Più Europa, il partito di ispirazione radicale ed europeista fondato da Emma Bonino, è tra i partiti che negli ultimi giorni si sono spesi di più contro la proposta di riforma della legge elettorale voluta dal centrodestra. Venerdì 26 giugno il testo è arrivato in aula alla Camera, dove la discussione è stata accompagnata da diverse polemiche. Durante la seduta, il segretario di Più Europa Riccardo Magi ha mostrato, e poi strappato, un facsimile di una scheda elettorale con la scritta “Il tuo voto non conta nulla”. Dopo diversi richiami, Magi è stato espulso dall’aula e la seduta è stata temporaneamente sospesa.
Sempre il 26 giugno, il partito guidato da Magi ha lanciato una raccolta firme contro la riforma, rivolgendosi direttamente al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in quanto «garante della Costituzione e dell’equilibrio democratico della Repubblica». L’iniziativa contesta tre aspetti che Più Europa ritiene problematici dal punto di vista costituzionale e democratico: l’entità del premio di maggioranza previsto dalla riforma elettorale, l’impossibilità per gli elettori di scegliere direttamente gli eletti e l’indicazione preventiva del candidato o della candidata alla presidenza del Consiglio. Con l’appello, che al 30 giugno ha superato le 22 mila firme, il partito di Magi chiede a Mattarella di «fermare» la nuova legge elettorale, ribattezzata nel dibattito politico “Stabilicum” o “Melonellum”.
Sempre il 26 giugno, il partito guidato da Magi ha lanciato una raccolta firme contro la riforma, rivolgendosi direttamente al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in quanto «garante della Costituzione e dell’equilibrio democratico della Repubblica». L’iniziativa contesta tre aspetti che Più Europa ritiene problematici dal punto di vista costituzionale e democratico: l’entità del premio di maggioranza previsto dalla riforma elettorale, l’impossibilità per gli elettori di scegliere direttamente gli eletti e l’indicazione preventiva del candidato o della candidata alla presidenza del Consiglio. Con l’appello, che al 30 giugno ha superato le 22 mila firme, il partito di Magi chiede a Mattarella di «fermare» la nuova legge elettorale, ribattezzata nel dibattito politico “Stabilicum” o “Melonellum”.