Quando si entra in un seggio elettorale la prima cosa da fare è capire dove mettersi in fila per consegnare tessera elettorale e carta di identità. Fino a pochi mesi fa sui cartelli attaccati al tavolo degli scrutatori – quelli che indicano quale fila fare e a quale registro rivolgersi – c’era scritto “uomini” e “donne”. Al referendum del 22 e 23 marzo qualcosa è cambiato: non esistono più i cartelli “uomini” e “donne”, ma i registri sono organizzati in ordine alfabetico: dalla A alla L il primo e dalla M alla Z il secondo.
Per molte persone è un dettaglio quasi impercettibile. Per altre, invece, è il segno di una piccola conquista, arrivata dopo anni di proteste e rivendicazioni.
Per molte persone è un dettaglio quasi impercettibile. Per altre, invece, è il segno di una piccola conquista, arrivata dopo anni di proteste e rivendicazioni.