Sbarchi giù, rimpatri su: che cosa c’è di vero nei dati di Meloni

La presidente del Consiglio ha parlato di un calo degli arrivi e di un aumento delle persone riportate nei loro Paesi di origine. Abbiamo controllato se ha detto la verità
Pagella Politica
L’11 febbraio, in un breve video pubblicato sui social network, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha commentato l’approvazione da parte del governo di un nuovo disegno di legge sull’immigrazione, che ora dovrà essere presentato in Parlamento.

Nel suo videomessaggio, Meloni ha rivendicato due risultati che «incoraggiano a fare ancora meglio»: secondo la presidente del Consiglio, grazie al governo gli sbarchi di migranti sono calati del «60 per cento», mentre i rimpatri sono cresciuti del «55 per cento». Abbiamo controllato se queste percentuali sono corrette oppure no.

I dati sugli sbarchi

Quando dice che gli arrivi di migranti sono calati del 60 per cento, Meloni non chiarisce in quale periodo si sarebbe registrata quella riduzione né rispetto a quale altro periodo. Per capire a che cosa potrebbe riferirsi, possiamo guardare gli ultimi dati annuali disponibili.

Secondo il Ministero dell’Interno, nel 2025 sono sbarcati in Italia poco più di 66 mila migranti. Questo dato, però, non mostra un calo rispetto al 2024: anche l’anno precedente, infatti, gli arrivi erano stati intorno ai 66 mila.
Nel 2024, invece, c’era stato un calo del 58 per cento degli sbarchi rispetto al 2023, quando erano arrivati quasi 158 mila migranti. Il 2023 è stato il primo anno interamente governato dal governo Meloni, durante il quale c’era stato un ulteriore aumento degli sbarchi, visto che nel 2022 erano stati oltre 105 mila.

Insomma, il calo del «60 per cento» torna solo se Meloni sta confrontando il 2024 con il 2023, e quindi facendo riferimento a un dato precedente rispetto all’ultimo anno disponibile. Non torna invece se il riferimento è al 2025, quando gli sbarchi sono rimasti sostanzialmente stabili rispetto all’anno precedente.

I dati sui rimpatri

Veniamo ora ai rimpatri. Secondo Meloni, sono aumentati del 55 per cento, ma anche in questo caso la presidente del Consiglio non chiarisce a quale periodo faccia riferimento. 

Questa stessa percentuale era stata citata lo scorso 31 dicembre in un video, pubblicato sui social, dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, secondo cui nel 2025 l’Italia avrebbe effettuato «quasi 7 mila» rimpatri, «il 55 per cento in più rispetto al 2022». Dunque, in questo caso il confronto sembra essere tra lo scorso anno e il 2022, cioè l’anno in cui si è insediato l’attuale governo.

Secondo Eurostat, nel 2025 l’Italia ha rimpatriato 4.780 migranti, quindi meno dei «quasi 7 mila» citati da Piantedosi. Rispetto al 2024, quando erano stati 4.480, c’è stato un aumento di circa il 7 per cento, mentre rispetto al 2022 l’aumento è stato del 64 per cento.

Come abbiamo spiegato in altri articoli, però, nonostante l’aumento recente i rimpatri continuano a essere inferiori rispetto al periodo precedente alla pandemia di COVID-19. Nel 2025 l’Italia ha rimpatriato in media quasi 400 migranti al mese, mentre tra il 2017 e il 2019 ne rimpatriava oltre 500 al mese.
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