La grafica fuorviante di Salvini sui risultati della Lega al governo

Il vicepresidente del Consiglio ha rivendicato sui social l’approvazione di sei provvedimenti, omettendo però alcuni dettagli importanti
Pagella Politica
L’11 novembre il leader della Lega Matteo Salvini, che è anche il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture, ha rivendicato sui social l’approvazione di alcune misure recenti, scrivendo che «la Lega passa dalle parole ai fatti». Tra le altre cose, Salvini ha citato l’aumento al limite dell’uso del contante, il rinnovo del contratto degli insegnanti e il rinnovo dello «sconto» sulla benzina.
Immagine 1. La grafica postata da Salvini e dalla Lega sui social
Immagine 1. La grafica postata da Salvini e dalla Lega sui social
Ma quanti «fatti» ci sono davvero nella grafica pubblicata da Salvini? Abbiamo verificato e il leader della Lega ha omesso alcuni dettagli importanti.

L’aumento del tetto al contante

Partiamo dal primo punto, quello relativo all’uso del denaro contante. Il 10 novembre il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo decreto “Aiuti” (il quarto dall’inizio dell’anno e il primo del governo Meloni) che, tra le altre cose, contiene l’aumento del limite all’uso del contante. Oggi il tetto al contante è fissato in Italia a 2 mila euro: dal 1° gennaio 2023 questa soglia sarebbe dovuta scendere a mille euro, ma il governo ha deciso di alzarla a 5 mila euro. 

Dunque è vero, come scrive Salvini, che a breve i cittadini avranno la «libertà di pagare in contanti fino a 5 mila euro», ma la promessa in campagna elettorale della Lega era stata diversa. Il programma elettorale del partito di Salvini, in vista del voto del 25 settembre, aveva infatti proposto di alzare il tetto al contante a 10 mila euro, non a 5 mila euro. A fine ottobre il deputato della Lega Alberto Bagnai aveva poi presentato alla Camera una proposta di legge che chiedeva di alzare il tetto al contante a 10 mila euro. Alla fine il governo ha scelto la soglia dei 5 mila euro perché, come ha detto correttamente la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in conferenza stampa, questo è il valore medio in vigore nei Paesi europei con un limite all’uso del contante.

I premi ai dipendenti

Secondo Salvini, per aiutare famiglie e imprese il governo ha introdotto «premi ai dipendenti fino a 3 mila euro esentasse», ossia non soggetti a imposte. 

Il provvedimento in questione è contenuto nel nuovo decreto “Aiuti” e consiste nell’estensione, per l’anno di imposta 2022, da 600 a 3 mila euro del valore dei cosiddetti fringe benefit non soggetti a tassazione. I fringe benefit sono misure di welfare aziendale e consistono in beni e servizi aggiuntivi (come il telefono o l’auto aziendale, le polizze assicurative, i buoni benzina o i buoni pasto) che i datori di lavoro possono mettere a disposizione dei dipendenti. Dunque non stiamo parlando di «premi» in generale, come quelli legati alla produttività.

La possibilità di versare ai dipendenti contibuti aggiuntivi fino a 600 euro esentasse era stata introdotta dal governo Draghi lo scorso agosto con il decreto “Aiuti bis”, e prevede che questi siano utilizzati per «il pagamento delle utenze domestiche del servizio idrico integrato, dell’energia elettrica e del gas naturale».

È importante ricordare però che le aziende non sono tenute a offrire questo «premio», che quindi sarà eventualmente erogato su base discrezionale, e che comunque potranno beneficiarne solo i lavoratori dipendenti. La misura è stata criticata, tra gli altri, dal presidente di Confindustria Carlo Bonomi, secondo cui «la platea dei lavoratori che usufruisce di queste agevolazioni è molto ridotta», e l’estensione dei fringe benefit rischia di pesare eccessivamente sulle risorse delle imprese. «Chiediamo che l’assunzione di responsabilità, se si vuole intervenire a favore dei lavoratori per mettere più soldi in tasca agli stessi, sia presa dal parte del governo», ha detto Bonomi.

Il rinnovo del contratto ai docenti

Veniamo ora alla chiusura del «rinnovo del contratto atteso da anni per insegnanti e personale» della scuola. L’11 novembre il Ministero dell’Istruzione e del merito, guidato da Giuseppe Valditara (Lega), ha firmato un «accordo politico» – come l’ha definito il ministero in un comunicato stampa – con le organizzazioni sindacali per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl) del settore istruzione e ricerca, relativo al triennio 2019-2021. Le disposizioni relative al trattamento economico dei lavoratori del settore sono state poi confermate il giorno successivo. 

