L’affluenza al referendum è stata sopra le aspettative

È andato alle urne quasi il 60 per cento degli elettori italiani, in aumento rispetto alle previsioni
ANSA
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Aggiornamento 23 marzo, ore 17 – L’affluenza definitiva al referendum sulla giustizia è stata di circa il 58,9 per cento, a seconda più alta nella storia dei referendum costituzionali e la nona in generale su 23 tornate referendarie dal 1946 a oggi.

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Alle 23 di domenica 22 marzo, l’affluenza al referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati era del 46,07 per cento, secondo i dati del Ministero dell’Interno. Il primo giorno di referendum quindi ha già votato quasi la metà degli aventi diritto.

Il dato è decisamente superiore alle aspettative, visto che la media degli ultimi sondaggi prima del silenzio elettorale, pubblicata il 6 marzo, prevedeva una partecipazione finale al voto del 48,3 per cento, dato quasi raggiunto solo durante la prima giornata di referendum. Per votare invece c’è tempo ancora fino alle ore 15 di lunedì 23 marzo, quando chiuderanno i seggi elettorali.

La percentuale pronosticata era in linea con quella rilevata alle ultime elezioni europee dell’8 e 9 giugno 2024, ma considerato il dato attuale la percentuale finale potrebbe arrivare anche al 60 per cento, avvicinandosi al risultato delle elezioni politiche del 2022. Al momento la regione dove si registrata l’affluenza maggiore è l’Emilia-Romagna, dove ha votato finora quasi il 54 per cento degli aventi diritto, seguita dalla Toscana (52,5 per cento) e dalla Lombardia (51,8 per cento). Agli ultimi tre posti per affluenza invece ci sono Campania (37,8 per cento), Calabria (35,7 per cento) e Sicilia (34,9 per cento). In altre parole, per ora tra la prima e l’ultima regione per affluenza al voto ci sono quasi venti punti percentuali di differenza. 
Quello del 22 e 23 marzo è il quinto referendum costituzionale confermativo della storia repubblicana. Nei quattro precedenti due volte ha vinto il Sì, nel 2001 sull’autonomia delle regioni e nel 2020 sul taglio dei parlamentari, e due volte ha vinto il No, nel 2006 sul premierato e nel 2016 sulla riforma costituzionale “Renzi-Boschi”. In queste consultazioni referendarie l’affluenza è stata altalenante, passando dal 34 per cento del 2001 al 65,5 per cento del 2016.

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