Il 24 febbraio la Ragioneria generale dello Stato ha dato il via libera al decreto-legge sicurezza, approvato dal Consiglio dei ministri il 5 febbraio. Il provvedimento, insieme a un disegno di legge collegato, fa parte del cosiddetto “pacchetto sicurezza”, che introduce misure per rendere più severo il controllo sulla sicurezza pubblica. Sul tema è intervenuta la senatrice di Forza Italia Licia Ronzulli, che in un’intervista pubblicata il 25 febbraio da La Stampa ha detto che il decreto appena approvato «non c’entra nulla» con i recenti fatti di cronaca avvenuti a Milano.
Il riferimento è alla morte di Abderrahim Mansouri, 28 anni, ucciso il 26 gennaio nel quartiere di Rogoredo dall’agente di polizia Carmelo Cinturrino, che in un primo momento aveva parlato di legittima difesa. Questa ricostruzione è stata poi messa in dubbio dagli sviluppi delle indagini e il 23 febbraio Cinturrino è stato arrestato.
Nonostante la dichiarazione di Ronzulli, però, un collegamento tra l’uccisione di Mansouri e il decreto “sicurezza” è stato fatto proprio da diversi esponenti della maggioranza, che inizialmente hanno collegato la vicenda di Rogoredo alla necessità di approvare norme più severe in materia di sicurezza, come quelle contenute nel decreto-legge.
Il riferimento è alla morte di Abderrahim Mansouri, 28 anni, ucciso il 26 gennaio nel quartiere di Rogoredo dall’agente di polizia Carmelo Cinturrino, che in un primo momento aveva parlato di legittima difesa. Questa ricostruzione è stata poi messa in dubbio dagli sviluppi delle indagini e il 23 febbraio Cinturrino è stato arrestato.
Nonostante la dichiarazione di Ronzulli, però, un collegamento tra l’uccisione di Mansouri e il decreto “sicurezza” è stato fatto proprio da diversi esponenti della maggioranza, che inizialmente hanno collegato la vicenda di Rogoredo alla necessità di approvare norme più severe in materia di sicurezza, come quelle contenute nel decreto-legge.