Il 30 settembre l’aula della Camera inizierà la discussione sulla riforma della legge elettorale voluta dal centrodestra, ribattezzata con il nome di Stabilicum. La riforma, approvata dal Senato nelle scorse settimane, è tornata alla Camera perché ha subito alcune modifiche, tra cui l’introduzione delle preferenze. Ora il passaggio alla Camera potrebbe essere quello definitivo per approvare la riforma a tutti gli effetti.
Tuttavia, l’approvazione definitiva della riforma elettorale non è scontata: nella maggioranza di centrodestra non sono del tutto convinti del testo a cui si è arrivati dopo l’esame al Senato e in questi giorni la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato l’intenzione del governo di porre la fiducia sul provvedimento, per chiedere in sostanza ai deputati di confermare il sostegno all’esecutivo e “metterci la faccia” . Il problema però è che, al netto della fiducia, il voto finale sul provvedimento sarà con tutta probabilità segreto. Questo apre a una serie di incognite, visto che durante il primo esame della legge elettorale alla Camera, a luglio, proprio grazie al voto segreto i “franchi tiratori” della maggioranza avevano affossato l’emendamento del centrodestra sulle preferenze.
Secondo fonti parlamentari, un voto finale segreto potrebbe quindi mettere in crisi la maggioranza. Non a caso alcuni esponenti del centrodestra, interrogati da Pagella Politica, sono rimasti cauti nelle previsioni su come potrebbe andare a finire un eventuale voto segreto sulla riforma elettorale. Altri invece sono convinti che se la legge elettorale dovesse essere bocciata si aprirebbe una crisi interna alla maggioranza che metterebbe a repentaglio la stessa tenuta del governo.
Tuttavia, l’approvazione definitiva della riforma elettorale non è scontata: nella maggioranza di centrodestra non sono del tutto convinti del testo a cui si è arrivati dopo l’esame al Senato e in questi giorni la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato l’intenzione del governo di porre la fiducia sul provvedimento, per chiedere in sostanza ai deputati di confermare il sostegno all’esecutivo e “metterci la faccia” . Il problema però è che, al netto della fiducia, il voto finale sul provvedimento sarà con tutta probabilità segreto. Questo apre a una serie di incognite, visto che durante il primo esame della legge elettorale alla Camera, a luglio, proprio grazie al voto segreto i “franchi tiratori” della maggioranza avevano affossato l’emendamento del centrodestra sulle preferenze.
Secondo fonti parlamentari, un voto finale segreto potrebbe quindi mettere in crisi la maggioranza. Non a caso alcuni esponenti del centrodestra, interrogati da Pagella Politica, sono rimasti cauti nelle previsioni su come potrebbe andare a finire un eventuale voto segreto sulla riforma elettorale. Altri invece sono convinti che se la legge elettorale dovesse essere bocciata si aprirebbe una crisi interna alla maggioranza che metterebbe a repentaglio la stessa tenuta del governo.