 10 maggio, pena la sua decadenza.
A tre anni e mezzo da quando Salvini è diventato ministro dei Trasporti, l’approvazione del progetto del ponte sullo Stretto è ancora in forse. E negli ultimi mesi anche il segretario della Lega sembra essere diventato più cauto sull’effettiva realizzazione dell’infrastruttura, nonostante a parole si dica ancora convinto di farcela.