«Tre cappuccini: uno a colazione, uno a pranzo, e uno a cena». Così Riccardo Magi ha descritto la sua “dieta” giornaliera durante lo sciopero della fame contro la nuova legge elettorale promossa dal centrodestra, e ribattezzata con il nome di Stabilicum. Iniziata il 30 settembre, la protesta del segretario di Più Europa si è conclusa l’8 ottobre, poche ore dopo l’approvazione definitiva della legge da parte della Camera.
Nei giorni precedenti il deputato aveva scritto una lettera al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per spiegare le ragioni alla base della sua protesta. «Ho iniziato un digiuno per testimoniare un assoluto dissenso contro la legge elettorale all’esame della Camera dei deputati, e per chiedere al Parlamento e al governo di riconsiderare queste norme», si legge in un estratto pubblicato sui social. In particolare, Magi ha contestato l’aumento delle firme necessarie per presentare le liste alle elezioni politiche e la mancata introduzione della possibilità di raccoglierle digitalmente.
Nei giorni precedenti il deputato aveva scritto una lettera al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per spiegare le ragioni alla base della sua protesta. «Ho iniziato un digiuno per testimoniare un assoluto dissenso contro la legge elettorale all’esame della Camera dei deputati, e per chiedere al Parlamento e al governo di riconsiderare queste norme», si legge in un estratto pubblicato sui social. In particolare, Magi ha contestato l’aumento delle firme necessarie per presentare le liste alle elezioni politiche e la mancata introduzione della possibilità di raccoglierle digitalmente.