Che cosa dicono le risoluzioni sull’Iran votate alla Camera

Sono stati approvati il testo del centrodestra, che chiede di sostenere i Paesi del Golfo Persico, e alcune proposte dei partiti di centro. Il documento di PD, AVS e Movimento 5 Stelle è stato invece bocciato
ANSA
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Il 5 marzo la Camera ha approvato una risoluzione dei partiti di centrodestra sulla nuova crisi in Iran, in seguito all’attacco congiunto di Israele e Stati Uniti contro il Paese Mediorientale. La risoluzione di maggioranza, firmata da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati, è stata approvata dopo le comunicazioni in aula sulla questione mediorientale del ministro degli Esteri Antonio Tajani e del ministro della Difesa Guido Crosetto. Insieme alla maggioranza ha votato a favore anche Futuro Nazionale, il partito fondato da Roberto Vannacci. Hanno invece votato contro la risoluzione Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi-Sinistra, mentre i partiti di centro – Azione, Più Europa e Italia Viva – si sono astenuti. 

Al contrario, la maggioranza ha respinto la risoluzione presentata dal centrosinistra, cioè da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi-Sinistra. Sempre alla Camera sono invece stati approvati alcuni punti contenuti nelle risoluzioni presentate dai partiti di centro. In serata, le stesse risoluzioni saranno votate al Senato, dove con tutta probabilità sarà approvato solo il testo della maggioranza. 

Va precisato che le risoluzioni sono documenti con cui la Camera e il Senato possono esprimere il proprio orientamento e indicare al governo una linea da seguire su un determinato argomento. Tuttavia non sono vincolanti: anche se approvate, il governo non è obbligato ad adottare provvedimenti, ma si assume comunque la responsabilità politica della decisione.

Che cosa chiede la risoluzione di maggioranza

La risoluzione presentata dalla maggioranza riguarda tre ambiti principali: la sicurezza militare, la cooperazione europea e la gestione dell’utilizzo delle basi militari presenti in Italia.

Il primo punto riguarda il rafforzamento della capacità di difesa in Medio Oriente. In particolare, il governo viene invitato a «rafforzare tempestivamente le capacità di difesa e protezione delle missioni italiane» nell’area. Questo obiettivo dovrebbe essere perseguito attraverso l’impiego di sistemi di difesa aerea, antimissilistica e di sorveglianza. Lo scopo è proteggere i cittadini italiani presenti nella regione, sostenere i Paesi alleati e salvaguardare le infrastrutture strategiche, anche per prevenire possibili ripercussioni sul piano energetico che potrebbero avere effetti anche in Italia.

La risoluzione impegna inoltre il governo italiano a partecipare attivamente allo «sforzo comune» dell’Unione europea. In particolare, è chiamato a sostenere gli altri Stati membri che lo richiedano nella difesa del proprio territorio «da attacchi missilistici o via droni da parte iraniana». Il riferimento è al recente attacco con droni lanciato dall’Iran contro la base britannica di Akrotiri, a Cipro, Paese che fa parte dell’Unione europea dal 2004.

Il documento chiede infine al governo di confermare il rispetto degli accordi internazionali che regolano l’uso delle basi militari presenti in Italia e concesse all’esercito statunitense. Questi accordi prevedono, tra le altre cose, l’utilizzo delle basi per attività addestrative e per il «supporto tecnico-logistico».

Le richieste di PD, AVS e Movimento 5 Stelle

Il centrosinistra ha invece votato contro la risoluzione presentata dalla maggioranza e ne ha proposta una propria, con contenuti diversi, che è stata però bocciata dall’aula. Il testo firmato da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi-Sinistra esprimeva una posizione più critica nei confronti dell’azione militare condotta da Stati Uniti e Israele. La risoluzione chiedeva inoltre al governo di assumere impegni concentrati soprattutto sulla diplomazia, sulla tutela dei diritti umani e sulla protezione economica dei cittadini.

Mentre il documento firmato dalla maggioranza puntava sul rafforzamento militare, quello presentato dalle opposizioni impegnava il governo a promuovere iniziative per fermare le operazioni militari in corso e ottenere un «cessate il fuoco immediato». La risoluzione invitava inoltre a puntare sulla via negoziale, con l’obiettivo di limitare le ambizioni nucleari dell’Iran.

Un altro punto di disaccordo riguarda l’uso delle basi militari presenti in Italia. A differenza della maggioranza, che ha chiesto di confermare gli accordi attualmente in vigore, i partiti di centrosinistra hanno assunto una posizione diversa. Nella loro risoluzione, PD, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi-Sinistra hanno chiesto al governo di «non autorizzare l’utilizzo delle basi concesse alle forze armate statunitensi presenti sul territorio italiano» per attacchi militari contro l’Iran. Il testo invitava inoltre a negare qualsiasi supporto militare a una guerra che, secondo la risoluzione, «viola il diritto internazionale».

Al centro, ma ognuno per conto suo

Gli altri partiti di opposizione, ossia Più Europa, Italia Viva e Azione, non hanno sottoscritto la risoluzione delle altre opposizioni. E anzi hanno presentato tre documenti diversi che sono stati approvati dalla maggioranza con riformulazioni su alcuni punti.

Nella sua risoluzione Più Europa ha posto l’accento soprattutto sulla questione dei diritti umani. In particolare, ha chiesto al governo di promuovere una strategia internazionale allo scopo di favorire un processo democratico in Iran. 

Un obiettivo simile è stato indicato da Italia Viva, che ha chiesto al governo di sostenere il popolo iraniano nel percorso verso un cambiamento politico del Paese e di riferire con regolarità al Parlamento sugli sviluppi del conflitto in Medio Oriente e sulle iniziative italiane collegate, anche in termini di sicurezza.

La risoluzione presentata da Azione e dal Partito Liberaldemocratico si è concentrata invece sulla sicurezza nazionale e sull’autonomia strategica europea. Ha chiesto al governo di aumentare la spesa militare e di valutare la partecipazione a iniziative europee di cooperazione, anche nel campo della deterrenza nucleare.

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