Che cosa c’è nella nuova stretta del governo sulla sicurezza

Dopo settimane di trattative e indiscrezioni, sono stati approvati un decreto-legge e un disegno di legge
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo “pacchetto sicurezza”
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo “pacchetto sicurezza”
Nella serata di giovedì 5 febbraio, il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge e un disegno di legge che contengono misure per rendere più severo il controllo sulla sicurezza pubblica. I due provvedimenti, ribattezzati “pacchetto sicurezza” dalla stampa, sono arrivati dopo settimane di trattative tra i partiti della maggioranza, di indiscrezioni, e dopo un confronto con la Presidenza della Repubblica, per evitare di introdurre norme a rischio di incostituzionalità.

I testi ufficiali del decreto-legge e del disegno di legge non sono ancora disponibili. Il primo dovrà essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale: da quel momento entrerà subito in vigore, ma dovrà essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni, altrimenti decadrà. Il secondo, invece, sarà presentato direttamente in Parlamento e avrà tempi di approvazione più lunghi: dovrà infatti ricevere il via libera nello stesso testo sia dalla Camera sia dal Senato per diventare efficace.

In attesa dei testi, il contenuto dei due provvedimenti è stato anticipato dal governo in un comunicato stampa, accompagnato da schede di sintesi trasmesse ai giornalisti. Dopo il Consiglio dei ministri, inoltre, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il ministro della Giustizia Carlo Nordio hanno partecipato a una conferenza stampa, fornendo ulteriori dettagli.
Sui social network, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha scritto che il suo governo continua «ad aggiungere tasselli a un disegno preciso: uno Stato che non gira la testa dall’altra parte, che difende chi ci difende e che restituisce sicurezza e libertà ai cittadini». Secondo i partiti all’opposizione, invece, il nuovo “pacchetto sicurezza” è un ulteriore tentativo di limitare le libertà dei cittadini di manifestare, nel solco di quanto già fatto con il decreto “Sicurezza”, approvato definitivamente dal Parlamento a giugno dello scorso anno.

Le misure del decreto-legge

In base al comunicato stampa e alla scheda di sintesi diffusa dal governo, le misure principali del decreto-legge si concentrano su tre filoni: armi improprie e violenza giovanile, gestione dell’ordine pubblico, e rafforzamento di prevenzione e sanzioni in aree urbane considerate a rischio.

Un primo pacchetto riguarda coltelli e altri strumenti «atti a offendere». Viene ampliato l’elenco di quelli che non si possono portare senza giustificato motivo, con pene più severe, e viene esteso il divieto assoluto ad alcune tipologie di coltelli per cui non è ammessa licenza. È introdotto anche il divieto di vendita ai minori, compresa la vendita online, di strumenti da punta e taglio considerati «armi improprie», con un sistema di sanzioni amministrative e controlli. In alcuni casi è prevista poi una sanzione pecuniaria a carico dei genitori o di chi esercita la responsabilità genitoriale, quando il minore commette specifici reati legati ad armi o porto abusivo.

Il secondo filone riguarda le manifestazioni e l’ordine pubblico. Il decreto consente perquisizioni immediate «sul posto» in contesti specifici, come servizi di ordine pubblico in occasione di manifestazioni o in luoghi ad alto afflusso, per verificare il possesso di oggetti atti a offendere. Introduce inoltre una forma di accompagnamento e trattenimento negli uffici di polizia fino a 12 ore durante operazioni legate alle manifestazioni, quando ci sono elementi concreti di rischio per il loro pacifico svolgimento, con obbligo di informare subito il pubblico ministero.

Viene poi esteso l’arresto in flagranza differita, cioè entro 48 ore sulla base di documentazione videofotografica, a nuove fattispecie legate soprattutto a reati commessi durante manifestazioni e ad alcune aggressioni o resistenze contro categorie specifiche in servizio, tra cui personale scolastico e addetti alla rete ferroviaria. È prevista anche una specifica sanzione penale per l’uso di caschi o altri mezzi che rendano difficile l’identificazione durante le pubbliche riunioni.

