In questi ultimi giorni di campagna referendaria la presenza di esponenti del Sì e del No sui mezzi di informazione è aumentata parecchio, anche perché i politici non stanno usando solo i media “tradizionali” per veicolare messaggi politici, come testimonia la presenza della stessa presidente del Consiglio Giorgia Meloni a Pulp Podcast, il podcast di Fedez.
Ma se online non esistono regole precise, le televisioni e le radio devono rispettare la cosiddetta par condicio e mantenere un certo equilibrio tra gli schieramenti, per garantire che le posizioni del Sì e del No siano trattate in modo imparziale. A vigilare sul rispetto di queste regole è l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM), che periodicamente pubblica i dati sul tempo che le trasmissioni televisive dei principali canali hanno dedicato al Sì e al No.
I dati più recenti sono stati pubblicati dall’autorità il 18 marzo e fanno riferimento al periodo tra l’8 e il 14 marzo. Questi dati sono particolarmente interessanti, perché il referendum sulla giustizia si terrà il 22 e 23 marzo ed è proprio in questi giorni che aumenta lo spazio che l’informazione dedica al referendum. In particolare, è significativo il dato per quanto riguarda i programmi televisivi: secondo le statistiche dell’AGCOM, in questi giorni gli esponenti del Sì stanno avendo molto più tempo di parola rispetto a quelli del No, specie su RAI1 e Rete4.
Ma se online non esistono regole precise, le televisioni e le radio devono rispettare la cosiddetta par condicio e mantenere un certo equilibrio tra gli schieramenti, per garantire che le posizioni del Sì e del No siano trattate in modo imparziale. A vigilare sul rispetto di queste regole è l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM), che periodicamente pubblica i dati sul tempo che le trasmissioni televisive dei principali canali hanno dedicato al Sì e al No.
I dati più recenti sono stati pubblicati dall’autorità il 18 marzo e fanno riferimento al periodo tra l’8 e il 14 marzo. Questi dati sono particolarmente interessanti, perché il referendum sulla giustizia si terrà il 22 e 23 marzo ed è proprio in questi giorni che aumenta lo spazio che l’informazione dedica al referendum. In particolare, è significativo il dato per quanto riguarda i programmi televisivi: secondo le statistiche dell’AGCOM, in questi giorni gli esponenti del Sì stanno avendo molto più tempo di parola rispetto a quelli del No, specie su RAI1 e Rete4.