Lorenzo Ruffino si occupa di analisi di dati e ha una newsletter su Substack, in cui spiega fenomeni dell’attualità, partendo sempre dai dati e limitando le opinioni: ci si iscrive qui.
Domenica 22 e lunedì 23 marzo si è tenuto il referendum costituzionale sulla riforma della magistratura voluta dal governo Meloni, che però non entrerà in vigore perché è stata bocciata dagli elettori.
I voti contrari al referendum costituzionale per la riforma della magistratura hanno prevalso con il 53,7 per cento dei consensi contro il 46,3 per cento dei favorevoli, con un’affluenza finale del 58,9 per cento. Con questo voto quindi la Costituzione rimane così com’è e la riforma voluta dalla presidente del Consiglio Giorgio Meloni e dal ministro della Giustizia Carlo Nordio non è passata.
La vittoria del No e l’affluenza sono state sensibilmente maggiori di quello che prevedevano i sondaggi, che invece stimavano un testa a testa e un partecipazione tra il 45 e 50 per cento di votanti.
Domenica 22 e lunedì 23 marzo si è tenuto il referendum costituzionale sulla riforma della magistratura voluta dal governo Meloni, che però non entrerà in vigore perché è stata bocciata dagli elettori.
I voti contrari al referendum costituzionale per la riforma della magistratura hanno prevalso con il 53,7 per cento dei consensi contro il 46,3 per cento dei favorevoli, con un’affluenza finale del 58,9 per cento. Con questo voto quindi la Costituzione rimane così com’è e la riforma voluta dalla presidente del Consiglio Giorgio Meloni e dal ministro della Giustizia Carlo Nordio non è passata.
La vittoria del No e l’affluenza sono state sensibilmente maggiori di quello che prevedevano i sondaggi, che invece stimavano un testa a testa e un partecipazione tra il 45 e 50 per cento di votanti.