Secondo i dati del ministero, l’accordo coinvolge circa 1,2 milioni di lavoratori tra docenti e personale amministrativo, tecnico e ausiliario (Ata), che avranno diritto a un aumento immediato di 100 euro lordi al mese e riceveranno, entro la fine del 2022, circa 2 mila euro di arretrati maturati. Per sostenere gli aumenti retributivi il governo ha stanziato con un decreto-legge, ancora da pubblicare in Gazzetta ufficiale, 100 milioni di euro per il 2022, con l’impegno del ministero di aggiungere altre risorse nella prossima legge di Bilancio.

Il precedente Ccnl per il mondo della scuola era stato firmato ad aprile 2018 ed era relativo al triennio 2016-2018. Il rinnovo del contratto, però, non è tutto merito del governo Meloni, come lascia intendere Salvini. Le trattative con i sindacati erano infatti già state avviate dal precedente ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, che a ottobre aveva messo a disposizione proprio per il rinnovo del Ccnl 300 milioni di euro stanziati con la legge di Bilancio per il 2022 e poi non utilizzati. 

Il bonus agli autotrasporti

Salvini ha anche rivendicato l’introduzione di un bonus per gli autotrasporti «solo per imprese italiane». In questo caso il riferimento è a una norma contenuta nel decreto “Aiuti ter”, approvato lo scorso settembre dal governo Draghi e attualmente all’esame del Senato, che ha stanziato 100 milioni di euro per il 2022 per sostenere il settore del trasporto di merci su gomma contro gli aumenti dei prezzi dei carburanti. I criteri e le disposizioni attuative degli stanziamenti dovranno essere stabilite dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (Mit), guidato proprio da Salvini, con un apposito decreto.

L’11 novembre, un comunicato del Mit ha specificato che potranno usufruire del bonus solo le «realtà stabilmente in Italia». Fonti stampa riportano che la misura è stata approvata dal Consiglio dei ministri il 10 novembre, ma al 15 novembre non sono disponibili ulteriori dettagli.

L’aumento delle pensioni

Salvini ha inoltre rivendicato come risultato della Lega l’«aumento medio» delle pensioni «del 7,3 per cento per tutti per far fronte all’inflazione». In effetti, il 9 novembre il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, deputato della Lega, ha firmato un decreto che, come spiega un comunicato del ministero, «dispone a partire dal 1° gennaio 2023 un adeguamento pari a +7,3 per cento delle pensioni dei cittadini». «L’aumento, come previsto dalla normativa vigente, è stato calcolato sulla base della variazione percentuale che si è verificata negli indici dei prezzi al consumo forniti dall’Istat il 3 novembre 2022», ha sottolineato il ministero.

Dunque è vero che il nuovo governo ha disposto un adeguamento delle pensioni per far fronte all’aumento dell’inflazione, ma questa decisione è stata presa per rispettare le norme già in vigore, introdotte con la legge di Bilancio per il 2020. L’adeguamento sarà pieno, quindi al 100 per cento, solo per gli assegni che arrivano a quattro volte al minimo Inps, fissato a circa 525 euro. Per le pensioni tra le quattro e le cinque volte il minimo, l’adeguamento scende al 90 per cento, mentre per le pensioni sopra la soglia di cinque volte il minimo l’adeguamento si abbassa al 75 per cento.

Il taglio delle accise

Infine, nella grafica di Salvini si legge che è stato «rinnovato lo sconto benzina fino alla fine dell’anno». Anche se parlare di «sconto» è un po’ improprio, è vero che il nuovo decreto “Aiuti” ha stanziato circa 1,3 miliardi di euro per mantenere, dal 19 novembre al 31 dicembre 2022, la riduzione delle accise su benzina, diesel, Gpl e metano, introdotta per la prima volta a marzo dal governo Draghi, e poi prorogata varie volte durante l’anno. 

Le accise sono imposte indirette fisse, che colpiscono determinati beni (come l’energia elettrica o i tabacchi) al momento della produzione o del consumo. Nel suo programma elettorale, la Lega aveva proposto di «proseguire con misure transitorie di riduzione delle accise» per contrastare il rincaro dei carburanti. Ma in passato le promesse di Salvini erano state più ambiziose. Per esempio, durante la campagna elettorale per le elezioni del 4 marzo 2018, il leader della Lega aveva firmato in tv l’impegno a cancellare tutte le accise sui carburanti. Salvini è poi andato al governo con il Movimento 5 stelle, senza però cancellare le accise.

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