In questi anni il governo Meloni, sostenuto dalla maggioranza di centrodestra, ha promesso due riforme della Costituzione, il premierato e la riforma della separazione delle carriere dei magistrati, che però non sono andate in porto. La prima è bloccata da mesi alla Camera e sembra che non verrà mai approvata definitivamente, almeno in questa legislatura. La seconda, approvata dal Parlamento, è stata bocciata dai cittadini nel referendum costituzionale del 22 e 23 marzo 2026.
Così le riforme costituzionali approvate definitivamente in questa legislatura sono solo tre, di minore portata: due riguardano la modifica degli statuti speciali del Trentino-Alto Adige e del Friuli-Venezia Giulia, mentre l’altra ha incluso nella Costituzione la tutela dello sport. Oltre a queste, però, potrebbe aggiungersi un’altra riforma a cui sta lavorando in questi mesi la Commissione Affari costituzionali del Senato. Si tratta della proposta di riforma costituzionale per riconoscere ufficialmente della Costituzione l’inno di Mameli, cioè l’inno nazionale italiano.
La proposta, firmata da tutti i partiti di centrodestra e da alcuni senatori del PD e di Italia Viva, chiede di modificare l’articolo 12 della Costituzione, che stabilisce che «la bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni». La proposta di riforma costituzionale propone di integrare l’articolo con questa frase: «L’inno nazionale della Repubblica è il “Canto degli Italiani”, con testo di Goffredo Mameli e musica di Michele Novaro».
Per entrare nella Costituzione, la proposta dovrà essere approvata sia dal Senato che dalla Camera due volte nella stessa versione. In più, nella seconda votazione dovrà essere approvata da almeno i due terzi dei deputati e dei senatori, altrimenti la riforma potrà essere sottoposta a referendum. Il percorso dunque è ancora lungo ma, come ha spiegato a Pagella Politica la prima firmataria della riforma, la deputata di Fratelli d’Italia Susanna Donatella Campione, la riforma potrebbe arrivare all’esame dell’aula del Senato a breve. Campione ha aggiunto che la Commissione Affari costituzionali potrebbe modificare leggermente il testo approvando un emendamento a firma della senatrice di Fratelli d’Italia Domenica Spinelli. L’emendamento prevede che la riforma aggiunga all’articolo 12 solo che “l’inno nazionale della Repubblica è il “Canto degli Italiani”», senza i riferimenti agli autori dell’inno.
Così le riforme costituzionali approvate definitivamente in questa legislatura sono solo tre, di minore portata: due riguardano la modifica degli statuti speciali del Trentino-Alto Adige e del Friuli-Venezia Giulia, mentre l’altra ha incluso nella Costituzione la tutela dello sport. Oltre a queste, però, potrebbe aggiungersi un’altra riforma a cui sta lavorando in questi mesi la Commissione Affari costituzionali del Senato. Si tratta della proposta di riforma costituzionale per riconoscere ufficialmente della Costituzione l’inno di Mameli, cioè l’inno nazionale italiano.
La proposta, firmata da tutti i partiti di centrodestra e da alcuni senatori del PD e di Italia Viva, chiede di modificare l’articolo 12 della Costituzione, che stabilisce che «la bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni». La proposta di riforma costituzionale propone di integrare l’articolo con questa frase: «L’inno nazionale della Repubblica è il “Canto degli Italiani”, con testo di Goffredo Mameli e musica di Michele Novaro».
Per entrare nella Costituzione, la proposta dovrà essere approvata sia dal Senato che dalla Camera due volte nella stessa versione. In più, nella seconda votazione dovrà essere approvata da almeno i due terzi dei deputati e dei senatori, altrimenti la riforma potrà essere sottoposta a referendum. Il percorso dunque è ancora lungo ma, come ha spiegato a Pagella Politica la prima firmataria della riforma, la deputata di Fratelli d’Italia Susanna Donatella Campione, la riforma potrebbe arrivare all’esame dell’aula del Senato a breve. Campione ha aggiunto che la Commissione Affari costituzionali potrebbe modificare leggermente il testo approvando un emendamento a firma della senatrice di Fratelli d’Italia Domenica Spinelli. L’emendamento prevede che la riforma aggiunga all’articolo 12 solo che “l’inno nazionale della Repubblica è il “Canto degli Italiani”», senza i riferimenti agli autori dell’inno.