La nuova legge elettorale sarà utilizzata per la prima volta alle elezioni politiche del 2027, ma in Parlamento sta già producendo i suoi primi effetti. La riforma, approvata l’8 ottobre, ha aumentato il numero di firme necessarie per presentarsi al voto, prevedendo però condizioni più favorevoli per i partiti già rappresentati alla Camera o al Senato. Così, per sfruttare questa possibilità, alcune forze politiche più piccole si sono fatte “prestare” deputati e senatori da altri partiti più grandi, sia di maggioranza sia di opposizione.
Come avevamo raccontato in un precedente articolo, i primi a cambiare gruppo sono stati due esponenti di Fratelli d’Italia e Movimento 5 Stelle. Nelle settimane successive li hanno seguiti altri due senatori, uno del Partito Democratico e uno di Noi Moderati.
In tutto, questi quattro passaggi hanno portato alla nascita di altrettante componenti politiche – tre al Senato e una alla Camera – riunendo complessivamente sei parlamentari. Ai quattro che hanno cambiato gruppo si aggiungono infatti due deputati già nel Misto, che hanno partecipato alla costituzione della componente di Sud Chiama Nord, il partito dell’ex sindaco di Messina Cateno De Luca che fino ad allora poteva contare su un solo deputato.
Come avevamo raccontato in un precedente articolo, i primi a cambiare gruppo sono stati due esponenti di Fratelli d’Italia e Movimento 5 Stelle. Nelle settimane successive li hanno seguiti altri due senatori, uno del Partito Democratico e uno di Noi Moderati.
In tutto, questi quattro passaggi hanno portato alla nascita di altrettante componenti politiche – tre al Senato e una alla Camera – riunendo complessivamente sei parlamentari. Ai quattro che hanno cambiato gruppo si aggiungono infatti due deputati già nel Misto, che hanno partecipato alla costituzione della componente di Sud Chiama Nord, il partito dell’ex sindaco di Messina Cateno De Luca che fino ad allora poteva contare su un solo deputato.