Negli ultimi giorni tra i partiti di opposizione al governo Meloni è nato un dibattito attorno alla cosiddetta “cultura woke”. Con questo termine, diffusosi soprattutto nei Paesi anglosassoni si indica una particolare sensibilità verso temi di discriminazione e disuguaglianza sociale, come razzismo, sessismo, diritti LGBT+, che secondo diversi osservatori e, in particolare la destra conservatrice, ha suscitato nella sinistra atteggiamenti dogmatici e censori.
Il dibattito ha origine da una recente intervista della deputata democratica statunitense Alexandria Ocasio-Cortez, che ha preso le distanze dalle posizioni iniziali del fenomeno woke negli Stati Uniti. In Italia, però, il dibattito è sorto nello specifico da una lettera inviata dal presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte al direttore del quotidiano la Repubblica, Stefano Cappellini, e pubblicata sullo stesso giornale il 21 agosto. Nella lettera, intitolata “Alla sinistra non serve il woke. Il nemico da combattere è questa società di diseguali”, Conte ha espresso apprezzamento per le posizioni di Ocasio-Cortez, aprendo così un dibattito nel nostro Paese – in particolare a sinistra – che fino a quel momento era rimasto piuttosto in secondo piano. Alla lettera di Conte hanno risposto diversi esponenti del centrosinistra, alcuni, come il leader di Italia Viva Matteo Renzi con altre lettere sullo stesso tema. Due giorni dopo quella di Conte, Renzi ha infatti inviato una lettera al direttore de la Repubblica esprimendo condivisione dell’opinione di Conte, e alimentando ancora di più il dibattito su questo tema.
Il dibattito ha origine da una recente intervista della deputata democratica statunitense Alexandria Ocasio-Cortez, che ha preso le distanze dalle posizioni iniziali del fenomeno woke negli Stati Uniti. In Italia, però, il dibattito è sorto nello specifico da una lettera inviata dal presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte al direttore del quotidiano la Repubblica, Stefano Cappellini, e pubblicata sullo stesso giornale il 21 agosto. Nella lettera, intitolata “Alla sinistra non serve il woke. Il nemico da combattere è questa società di diseguali”, Conte ha espresso apprezzamento per le posizioni di Ocasio-Cortez, aprendo così un dibattito nel nostro Paese – in particolare a sinistra – che fino a quel momento era rimasto piuttosto in secondo piano. Alla lettera di Conte hanno risposto diversi esponenti del centrosinistra, alcuni, come il leader di Italia Viva Matteo Renzi con altre lettere sullo stesso tema. Due giorni dopo quella di Conte, Renzi ha infatti inviato una lettera al direttore de la Repubblica esprimendo condivisione dell’opinione di Conte, e alimentando ancora di più il dibattito su questo tema.