Il terzo filone riguarda la prevenzione nelle aree urbane. In base al decreto, il prefetto può individuare “zone a vigilanza rafforzata” in cui disporre l’allontanamento e il divieto di accesso per soggetti ritenuti pericolosi in base a comportamenti e precedenti. Queste misure possono riguardare anche aree di stazioni, aeroporti e altri nodi di trasporto, e in determinate condizioni possono applicarsi anche a minori sopra i 14 anni. Il decreto rifinanzia inoltre strumenti di sicurezza urbana, come videosorveglianza e fondi utilizzabili anche per rafforzare l’operatività delle polizie locali.

Accanto a questi tre filoni, il decreto prevede altre misure. Ripristina in alcuni casi la procedibilità d’ufficio per il furto con destrezza quando riguarda oggetti come mezzi di pagamento, documenti o dispositivi elettronici. Interviene anche sulle indagini per fatti commessi in presenza di cause di giustificazione, come la legittima difesa, l’uso legittimo delle armi o l’adempimento di un dovere. In questi casi, se fin dall’inizio appare evidente che il fatto rientra in una di queste cause, il pubblico ministero non iscrive subito la persona nel registro degli indagati, ma apre una «annotazione preliminare» in un modello separato. 

In questo modo il governo ha evitato di introdurre un vero e proprio “scudo penale”, che avrebbe potuto sollevare critiche sul piano costituzionale. L’obiettivo dichiarato è evitare che l’iscrizione nel registro scatti automaticamente in situazioni in cui la legittimità dell’azione sembra già chiara, pur consentendo comunque gli accertamenti.

La parte sull’immigrazione interviene infine sull’identificazione, sulle procedure di rimpatrio e sulla gestione dei centri, prevedendo anche l’avvalimento della Croce Rossa Italiana fino al 2028, in deroga a determinate procedure.
Pagella Politica

Iscriviti a Il franco tiratore

La newsletter con il commento quotidiano del direttore Giovanni Zagni su eventi e personaggi della politica. Arriva dal lunedì al venerdì, alle 18. Leggi qui un esempio.

Le misure nel disegno di legge

Il disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri, che non entra subito in vigore, contiene misure meno “urgenti” e più strutturali rispetto al decreto-legge, come ha spiegato il ministro Piantedosi in conferenza stampa. In base alla presentazione del governo, le misure principali del disegno di legge sono tre.

La prima riguarda la prevenzione del disagio e della violenza giovanile. Il disegno di legge prevede la creazione di una rete territoriale stabile, pensata per mettere in collegamento scuole, famiglie, servizi sociali e istituzioni locali, con progetti dedicati e risorse specifiche. L’obiettivo dichiarato è affiancare alle misure di ordine pubblico un intervento più di “comunità”, che punti a ridurre la devianza precoce e a rafforzare i contesti educativi, soprattutto nelle aree più fragili.

La seconda riguarda le occupazioni abusive di immobili. Il testo interviene per rendere più semplice e rapida la restituzione dell’immobile al proprietario, ampliando la possibilità di ricorrere alla procedura d’urgenza. In particolare, non sarebbe più necessario che l’immobile occupato coincida con l’unica abitazione effettiva del denunciante. In questo modo la tutela verrebbe estesa anche a seconde case e ad altri immobili, consentendo alle forze di polizia di intervenire più velocemente, previa autorizzazione del pubblico ministero.

La terza misura introduce una nuova aggravante per alcuni reati gravi, contro la vita, l’incolumità e la libertà morale, quando sono commessi contro giornalisti o direttori di testata nell’esercizio della loro attività o a causa di essa.

Unisciti a chi crede in un giornalismo basato sui fatti, non sul tifo.

Entra nella nostra membership. Avrai accesso a:

• le guide sui temi del momento (è in arrivo quella sul referendum della giustizia);
• la newsletter quotidiana con le notizie più importanti sulla politica;
• gli articoli esclusivi e all’archivio;
• un canale diretto di comunicazione con la redazione.
PROVA UN MESE GRATIS
Newsletter

Politica di un certo genere

Ogni martedì
In questa newsletter proviamo a capire perché le questioni di genere sono anche una questione politica. Qui un esempio.

Ultimi articoli