Il 4 marzo il Senato ha dato il primo via libera al disegno di legge per il contrasto all’antisemitismo. Il provvedimento, modificato rispetto al testo iniziale proposto dal senatore della Lega Massimiliano Romeo, è stato approvato con 105 voti favorevoli, 24 contrari e 21 astenuti. Per diventare legge, la proposta dovrà ora essere approvata dalla Camera.
Al Senato la coalizione di maggioranza – composta da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati – ha votato compatta a favore, così come Azione e Italia Viva. I partiti di opposizione di centrosinistra si sono invece divisi, anche al loro interno. Il Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi-Sinistra hanno votato contro, mentre il gruppo del PD si è astenuto, tranne sei senatori dell’area moderata del partito, tra cui Graziano Delrio e Filippo Sensi, che hanno votato a favore insieme al centrodestra.
Al centro delle divisioni c’è l’adozione nel disegno di legge della definizione di antisemitismo dell’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA), contestata da una parte delle opposizioni per la presunta ambiguità della sua formulazione, che taccerebbe di antisemitismo alcune legittime critiche alla politica dello Stato di Israele. Secondo i sostenitori, invece, il provvedimento «rappresenta un grande passo avanti nell’azione di contrasto all’antisemitismo», come ha dichiarato a Pagella Politica il senatore Sensi.
Al Senato la coalizione di maggioranza – composta da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati – ha votato compatta a favore, così come Azione e Italia Viva. I partiti di opposizione di centrosinistra si sono invece divisi, anche al loro interno. Il Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi-Sinistra hanno votato contro, mentre il gruppo del PD si è astenuto, tranne sei senatori dell’area moderata del partito, tra cui Graziano Delrio e Filippo Sensi, che hanno votato a favore insieme al centrodestra.
Al centro delle divisioni c’è l’adozione nel disegno di legge della definizione di antisemitismo dell’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA), contestata da una parte delle opposizioni per la presunta ambiguità della sua formulazione, che taccerebbe di antisemitismo alcune legittime critiche alla politica dello Stato di Israele. Secondo i sostenitori, invece, il provvedimento «rappresenta un grande passo avanti nell’azione di contrasto all’antisemitismo», come ha dichiarato a Pagella Politica il senatore Sensi.