C’è una proposta per aumentare di 5 euro il prezzo delle sigarette

È un testo di iniziativa popolare, che ha da poco superato le 50 mila firme e potrà essere discusso in Parlamento
ANSA
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Un aumento drastico, di 5 euro per ogni pacchetto di sigarette, per ridurre il numero di fumatori. È quello che chiede una proposta di legge di iniziativa popolare che è stata presentata dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), dalla Fondazione AIRC, dalla Fondazione Umberto Veronesi e dalla Fondazione AIOM, tutte impegnate nell’ambito della lotta ai tumori e della ricerca oncologica. Il 26 maggio la proposta di legge di iniziativa popolare in questione ha superato le 50 mila firme, e dunque potrà essere depositata in Parlamento, dove potrà essere discussa ed eventualmente approvata.

In breve, la proposta di legge introduce, dal 1° gennaio dell’anno successivo alla sua entrata in vigore, un’accisa specifica di 5 euro su tutti i prodotti da fumo e da inalazione, in aggiunta alle accise già esistenti. L’accisa aggiuntiva dovrebbe essere applicata sui pacchetti di sigarette, sui sigari e sigaretti, sul tabacco trinciato, sul tabacco riscaldato, liquidi per sigarette elettroniche con o senza nicotina, cartucce, stick e altri prodotti contenenti derivati vegetali o aromi destinati al fumo, al riscaldamento o all’inalazione. Dalla nuova accisa sono invece esclusi i prodotti farmaceutici contenenti nicotina e quelli usati per la terapia sostitutiva nella disassuefazione dal fumo. I maggiori introiti per lo Stato derivanti da questa imposta saranno destinati al finanziamento e al rafforzamento del Servizio sanitario nazionale. Il Ministero dell’Economia dovrà riferire ogni anno al Parlamento sulle entrate e sul loro impiego, mentre il Ministero della Salute valuterà gli effetti della legge sulla prevenzione, sulla cura, sulla ricerca sanitaria e sulla riduzione dei danni da fumo.
Nella presentazione della proposta di legge le associazioni scrivono che «la strategia di incremento drastico del prezzo si è dimostrata la più efficace in altri Paesi Europei (come la Francia e l’Irlanda) nel ridurre in maniera significativa il numero di fumatori». Più nel dettaglio, in questi anni la Francia ha adottato un vero e proprio programma nazionale contro il consumo di tabacco: a fine 2017 il governo francese ha deciso di portare progressivamente il prezzo dei pacchetti di sigarette a 10 euro entro il 2020, mentre nel 2023 ha stabilito di volerlo aumentare a 13 euro entro il 2027. Secondo i dati più aggiornati del Ministero della Sanità francese, tra gli adulti tra i 18 e 75 anni il fumo quotidiano è sceso dal 25 per cento nel 2014 al 18 per cento nel 2024, pari a circa 4 milioni di fumatori quotidiani in meno. In Irlanda il discorso è leggermente diverso. Negli ultimi anni il governo irlandese ha più volte aumentato l’accisa sul tabacco, da ultimo a ottobre dello scorso anno, tanto che un pacchetto di sigarette è arrivato a costare intorno ai 19 euro. Sul fronte dei risultati, in Irlanda il calo dei fumatori è stato marcato tra il 2015 e il 2024, quando i fumatori abituali sono passati dal 23 al 17 per cento della popolazione, ma nel 2025 la diminuzione si è fermata

Per quanto riguarda l’Italia, non è detto che una volta depositata in Parlamento la proposta venga approvata e diventi leggi. Non esiste infatti un obbligo per i parlamentari di esaminare le proposte di legge di iniziativa popolare, tanto che negli ultimi trent’anni meno dell’1 per cento di queste proposte è arrivata in fondo all’esame parlamentare, diventando legge a tutti gli effetti.

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